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LETTERE ED EMAIL NON HANNO VALORE LEGALE: I CONSIGLI PER EVITARE BRUTTE SORPRESE

Le richieste di pagamento tramite lettera o e-mail non hanno alcun valore legale. I consigli di Adico per evitare brutte sorprese.

Se avete ricevuto una lettera oppure una e-mail con la richiesta del pagamento di una fattura potete tranquillamente “stracciarla” in quanto lettere ed e-mail non hanno alcun valore legale perché potrebbero non arrivare mai al destinatario. Raccomandate con ricevuta di ritorno Pec, al contrario, devono essere prese in considerazione perché dimostrano la “serietà” della richiesta.

La questione è molto importante, come dimostrano molte pratiche seguite dall’Adico (Associazione Difesa Consumatori), tra cui quella di una commerciante veneziana che si è vista recapitare in questi giorni una missiva da un sedicente studio legale. Nella lettera il presunto avvocato chiedeva il pagamento di una fattura Wind da circa 160 euro, per un contratto legato a una attività appena chiusa.

“In questo caso – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – la donna ha subito pagato, ma successivamente si è resa conto che, avendo l’addebito in banca, non poteva avere bollette arretrate”.

Allo stato attuale non è ancora possibile sapere se si tratti di una truffa. E’ importante essere al corrente, però, che quella lettera, non avendo valore legale, poteva tranquillamente essere ignorata.

“Non è la prima persona che si rivolge a noi riferendoci di aver ricevuto una lettera di questo tenore. Da sempre critichiamo le metodologie di alcune società di recupero crediti, soprattutto quando si rendono minacciose nei confronti degli utenti. Un atteggiamento che crea molti problemi in particolare alle persone anziane. Ci teniamo perciò a insistere sul fatto che le uniche comunicazioni che devono essere valutate e affrontate con celerità sono quelle provenienti per Pec o raccomandata R/R. Tutto il resto non conta” conclude Garofolini.

Fonte: Adico

CAPARRE SPARITE: IL CASO A MESTRE

Caparre sparite. Adico pronta a querelare l’agenzia immobiliare mestrina.

Adico è pronta a querelare il referente dell’agenzia immobiliare La Fenice di Via Castellana, a Mestre, il quale si è reso colpevole di aver raggirato diversi clienti.

L’associazione segue da alcune settimane la vicenda di un socio che lamenta di aver consegnato una caparra all’agenzia, ma di non aver mai avuto la casa.

Nel mese di ottobre dello scorso anno la “vittima”, un 46enne cittadino moldavo, si è rivolto all’immobiliare di Via Castellana per trovare un appartamento in affitto.

L’agenzia ha proposto un appartamento a Mestre, zona Cipressina, e l’uomo lo ha trovato di suo gradimento. Così ha richiesto di poter sottoscrivere un contratto di locazione per potersi trasferire quanto prima nell’alloggio.

Il referente dell’agenzia, senza aver fatto sottoscrivere il contratto di locazione e senza avere mai indicato il nominativo del proprietario dell’immobile, il 3 novembre di quest’anno ha chiesto al cliente il versamento di 1.920 euro a titolo di deposito cauzionale, rilasciando due distinte ricevute.

Dopo la consegna degli importi richiesti, a S.D. è stato garantito che avrebbe potuto trasferirsi nel giro di qualche giorno nell’appartamento. Ma così non è stato.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, conferma “L’immobiliare non ha mai fatto sottoscrivere il contratto di locazione e non ha mai consegnato l’immobile, tanto è vero che il nostro socio ha dovuto trovare un’altra sistemazione”.

Poiché l’agenzia non aveva fornito alcun chiarimento sui motivi del ritardo, sulla mancata stipula del contratto di locazione e sulla consegna dell’immobile, il 46enne si è recato presso la casa in cui teoricamente doveva andare ad abitare per verificare se effettivamente l’appartamento fosse disponibile, scoprendo dai vicini che in realtà era stato messo in vendita e che la proprietaria non aveva intenzione di metterlo in affitto.

L’uomo si è così rivolto all’ufficio legale dell’Adico, tramite il quale è stata intimata la restituzione dei soldi senza ottenere risposta. A questo punto, Adico ritiene che la condotta del personale dell’agenzia immobiliare vada a configurare ipotesi di reato, quindi ha deciso di predisporre una querela per truffa e/o appropriazione indebita.

Fonte: Adico

venditori porta a porta

VENDITORI PORTA A PORTA: I RAGGIRI CONTINUANO. ADICO SEGUE IN MEDIA TRE CASI A SETTIMANA

Dopo un 2017 da record (ovviamente negativo), anche il 2018 è cominciato all’insegna dei “raggiri” da parte dei venditori porta a porta, raggiungendo una media di 3 casi a settimana.

Come l’anno passato anche il 2018 non inizia bene per quanto riguarda i “raggiri” dei venditori porta a porta. La novità di questi primi mesi dell’anno, però, è che tra la moltitudine dei prodotti venduti ora si possono trovare anche libri, oltre che accessori e prodotti per la casa. Anche i nomi della aziende coinvolte in questa tipologia di vendita totalmente scorretta a volte cambiano, ciò che non cambia però è la tecnica che usano. Il venditore si presenta a casa della “vittima” una prima volta, proponendo un catalogo da firmare e spiegando che si tratta solo di una formalità; dopo qualche tempo, e comunque sempre oltre le due settimane durante le quali è possibile richiedere il recesso per i contratti stipulati al di fuori dei locali commerciali, si ripresenta spiegando sfacciatamente che la volta prima era stato firmato un contratto e che ora è necessario procedere con i primi acquisti.

Dal 2015 Adico ha seguito decine di casi risolvendoli praticamente tutti. Il presidente dell’Adico Carlo Garofolini commenta:

“Il nostro ufficio legale contesta alle varie aziende il vizio del consenso da parte dell’acquirente facendo tirare un sospiro di sollievo soprattutto a donne, per lo più anziane, che quando ci chiamano sono disperate, a dimostrazione di quanto spietata sia questa metodologia di vendita porta a porta. Il 99% dei casi ha ottenuto una soluzione rapida e positiva, anche con la restituzioni della relativa caparra. La faccenda si complica se viene coinvolta una finanziaria ma anche in questo caso il problema può essere risolto”.

L’associazione Adico, dunque, invita le “vittime” di questo raggiro a contattare la segreteria allo 041-5349637 (aperta dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-19) per fissare il prima possibile un appuntamento con il proprio ufficio legale.

Fonte: Adico