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Torna il Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta " Fai un giro in villa" 2019 in Veneto organizzato dal dalla Presidenza FAI Veneto.

FAI un giro in villa Veneta 2019

Tutti insieme per Monte Fontana Secca: torna il Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta

Organizzato dalla Presidenza FAI Veneto in collaborazione con i Gruppi Giovani

Venezia –15 maggio 2019, ore 11–Torna da maggio a luglio 2019 “FAI un giro in villa”, Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta organizzato dalla Presidenza FAI Veneto in collaborazione con i Gruppi FAI Giovani del territorio e giunto alla terza edizione. Sei gli appuntamenti in programma, per far rivivere altrettante ville venete solitamente chiuse al pubblico, con molte iniziative tra cui laboratori, incontri, musica, passeggiate culturali, con lo scopo di raccogliere fondi a favore di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt, un alpeggio con malga sul Massiccio del Monte Grappa a Quero (BL), donato al FAI–Fondo Ambiente Italiano nell’aprile 2015 dai fratelli Liliana e Bruno Collavo che hanno così voluto onorare la memoria dei propri genitori. L’edizione 2019 di “FAI un giro in villa” prende il via domenica 26 maggio a Villa Verità Fraccarolia San Pietro di Lavagno (VR), a cura del FAI Giovani Verona; seguono 1-2 giugno Villa Manfrin, a Treviso, a cura del FAI Giovani Treviso e Venezia, il 9 giugno Villa Fabrisa Thiene (VI) a cura delFAI Giovani Vicenza, il 15 giugno con il FAI Giovani Padova a Villa Rigoni Savioli ad Abano Terme (PD), il 22-23 giugno con il FAI Giovani Rovigo il Palazzo Malmignati a Lendinara (RO), e, per concludere, il 27-28 luglio Villa Pasole, a Pedavena (BL), a cura del FAI Giovani Belluno. «L’iniziativa–spiega Ines Lanfranchi Thomas, presidente FAI Veneto ha l’obiettivo di trasformare le ville in luoghi accoglienti capaci di dialogare non solo con il tessuto urbano nel quale sorgono ma anche con la cultura, il sistema produttivo e l’economia del territorio”. Per questa ragione quest’anno, grazie a NaturaSì, quasi tutte le ville ospiteranno dei momenti di degustazione e di approfondimento legato a temi ambientali e di sana alimentazione. «Non c’è luogo migliore di una villa come centro di produzione agricola, per parlare di cibo e di tutto quello che sta intorno»ha sottolineato Ines Lanfranchi Thomasalla presentazione della nuova edizione della manifestazione. L’impegno per Monte Fontana Secca rientra in un nuovo progetto del FAI che partirà nel 2020, “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1000 metri”.Uno degli obiettivi dell’iniziativa è contribuire alla tutela e valorizzazione delle terre alte nelle aree interne dell’Italia, zone spesso spopolate e trascurate, che custodisconoun capitale eccezionale di natura e cultura e un grande potenziale per il futuro.Fontana Secca e Col de Spadarot sonoun perfetto esempio dicome il FAI voglia restituire questi luoghi alla loro vocazione naturalistica e agro-pastorale, rispettando la volontà della donazione. Si riattiverà l’alpeggio e la produzione casearia, riportando la mucca Burlina, esemplare autoctono quasi in via di estinzione,a pascolare tra questi prati; si riavvierà la produzione dei formaggi tipici come il Morlacco e il Bastardo; si restaureranno la malga e altri edifici, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’autosufficienza idrica ed energetica. Se ne ricostruirà la storia, raccontandola attraverso documenti, fotografie e reperti che introdurranno i visitatori alla comprensione delle tante valenze ambientali e paesaggistiche dell’area, che nel 1917 fu campo di battaglia della Grande Guerra.L’entusiasmo per “FAI un giro in villa”si riafferma anche quest’anno con l’impegno, il lavoro, l’entusiasmo dei giovani FAI del Veneto, uniti in un progetto comune.I Gruppi FAI Giovani del Veneto sono otto e, all’interno delle Delegazioni FAI, coinvolgono ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni che mettono a disposizione il loro tempo, la loro formazione e la loro professionalità in modo volontario, per realizzare eventi e progetti che diventino momenti di convivialità e anche di riflessione sulla cultura e sull’ambiente in pieno stile FAI. La partecipazione all’iniziativa “FAI un giro in villa” è possibile a fronte di un contributo a partire da 5 euro(3 euro per gli iscritti FAI) chiesto dai volontari FAI all’ingresso di ogni villa dove sarà, anche, possibile iscriversi al FAI versando una quota di benvenuto FAI Giovani di 15 euro dai 18 ai 35 anni e possibilità di rinnovo alla stessa quota.

 
Nel 2018 sono stati oltre 50 gli eventi organizzati dai Gruppi FAI Giovani del Veneto.
 
Per informazioniveneto@faigiovani.fondoambiente.it
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Ufficio Stampa per il VenetoStudio Pierrepi
Alessandra Canella
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POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI

POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI

POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI. ADICO ASSISTE I RISPARMIATORI PER RICHIEDERE L’INDENNIZZO. ANCORA DA DEFINIRE LA DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE

Dopo tante promesse e molti rinvii qualche cosa si muove sul fronte degli indennizzi agli investitori delle banche popolari venete. Come annunciato dal governo, entro una ventina di giorni dalla pubblicazione del relativo decreto, dovrebbe essere realizzato un portale all’interno del sito del Mef, il Ministero dell’ Economia e della Finanza, ed entro 45 giorni  sarà possibile presentare le domande. Adico – impegnata con un centinaio di risparmiatori che hanno investito cifre oscillanti fra i 5 mila e 400 mila euro – nelle prossime settimane, quando la situazione sarà più chiara, comunicherà qual è la documentazione da presentare per richiedere i rimborsi. “Siamo pronti a seguire sia i nostri soci sia chiunque intenda affidarsi a noi per compilare la domanda – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Ricordiamo che può chiedere il rimborso anche chi ha già accettato l’indennizzo del 15%. Ribadiamo che in questa fase non è ancora specificata la documentazione da presentare quindi i risparmiatori dovranno attendere ancora qualche settimana prima di muoversi. Tramite il nostro sito (www.associazionedifesaconsumatori.it) terremo sempre informati i cittadini sulle novità legate e appunto sulla documentazione richiesta nell’ambito di una  vicenda che è e resta molto complessa”. Il decreto prevede un ristoro del 30% della somma investita ma le modalità dell’indennizzo dipendono dal patrimonio del risparmiatore. E’ prevista una modalità di rimborso semplificata e più rapida per chi  ha un reddito personale sotto i 35 mila euro e un patrimonio mobiliare inferiore ai 100 mila. Chi ha requisiti superiori dovrà affrontare un iter più complesso che prevede anche il passaggio davanti a una commissione. Il termine per presentare domande dovrebbe essere di sei mesi , però la data di partenza per il conteggio di questi termini  verrà comunicata con apposito decreto.

Fonte: Adico

 

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES: PROROGATA AL 22 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES 2019

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES: PROROGATA AL 22 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO

Gli studenti degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia che desiderano partecipare al prestigioso concorso, dedicato alla memoria e ai valori di Giuseppe Mazzotti, hanno ancora tre settimane per inviare il proprio elaborato scritto o video.

Il tema su cui riflettere è “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”.

La scadenza del bando della XII edizione del Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, inizialmente prevista per il 30 aprile 2019, è stata prorogata al 22 maggio: gli studenti degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia hanno dunque un’occasione in più per partecipare al prestigioso concorso promosso dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con la collaborazione di Montura, che ha l’obiettivo di stimolare la riflessione dei ragazzi su temi legati ai molteplici interessi di Giuseppe Mazzotti e oggi ancora fortemente attuali.

Mazzotti, figura di spicco del panorama culturale trevigiano nel Novecento, si occupò in modo innovativo – fu un eccezionale divulgatore e networker – di montagna e tutela del paesaggio, patrimonio architettonico locale (le ville venete in primis), arte e artigianato, enogastronomia. Gli ambiti a cui dedicò il proprio interesse e il modo in cui affrontò le questioni ad essi legate ne fanno un personaggio di spiccata attualità, ancora capace – a 38 anni dalla scomparsa – di incuriosire e stimolare il pensiero critico dei più giovani.

Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, che affianca lo storico Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” dedicato a scrittori affermati, invita i ragazzi a riflettere sul tema “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”, realizzando un componimento scritto (per concorrere nella Sezione letteraria) o un video (per concorrere nella Sezione video).

Per ciascuna sezione sono previsti tre premi del valore di euro 600,00 (primo classificato), 400,00 (secondo classificato) e 200,00 (terzo classificato). E’ inoltre previsto un Premio di istituto del valore di 1.000,00 euro finalizzato all’attività didattica che le scuole degli studenti premiati si contenderanno nel corso della giornata delle premiazioni, prevista al Palazzo dei Trecento di Treviso il 19 ottobre 2019, partecipando ad un quiz che li metterà alla prova nella conoscenza delle tematiche mazzottiane “Montagna: cultura e civiltà”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie” (che rappresentano le sezioni di gara della XXXVII edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”).

 

Bando e regolamento sono consultabili sul sito www.premiomazzotti.it.

Per informazioni:Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, tel. 0422 855609– fax 0422 802070; e-mail info@premiomazzotti.it;

Ufficio stampa Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”
Koiné Comunicazione – Ilaria Tonetto
Mob. 348 8243386

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA, GAROFOLINI: ”A MESTRE TANTE ZONE A RISCHIO DI SIMILI INCIDENTI”

VENEZIA

“Fermo restando che in questo caso le colpe dell’automobilista non sono messe in discussione, riteniamo comunque che il percorso del tram presenti diversi punti critici e caotici che possono provocare incidenti come quelli di ieri (se non più gravi)”.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, commenta così lo “spettacolare” sinistro avvenuto ieri a piazzale Roma, dove un’auto, nel tentativo di sorpassare il mezzo, si è incastrata fra lo stesso e il new jersey in cemento nell’ambito di una vicenda i cui contorni sono ancora tutti da definire. “Oltre a piazzale Roma – continua Garofolini -,  dove effettivamente la situazione è alquanto movimentata, per usare un eufemismo, altre zone che riteniamo a rischio.

Il percorso del tram e quello della auto si incontrano in modo poco “limpido”, sono a San Giuliano, e in particolare allo sbocco di via Forte Marghera sulla rotonda di San Giuliano stesso e il solito snodo di piazzale Cialdini che, pur avendo subito qualche utile aggiustamento, resta comunque un incrocio ostico.

Anche certe intersezioni a Marghera possono provocare qualche rischio. ll problema naturalmente è che ogni incidente con il tram, o solo un’auto parcheggiata in parte sulle rotaie, sono in grado di bloccare l’intero traffico mestrino per ore con grandi disagi per cittadini e lavoratori. Questo va ad aggiungersi ai numerosi stop che il mezzo ha subito (e subisce) negli anni per problemi tecnici e per manutenzioni”.

sanatoria fiscale 2019

BOLLO AUTO, MULTE E SPAZZATURA: NUOVA SANATORIA

Nuovo condono 2019

A chi non sono bastate le rottamazioni e i condoni approvati nel corso del 2018 dal governo giallo verde ecco che ne arriva un altro, il dodicesimo per l’esattezza per l’esecutivo Conte. L’ennesimo armistizio con i contribuenti riguarda questa volta tutte le entrate degli enti locali e quindi bollo auto, multe e spazzatura: la nuova sanatoria è contenuta nel Decreto Crescita che dovrebbe essere approvato domani dal Consiglio dei Ministri. La misura interessa il 60% dei Comuni e delle Regioni che avranno 60 giorni di tempo per aderire. Il caso vuole che la misura arrivi poco prima della campagna elettorale non solo per le europee ma anche per le amministrative che a fine maggio rinnoveranno quasi 3.900 Comuni.

 

In rottamazione ci sono tutte le ingiunzioni di pagamento che sono state notificate ai contribuenti dagli enti locali nel periodo che va dal 2000 al 2017. Nel calderone entrano quindi multe auto, Imu, Irap, Tasi, Tari, Tosap e Cosap.

In quali Comuni è possibile ottenere la nuova sanatoria

Non tutti i Comuni saranno interessati dalla nuova rottamazione. Potranno beneficiarne solo quelli che non hanno affidato la raccolta delle proprie entrate a Equitalia. Si tratta di circa 5 mila Comuni, circa il 60% del totale. Non appena l’ente locale avrà aderito al condono, dovrà emettere una delibera in Consiglio comunale stabilendo per quali entrate e per quali anni permettere la rottamazione. L’amministrazione dovrà poi dare notizia di ciò sul proprio sito istituzionale.

La distinzione si giustifica per il fatto che i Comuni che si sono affidati a Equitalia hanno visto recapitare ai propri cittadini la classica cartella esattoriale; e pertanto la possibilità di rottamazione scatta solo quando arrivano le sanatorie nazionali.

Invece i Comuni che si sono valsi di mezzi propri, di società in house e concessionari privati la rottamazione è possibile solo se la decide l’ente, sempre che una legge nazionale glielo consenta. E così ecco che arriva il “la” dal Governo. Come dire “se volete, ora potete”.

COSA SI DOVRÀ PAGARE

Il contribuente non dovrà pagare sanzioni e interessi, restando sempre a suo carico l’importo base del tributo. Un discorso a parte meritano le multe le quali sono esse stesse delle sanzioni, per cui su di esse verrà abolita la maggiorazione semestrale del 10% degli interessi.

Fonte: LaLeggeperTutti

premio arte laguna 2019

Il Premio Arte Laguna proclama i vincitori dell’edizione 2019

Il Premio Arte Laguna proclama i vincitori dell’edizione 2019. I protagonisti arrivano da Libano, Italia, Polonia, Canada.


Un Premio che mette a confronto l’Arte Contemporanea internazionale e la ricerca espressiva ponendo l’accento oltre che sui linguaggi artistici anche sul Design.

Giunto alla sua tredicesima edizione, finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Contemporanea e del Design, Il Premio Arte Laguna è lieto di annunciare i vincitori della 13^ edizione

Venezia, 30 marzo 2019 – Durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta questa sera a Venezia, presso le Nappe dell’Arsenale Nord, sono stati proclamati i vincitori della 13^ edizione del Premio Internazionale Arte Laguna.
Una selezione che ha visto al lavoro la Giuria internazionale in un’attenta analisi e ricerca su oltre 8.000 opere pervenuteda tutti i paesi del mondo, solo i finalisti ne coprono 33. La mostra delle 120 opere arrivate in finale offre una radiografia complessiva dello stato attuale dell’arte contemporanea, rivelandosi uno strumento alternativo per leggere svariate realtà sociali, economiche e culturali internazionali, invitando il pubblico ad una fruizione non solo estetica, ma anche etica delle opere e incoraggia un avvicinamento sensibile verso i maggiori temi globali, quali l’ecologia e l’inclusione sociale.

La giuria presieduta da Igor Zanti ha annunciato i nomi dei 6 vincitori assoluti che ricevono ciascuno un premio di 7.000 euro per un totale di 42.000 euro e oltre 35 premi speciali realizzati con Partner internazionali presenti per la cerimonia di premiazione.
La giuria della sezione pitturacomposta da Alessandra Tiddia, chief curator presso il Mart di Trento e Rovereto e Vasili Tsereteli, direttore del Moscow Museum of Modern Art ha deciso di premiare, sia per il tema trattato che per la scelta stilistica, il polacco Ryszard Szozdacon l’opera Test #03A #03B #03C(2017).
Il trittico riproduce un’immagine fotografica molto nota, entrata nell’immaginario collettivo per la potenza distruttrice ad essa legata, poiché si riferisce ai test nucleari svolti in Nevada negli anni ‘50. L’artista restituisce questa forza attraverso una pittura che si rivela lentamente al nostro occhio mentre la realtà intorno si dissolve esplodendo.
La giuria ha trovato interessante la traduzione in pittura di un’immagine già mediata dalla fotografia, attraverso il ricorso a una tecnica pittorica quasi astrattamente monocroma, che dimostra in realtà una grande abilità nel restituire tutta la tensione apocalittica di questo tema.

La giuria della sezione fotografia e digital graphicscomposta da Richard Noyce, scrittore, docente e critico d’arte ed Enrico Stefanelli, direttore artistico di Photolux Festival di Lucca ha deciso di premiare Silvia Montevecchicon Jisei no ku #1, 2017| Jisei no ku #4 (2017)
L’opera della giovane artista (1994) è piaciuta per la qualità della composizione, dell’immagine, il valore narrativo e l’interessante relazione con la tradizione del Jisei no ku, brevi poesie della tradizione giapponese che esprimono l’ultimo pensiero prima della morte. Gli autoritratti di questo progetto traggono ispirazione da questo tipo di poesia per creare un mondo onirico in cui la morte è vista come un momento di sospensione.

La giuria della sezione scultura e arte virtualecomposta da Flavio Arensi– direttore dei musei di Legnano e Eva González-Sancho, co-curatrice della prima Biennale di Oslo del 2019 ha deciso di premiare l’opera Yöti, The Algorithmic Portrait Artist(2017) dell’artista canadese Jean-Philippe Côté. L’opera ha colpito per la ricerca tecnica che integra la millenaria tradizione del ritratto con una visione profondamente contemporanea in relazione alle nuove tecnologie che stanno prendendo piede nel mondo dell’arte contemporanea.

La giuria della sezione video e performancecomposta da Filippo Andreatta, regista teatrale e co-curatore di Centrale Fies e Maxa Zoller, curatrice della sezione film di Art Basel e direttore artistico di International Women’s Film Festival di Dortmund ha deciso di premiare la performance Jardin / Arsenale(2016 – 2019) di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi. La partitura gestuale dei due artisti si fa suono di un giardino che è lì, davanti a noi, ci avvolge eppure non c’è. L’esperienza del tempo della performance rimanda all’hic et nunc della natura, ad un giardino che da armoniosa connessione con la natura diventa un luogo altro, un giardino antropocentrico, una natura che ci sta sfuggendo.

La giuria della sezione land art e urban artcomposta da Mattias Givell, co-direttore di Wanås Konst in Svezia e Simone Pallottacuratore di arte pubblica e urbana ha deciso di premiare Burj el Hawa – The Tower of Wind(2018) dell’artista libanese Jad El Khoury. La missione più importante dell’arte contemporanea è cambiare la prospettiva del mainstream e così il lavoro vincitore trasforma un’intera torre di uffici abbandonata a Beirut in un oggetto urbano delicato e coreografico. Il lavoro affronta le problematiche centrali di oggi, ma resiste, in modo inspiegabile e complesso, aperto e bello.

La giuria della sezione Designcomposta da Alfonso Femia, architetto e fondatore di AF517 e Danilo Premoli, architetto e designer ha deciso di premiare Inclusive Tea House (2017) dell’artista italiana Elena Colombo. Il progetto vincitore ha colpito la giuria poichè il suo è un progetto for all che interpreta al meglio il ruolo contemporaneo del designer impegnato a definire e a promuovere modelli di produzione e utilizzo sostenibili per configurare anche una nuova cultura allargata della professione.

La mostra che si sviluppa nei 3.000mq delle Nappe dell’Arsenale Nord di Venezia sarà aperta fino al 25 aprile ad ingresso gratuito (orario 10 – 18). Durante le quasi quattro settimane di apertura un ricco calendario di talk, visite guidate e attività per bambini (in collaborazione con Kid Pass) offriranno al pubblico un hub culturale aperto al dialogo, al confronto e all’approfondimento su alcuni temi.

Insieme alle 120 opere finaliste sono esposte dieci eccezionali sculture di calore: ‘Le Guardie del Doge’, un’installazione dalla forte e sorprendente presenza scenica che reinterpreta T Tower, l’iconico radiatore free-standing nato dalla collaborazione tra Antrax ITe i designer Matteo Thun e Antonio Rodriguez. Antrax IT, azienda italiana specializza nella produzione di oggetti di design per il riscaldamento domestico e contract, ha supportato per l’edizione 2019 la nuova sezione design introdotta nel concorso.

www.premioartelaguna.it #artelagunaprize  

Informazioni per la stampa
Alessandra Lazzarin
+39 347 2790099ufficiostampa@premioartelaguna.it

addio uno e due centesimi

MONETINE DA 1 E 2 CENTESIMI ADDIO

Monetine da 1 e 2 centesimi addio, al supermercato si arrotonda a 5

Il primo effetto dello stop alla produzione di monetine da 1 e da 2 centesimi è l’arrotondamento alle casse dei supermercati. Conad è il primo grande gruppo di distribuzione a ‘ufficializzare’ l’arrotondamento, ma a breve potrebbe essere seguito anche dagli altri. In Italia si stima circolino monetine in rame per un valore attorno ai sette miliardi, di cui alcune rare ed estremamente preziose. L’addio alle valute da uno e due centesimi porterà un risparmio per lo Stato di poco meno di due milioni di euro l’anno.

Conad, come detto, è il primo ad arrotondare i prezzi a 5 centesimi. Da pochi giorni, infatti, nei punti vendita del gruppo sono comparsi i primi volantini in cui si annuncia l’arrotondamento dei prezzi al multiplo di cinque più vicino, per eccesso o per difetto. Insomma, se il conto dirà 5,57 si pagherà 5,55 euro, se sarà di 5,58 si salirà a 5,60. I cartelli sono apparsi un po’ in tutti i supermercati tra Romagna, Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, una volta che vanno a esaurimento le scorte di monete di piccolo taglio.

“Non è stata una scelta presa a cuor leggero, ma purtroppo gli istituti di credito non sono più in grado di fornire questo tipo di valuta nelle quantità necessarie”, ha fatto sapere Conad all’Ansa, sottolineando che “i prezzi di vendita non sono stati toccati”.

La novità riguarderà solo i pagamenti in contanti, a meno che il cliente non si presenti alle casse con l’importo esatto: in quel caso potrà pagare il conto senza arrotondamento, esattamente come accadrà per chi utilizza carte e bancomat.

inps ricalcolo pensioni 2019

RICALCOLO PENSIONI: DA APRILE TAGLI PER 5,6 MILIONI DI ASSEGNI

RICALCOLO PENSIONI: DA APRILE TAGLI PER 5,6 MILIONI DI ASSEGNI

Dal prossimo primo aprile scatta il ricalcolo delle pensioni con i nuovi parametri introdotti dalla legge di Bilancio 2019. I nuovi importi, ricalcolati per effetto della perequazione automatica, saranno messi in pagamento dalla prossima mensilità. In particolare, i trattamenti maggiormente interessati saranno quelli complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo.

Ricalcolo pensioni: la circolare Inps sui tagli

Lo ha comunicato l’INPS nella circolare n. 44/2019 illustrando i nuovi criteri utilizzati per effettuare il ricalcolo dei trattamenti pensionistici come previsto dall’ultima manovra di bilancio, in particolar per le pensioni oltre i 1.522 euro al mese.

Le posizioni previdenziali interessate dal ricalcolo sono circa 5,6 milioni: se, per circa 2,6 milioni di esse, la variazione media mensile dell’importo lordo risulta di 28 centesimi, in altri casi si arriva a centinaia di euro.

A seguito del ricalcolo, infatti, l’importo lordo complessivo dei trattamenti pensionistici, dovuto da gennaio 2019, risulta essere inferiore a quello già calcolato in base ai previgenti criteri illustrati dalla Circolare INPS n 122/2018.

Per questo, nei prossimi mesi, saranno comunicate le modalità di recupero delle somme relative al primo trimestre del 2019 (gennaio-marzo), versate in più dall’Istituto per non aver ancora applicato la nuova perequazione.

Perequazione pensioni: il nuovo calcolo

La legge di bilancio 2019, rammenta l’Istituto, ha introdotto un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica delle pensioni per il triennio 2019-2021, che ha interessato in particolare i trattamenti pensionistici di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo.

L’importo complessivo lordo è la somma di tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare, erogate sia dall’INPS che dagli altri Enti presenti nel Casellario centrale, assoggettabili al regime della perequazione cumulata.

L’introduzione del nuovo meccanismo di rivalutazione ha comportato il ricalcolo delle pensioni che, in occasione del consueto rinnovo generalizzato, erano state inizialmente rivalutate secondo i criteri previgenti (cfr. legge n. 388/2000 e Circolare INPS 122/2018).

Preliminarmente, l’Istituto sottolinea che nulla è cambiato relativamente all’indice da utilizzare per la rivalutazione provvisoria, che rimane fissato nella misura pari a + 1,1%, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo. Si confermano, pertanto, i valori riportati al paragrafo 1.2 della circolare n. 122/2018.

Modulo perequativo in vigore per gli anni 2019-2021

I nuovi criteri di ricalcolo, illustrati nella circolare prevedono fasce di importo costruite in base al valore del trattamento minimo (TM) mensile dell’anno 2018, pari a 507,42 euro.

Per i trattamenti fino a tre volte il minimo (€ 1.522,26) la rivalutazione è piena (100%), mentre l’indice di perequazione scende al 97% per i trattamenti oltre 3 e fino a 4 volte il trattamento minimo (oltre € 1.522,26 e fino a € 2.029,68). L’ultima delle sette fasce di perequazione con aliquote decrescenti, invece, prevede un indice fissato al 40% per i trattamenti oltre 9 volte il TM, ovvero oltre € 4.569,28.

In sostanza la forbice stabilisce un incremento percentuale dell’1,1% per le pensioni fino a 1.522,26 euro, mentre quelle oltre le nove volte il TM recupereranno appena lo 0,44%.

Fonte: Studiocataldi.it

LETTERE ED EMAIL NON HANNO VALORE LEGALE: I CONSIGLI PER EVITARE BRUTTE SORPRESE

Le richieste di pagamento tramite lettera o e-mail non hanno alcun valore legale. I consigli di Adico per evitare brutte sorprese.

Se avete ricevuto una lettera oppure una e-mail con la richiesta del pagamento di una fattura potete tranquillamente “stracciarla” in quanto lettere ed e-mail non hanno alcun valore legale perché potrebbero non arrivare mai al destinatario. Raccomandate con ricevuta di ritorno Pec, al contrario, devono essere prese in considerazione perché dimostrano la “serietà” della richiesta.

La questione è molto importante, come dimostrano molte pratiche seguite dall’Adico (Associazione Difesa Consumatori), tra cui quella di una commerciante veneziana che si è vista recapitare in questi giorni una missiva da un sedicente studio legale. Nella lettera il presunto avvocato chiedeva il pagamento di una fattura Wind da circa 160 euro, per un contratto legato a una attività appena chiusa.

“In questo caso – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – la donna ha subito pagato, ma successivamente si è resa conto che, avendo l’addebito in banca, non poteva avere bollette arretrate”.

Allo stato attuale non è ancora possibile sapere se si tratti di una truffa. E’ importante essere al corrente, però, che quella lettera, non avendo valore legale, poteva tranquillamente essere ignorata.

“Non è la prima persona che si rivolge a noi riferendoci di aver ricevuto una lettera di questo tenore. Da sempre critichiamo le metodologie di alcune società di recupero crediti, soprattutto quando si rendono minacciose nei confronti degli utenti. Un atteggiamento che crea molti problemi in particolare alle persone anziane. Ci teniamo perciò a insistere sul fatto che le uniche comunicazioni che devono essere valutate e affrontate con celerità sono quelle provenienti per Pec o raccomandata R/R. Tutto il resto non conta” conclude Garofolini.

Fonte: Adico

10 AZIONI “RESPONSABILI” PER SALVARE IL PIANETA

Dopo la mobilitazione per il clima, ecco 10 buone azioni per contribuire alla salvaguardia del pianeta.

Dopo la grande mobilitazione contro il cambiamento climatico di venerdì scorso, ecco dieci azioni che ciascuno di noi può mettere in atto per aiutare il pianeta, seguendo i suggerimenti elencati nell’enciclica Laudato si’ “Sulla cura della casa comune” di papa Francesco.

 

1) Differenziata

Una volta si buttava tutto insieme, senza pensarci troppo. Oggi fare raccolta differenziata è un comportamento virtuoso, a livello individuale e collettivo, e anche economicamente rilevante. Differenziare umido, carta e cartone, plastica, alluminio, vetro, metalli ferrosi, significa prima di tutto diminuire l’estrazione delle corrispondenti materie prime e dei processi produttivi collegati: ciò che una volta si considerava scarto, insomma, oggi può diventare “materia prima seconda”. Significa anche inquinare di meno, perché permette di separare e poi smaltire in modo adeguato ogni tipo di rifiuto quando non c’è possibilità di riutilizzo. Ciò vuol dire ridurre i materiali che finiscono in discarica e negli inceneritori, consentendo di abbattere le emissioni di CO2 ad essi collegate. La differenziata, infine, alimenta un’economia del riciclo sempre più importante e ambientalmente sostenibile, che crea occupazione (green jobs) e migliora la qualità della vita per la collettività. (Andrea di Turi)

2) Animali

Trattare con cura gli altri esseri viventi, si legge nella Laudato si’. Gli allevamenti intensivi, fabbriche di carne dove gli animali sono tenuti in condizioni innaturali, sottoposti a privazioni e sofferenze, sono tra le attività che più contribuiscono al degrado del pianeta. Secondo la Fao l’impatto di queste strutture è insostenibile: sono responsabili del 14,5% della produzione globale di gas serra (Ghg). Un terzo della produzione di cereali viene poi impiegata come foraggio, con un rapporto svantaggioso di «cibo consumato per produrre cibo». Elevato l’impatto sulle risorse idriche, per i consumi ma anche per l’inquinamento prodotto. Animali costretti a stare immobili per la loro intera esistenza e in situazioni di sovraffollamento si ammalano e vengono trattati con forti dosi di farmaci che finiscono nelle falde. Quanto allo sfruttamento degli animali per la sperimentazione, il ricorso a metodi (più facili ed economici) che comportano sofferenze impedisce che si sviluppino modelli di ricerca più attendibili. (Barbara Uglietti)

3) Condizionatori

Un passaggio della Laudato si’, paragrafo 55, cita il crescente uso dei condizionatori d’aria come esempio di «abitudini nocive di consumo». Più che una condanna dell’oggetto è un esempio di come, nella ricerca di un «profitto immediato», i mercati stimolano la domanda di oggetti il cui abuso può far danni. Nel caso dei condizionatori le controindicazioni non sono poche. Un piccolo impianto produce il 40% delle emissioni domestiche di CO2 di un single.Anche considerando i modelli a basso consumo (a pompa di calore, con inverter) l’energia necessaria per abbassare la temperatura di un grado è fino a 4 volte superiore a quella che serve per alzarla di un grado. Non a caso da diversi anni i picchi di consumo energetico si toccano in estate, non più in inverno. Il clima più caldo ci spinge a usare di più i condizionatori, i quali però fanno salire i livelli di CO2 e oltretutto emettono calore all’esterno. Un circolo vizioso. Nessuna condanna ai condizionatori, insomma, ma la moderazione in tanti casi è necessaria. (Massimo Calvi)

4) Luci

Quante luci utilizziamo quando siamo a casa? È una delle domande che papa Francesco invita a porsi. Il tema è quello del risparmio energetico. Utilizzare solo la luce di cui abbiamo bisogno, e non sprecarla, significa infatti dover produrre meno energia, impiegare meno risorse energetiche e, siccome il mix energetico mondiale vede ancora una larga prevalenza delle fonti fossili, produrre meno emissioni di CO2. Non si tratta solo di spegnere lampade e lampadari quando si esce, ma di prendere quei piccoli accorgimenti che possono fare grandi differenze: l’utilizzo di lampadine a Led, che abbattono fino al 90% il consumo di energia; o le ciabatte con interruttore, che possono spegnere contemporaneamente molti dispositivi che utilizzano corrente elettrica (televisore, impianto stereo, computer). Certo, se in casa o in azienda si usa al 100% energia rinnovabile le cose possono cambiare un po’. Ma l’energia più pulita di tutte è quella che non si consuma: ha anche un’unità di misura, il negawatt. (A.D.T.)

5) Acqua

L’acqua, ha sottolineato il Papa nell’enciclica, è un bene prezioso ma limitato e sempre più persone rischiano di non averne a sufficienza. Negli ultimi decenni i consumi mondiali di acqua sono aumentati di quasi dieci volte: il 70% è impiegata per l’uso agricolo, il 20% per l’industria, il 10% per usi domestici. Nei Paesi occidentali una persona utilizza 162 litri al giorno, di cui 80 per l’igiene personale e 24 per la nutrizione, quando secondo diversi studi ne basterebbero 50. Nell’utilizzo di lavatrici e lavastoviglie basterebbe prediligere il ciclo ecologico o quello breve, ma sempre a pieno carico, oltre a comprare modelli che necessitano di meno acqua: per le lavabiancheria si possono risparmiare anche 100 litri. Quando si lava l’auto meglio usare un secchio pieno invece di acqua corrente: risparmieremo circa 130 litri di acqua potabile ogni volta. Per lavare frutta e verdure si può riempire una ciotola con dell’acqua e un po’ di bicarbonato. Mentre fare la doccia invece del bagno significa un altro risparmio di 50 litri a volta. (Paolo M. Alfieri)

6) Carta

Risparmiare sulla carta è un piccolo gesto che può produrre enormi benefici.Per ottenere una tonnellata di carta nuova servono infatti 15 alberi, 440mila litri d’acqua e 7.600 Kwh di energia elettrica. Un processo che comporta innanzitutto il disboscamento delle grandi foreste e quindi l’aumento delle emissioni inquinanti che queste sono capaci di assorbire. La produzione di carta riciclata invece, oltre a risparmiare la vita agli alberi, richiede il 60% in meno di energia e l’80% in meno d’acqua rispetto alla carta vergine, e genera il 95% in meno di inquinamento atmosferico. Inoltre è possibile utilizzare carta certificata (come fa “Avvenire”), con i marchi internazionali che garantiscono la gestione responsabile delle foreste secondo standard ambientali, sociali ed economici. Stando ai dati Fao, la produzione mondiale di carta è in leggera flessione ma l’impatto ambientale resta elevato.Nel 2013 sono stati prodotti 397,6 milioni di tonnellate di carta e cartone, di cui il 54% è stato usato per confezionamenti e imballaggi. (Al.Bon.)

7) Plastica

La plastica è una grande scoperta che ha migliorato la qualità della vita, fino a diventare però una delle prime cause di inquinamento del pianeta.Dal 1950 a oggi la produzione mondiale è passata da un milione e mezzo a 245 milioni di tonnellate annue, ponendo sfide soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti non biodegradabili. Ne sono una testimonianza i giganteschi accumuli di rifiuti plastici venutesi a creare negli Oceani, con un’estensione che arriva a milioni di chilometri quadrati, un’area più estesa della superficie degli Stati Uniti.Secondo l’Agenzia per l’ambiente dell’Onu (Unep) circa 100.000 mammiferi marini, un numero consistente di tartarughe e un milione di uccelli marini rimangono uccisi ogni anno dalla plastica, per ingestione o intrappolamento. Trattandosi di un derivato del petrolio il primo impatto avviene però tramite l’estrazione, il trasporto e lo stoccaggio degli idrocarburi. Segue il processo della trasformazione in plastica con la relativa produzione di emissioni nocive. (Alessandro Bonini)

8) Cibo

Cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, come suggerisce Francesco, non è solo un modo per rispettare chi ha meno, ma per creare le condizioni perché gli alimenti possano entrare in un circolo di ridistribuzione.Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, un terzo del cibo prodotto, va perduto o sprecato (stime Fao). La gran parte degli sprechi alimentari, oltre il 40%, avvengono tra le mura domestiche, il resto in fase di produzione o distribuzione. C’è dunque molto che possiamo fare per limitare questo spreco. In Italia si calcola che il valore del cibo buttato via ammonti a 37 miliardi di euro, praticamente 450 euro l’anno a famiglia. Secondo uno studio della Coldiretti se si riutilizzassero questi alimenti si potrebbero sfamare 44 milioni di persone. L’invito non è solo a sprecare meno, ma a fare il possibile per rimettere in circolo le eccedenze e ridistribuirle, come ad esempio fa la Caritas o le organizzazioni tipo Banco alimentare. (Massimo Calvi)

9) Trasporti

I mezzi pubblici? Senz’altro meglio dell’auto privata. Per costi e rispetto dell’ambiente, innanzi tutto. «La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti – scrive il Papa – che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici». E se proprio si devono usare le quattroruote lo si può fare in modo coscienzioso. Ad esempio col car pooling: termine che indica l’utilizzo di una vettura tra un gruppo di persone allo scopo di ridurre i costi. Colleghi che abitano nella stessa zona raggiungono il posto di lavoro usando a turno una sola macchina. Che diventa così una specie di piccolo “mezzo pubblico”. (M.Rin.)

10) Alberi

Piantare un albero è un gesto fondamentale per esprimere la volontà di prendersi cura del nostro pianeta. Prima di tutto gli alberi assorbono anidride carbonica (CO2), ritenuta il principale gas climalterante, ovvero responsabile dell’effetto serra (il riscaldamento del pianeta) e dei cambiamenti climatici. L’albero, insomma, “mangia” la CO2 presente in atmosfera: a seconda del contesto in cui è inserito, urbano o meno, si stima l’albero possa assorbire tra i 10 e i 50 kg di CO2 all’anno, da moltiplicare per gli anni del suo ciclo vitale. Molte aziende impegnate nella sostenibilità, in particolare quelle industriali, decidono di piantare alberi per compensare le emissioni legate alla loro attività. L’albero, inoltre, che in città aiuta ad abbattere le temperature, è un potente fattore di ri-naturalizzazione del territorio, che permette di combattere e prevenire il consumo di suolo. Piantare un albero è poi un gesto simbolico: significa avere fiducia nel futuro. E impegnarsi perché sia migliore. (A.D.T)

Fonte: Adico