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CAPARRE SPARITE: IL CASO A MESTRE

Caparre sparite. Adico pronta a querelare l’agenzia immobiliare mestrina.

Adico è pronta a querelare il referente dell’agenzia immobiliare La Fenice di Via Castellana, a Mestre, il quale si è reso colpevole di aver raggirato diversi clienti.

L’associazione segue da alcune settimane la vicenda di un socio che lamenta di aver consegnato una caparra all’agenzia, ma di non aver mai avuto la casa.

Nel mese di ottobre dello scorso anno la “vittima”, un 46enne cittadino moldavo, si è rivolto all’immobiliare di Via Castellana per trovare un appartamento in affitto.

L’agenzia ha proposto un appartamento a Mestre, zona Cipressina, e l’uomo lo ha trovato di suo gradimento. Così ha richiesto di poter sottoscrivere un contratto di locazione per potersi trasferire quanto prima nell’alloggio.

Il referente dell’agenzia, senza aver fatto sottoscrivere il contratto di locazione e senza avere mai indicato il nominativo del proprietario dell’immobile, il 3 novembre di quest’anno ha chiesto al cliente il versamento di 1.920 euro a titolo di deposito cauzionale, rilasciando due distinte ricevute.

Dopo la consegna degli importi richiesti, a S.D. è stato garantito che avrebbe potuto trasferirsi nel giro di qualche giorno nell’appartamento. Ma così non è stato.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, conferma “L’immobiliare non ha mai fatto sottoscrivere il contratto di locazione e non ha mai consegnato l’immobile, tanto è vero che il nostro socio ha dovuto trovare un’altra sistemazione”.

Poiché l’agenzia non aveva fornito alcun chiarimento sui motivi del ritardo, sulla mancata stipula del contratto di locazione e sulla consegna dell’immobile, il 46enne si è recato presso la casa in cui teoricamente doveva andare ad abitare per verificare se effettivamente l’appartamento fosse disponibile, scoprendo dai vicini che in realtà era stato messo in vendita e che la proprietaria non aveva intenzione di metterlo in affitto.

L’uomo si è così rivolto all’ufficio legale dell’Adico, tramite il quale è stata intimata la restituzione dei soldi senza ottenere risposta. A questo punto, Adico ritiene che la condotta del personale dell’agenzia immobiliare vada a configurare ipotesi di reato, quindi ha deciso di predisporre una querela per truffa e/o appropriazione indebita.

Fonte: Adico

MULTA ANCHE SE AVEVA PRENOTATO IL PARCHEGGIO CON APP

Automobilista multato pur avendo riservato il  parcheggio con l’app di AVM: il caso a Mestre.

Un automobilista, sceso dalla macchina il tempo di recarsi in un negozio, ha ricevuto una multa nonostante avesse prenotato il parcheggio con l’app di AVM.

Il verbale affermava che alle ore 18,43 l’auto stava sostando nello stallo 1205 senza pagare il parcheggio.

Peccato che l’utente, a quell’ora, avesse ricevuto sul proprio telefonino un messaggio inequivocabile: “ti confermiamo che è stata correttamente attivata una sosta con Avm Venezia Official App”.

L’impiegato mestrino, che si è visto consegnare una multa per una infrazione che non aveva commesso, ha tentato, invano, di farsi annullare la sanzione da Avm.

Ha quindi deciso di affidarsi all’ufficio legale dell’Adico, basandosi ovviamente su una questione di principio che non deve essere tralasciata.

Carlo Garofalini, presidente dell’Adico, sottolinea la mancanza da parte degli ausiliari che hanno effettuato la multa in quanto essi non hanno verificato, al momento della verbalizzazione, se fosse attivo il pagamento.

Le strade per il ricorso dal Giudice di Pace o dal Prefetto risultano onerose. Quindi, spiega ancora Garofolini, “tenteremo di risolvere la questione bonariamente, fermo restando che questa sanzione, seppur di importo limitato, è ingiusta e deve essere cancellata”.

Fonte: Adico

CASE ANCORA INAGIBILI, DISAGI E DANNI CONSIDEREVOLI NELLA PROVINCIA

Numerose località nella provincia veneziana hanno subito ingenti danni per le alluvioni dei giorni precedenti.

Il Piave, anche se ormai ritirato nel suo alveo, ha seminato paura e preoccupazione nei Comuni veneziani. San Donà, Noventa, Eraclea, il litorale sono solo alcuni degli esempi di zone evacuate a causa di acqua e fango che hanno creato non pochi disagi. Gli innumerevoli danni verificatisi necessiteranno di tempo per essere rimarginati.

San Donà

Una dozzina di persone si sono lamentate per le tempistiche e la cadenza degli avvenimenti da parte del Comune di San Donà alla protezione civile. Il sindaco, Andrea Cereser, ribatte contrariato:

«Domenica sera c’è stato il primo avviso, probabilmente qualcuno ha sottovalutato gli esiti e il progredire della piena. Chi non ha vissuto il dramma dell’alluvione del 1966 non ha ben presente cosa possa fare il Piave in determinare condizioni climatiche».

Il multisala Cristallo, cinema della zona, è stato invaso dall’acqua e resterà chiuso per le pulizia dal fango. Varie sono le abitazioni inagibili, nelle quali i proprietari non possono ancora tornare. Il disagio aumenta sempre più.

Eraclea

Gli sfollati di una delle zone più a rischio sono stati ospitati in una struttura messa a disposizione dal Comune di Eraclea. Coloro che hanno tentato di ritornare alle proprie abitazioni hanno trovato davanti a sè spessi strati di fango e acqua. Alcuni da parenti e amici, altri a Ca’Manetti sulle brande con l’assistenza dei volonati della Caritas e dall’associazione locale In Cammino con Maria, per poi essere trasferiti presso l’albergo trovato dal Comune a Eraclea Mare.

Portogruaro

Il secondo black out in tre giorni è stato provocato da un temporale violento ed improvviso. Sono presenti casi di linee danneggiate. Viene sospesa l’attività nella pista da pattinaggio locale, in cui l’amministrazione comunale, comunque, si sta muovendo insieme al presidente del Pattinaggio Gruppo Division, Eddi Pramparo.

Caorle

La forza del vento ha colpito anche a Caorle sradicando alcune lastre di marmo del Molo della Madonnina. Sono state successivamente messe in sicurezza. I dipendenti del consorzio arenile hanno lavorato lo stesso il giorno 2 novembre.

Mestre

Il vento di scirocco ha soffiato initerrottamente ben undici ore a Mestre distruggendo la remiera di San Giuliano. Scoperchiati capannoni e danneggiate imbarcazioni. L’acqua alta, invece, ha distrutto vari pontili della laguna. La somma dei danni si aggira intorno a diverse decine di migliaia di euro.

Fonte: Adico

tram

LE ROTAIE DEL TRAM MESTRINO SONO UNA VERA E PROPRIA TRAPPOLA PER CICLISTI E MOTOCICLISTI

MESTRE. Le rotaie del tram mestrino continuano a rappresentare una trappola soprattutto per ciclisti e motociclisti.

Molti sono i i cittadini che si rivolgono allo sportello “risarcimento danni” dell’Adico dopo essersi infortunati sui binari colpevoli di aver fatto cadere decine di persone, alcune delle quali hanno subito danni fisici molto seri alcuni anche risultati letali. L’ufficio legale dell’ associazione anche in questi ultimi giorni si è ritrovato a seguire più di un socio vittima di quelle rotaie che creano problemi anche alle auto, facendole spesso sbandare, figuriamoci ai mezzi con due ruote. Le rotaie che sono una insidia evidente, segnalata dai cartelli, e impongono cautela se si viaggia su due ruote ma si possono mettere in atto correttivi per potenziare la sicurezza. Come le corsie riservate, tema caro anche ai sindacati dei lavoratori di Actv.

I binari del tram sono senza dubbio una insidia per chi ci passa sopra e l’associazione Adico ha da subito denunciato questo problema avendo seguito moltissimi soci rimasti feriti dopo la caduta sulle rotaie. Adico ha dovuto aprire un intero fascicolo visto le richieste di assistenza. Purtroppo allo stato attuale non sono mai arrivate risposte positive ma l’associazione non intende arrendersi, essendo sotto gli occhi di tutti la pericolosità di quel binario”. L’intervento di un ufficio legale diventa comunque necessario prima di procedere in qualsiasi altro modo. Tramite lo sportello “risarcimento danni” l’associazione chiede al Comune l’apertura del sinistro e intima il pagamento di un risarcimento. E’ questo il primo necessario passo prima, per esempio, di rivolgersi al Tribunale.

“Noi proseguiamo la nostra battaglia – continua Garofolini – e mi auguro che presto vengano riconosciute le responsabilità di questo tipo di binario in relazione alle tante cadute che sono avvenute in ogni zona di Mestre. E’ evidente che le rotaie non siano state realizzate a regole d’arte come testimonia il fatto che sono avvenuti decine di incidenti e continuano ad avvenire ancora oggi”.

Fonte: ADICO

L’installazione delle valvole termostatiche va a rilento, a Mestre solo due consomini su cinque si sono messi in regola con le normative europee.

L’installazione delle valvole termostatiche va a rilento, a Mestre solo due consomini su cinque si sono messi in regola. Si rischiano sanzioni fino a 2.500 euro

Ancora tantissimi i condomini mestrini in cui non sono state istallate le valvole termostatiche

Il conto alla rovescia è cominciato eppure la situazione appare ancora in alto mare. A meno di tre mesi dalla scadenza dei termini, infatti, sono ancora tantissimi i condomini mestrini in cui non sono state installate le valvole termostatiche.

Entro il 31 dicembre 2016 le abitazioni con riscaldamento centralizzato dovrebbero essere in regola con la normativa europea. Invece? Secondo una indagine svolta dall’Adico in collaborazione con la Cgia di Mestre, a oggi solo due condomini su cinque nella terraferma veneziana si sono adeguati.

D’altra parte, non è facile per gli amministratori far digerire ai proprietari della abitazioni questa novità che prevede un impegno economico notevole. Non solo. Proprio in vista della scadenza dei termini, Adico sta ricevendo moltissime segnalazioni da parte di cittadini che contestano i preventivi presentati dagli stessi amministratori il che crea ancora più tensioni e ritardi.

A Mestre, dunque, l’estate non ha visto quel boom di “installazioni” che era prevedibile visto che una precedente indagine di Adico-Cgia svolta a fine 2015 aveva evidenziato come solo un terzo dei condomini mestrini aveva già proceduto con la messa a norma dei termosifoni.

“I costi dell’operazione sono molto impegnativi per le famiglie – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – soprattutto se si deve cambiare anche la caldaia. E questo è uno dei principali motivi del ritardo nell’installazione. Di sicuro entro fine anno saranno ancora tantissimi i condomini senza valvole, e per questo sarà necessaria una proroga per evitare la batosta delle sanzioni che possono variare fra i 500 e i 2mila e 500 euro”.

In generale, a livello di costi, una valvola termostatica di livello medio può costare circa 70 euro, quindi, con in generale, per ogni strumento si pagano circa 100 euro, comprensive del lavoro di installazione. Se si deve sostituire la caldaia il prezzo lievita in modo esponenziale, contando che per un condominio con una ventina di famiglie serve una caldaia del costo di 25-30 mila euro. Quindi ogni nucleo può spendere anche più di 2 mila euro.

“La situazione riscontrata a Mestre – spiega, Giovanni Gomiero, funzionario dell’Ufficio Sindacale della CGIA – non è un eccezione ed è riscontrabile un po’ in tutta Italia, è vero che con valvole termostatiche e caldaie ad alto rendimento si può arrivare anche ad un risparmio di oltre il 30%, tuttavia, ci rendiamo conto che la crisi pesa ancora sulle famiglie. In questo ultimo periodo si è scatenata una corsa per regolarizzarsi per cui si stanno anche riscontrando difficoltà a reperire il materiale tecnico da installare, in alcuni casi si andrà oltre la scadenza. Visti gli importi elevati delle sanzioni- conclude Gomiero –  ritengo che alla fine debba prevalere il buon senso, se non con una proroga, almeno con un periodo di qualche mese di tolleranza, evitando di comminare sanzioni immediate post scadenza”.

Fonte: Adico

Molte segnalazioni ad Adico di multe non pagate a Mestre, non si capisce se vi siano problemi nella modalità in cui si notificano le multe.

Infrazioni stradali a Mestre: boom di multe raddippiate da Equitalia

Boom di multe raddoppiate da Equitalia. Grifolini: “Casi strani, tutti dicono di non aver mai ricevuto alcuna notifica”. Gli importi sono da capogiro.

Il caso più emblematico riguarda N.P., panettiere mestrino, che lo scorso anno ha sborsato 1.600 euro per una multa “presa” nel 2011 e relativa a una non meglio specificata infrazione automobilistica. Qualche giorno fa, invece, ha ricevuto una Pec di Equitalia, con la richiesta di altri 781 euro per altre due multe, per poi scoprire di averne altre quattro, riferite al 2015, già passate all’agenzia di riscossione del credito, per un totale di 2.361 euro.

Il problema, però, è che al panettiere mestrino non risulta di aver mai ricevuto alcuna notifica da parte della Polizia municipale.

La stessa cosa è successa a un avvocato ora in pensione che abita in centro città. S’è rivolto all’Adico con una ventina di multe, tutte già raddoppiate, per le quali “non ho ricevuto alcuna notifica, se non in un caso solo”.

Un’altra panettiera, che lavora nella zona della Bissuola, ha di recente ricevuto una sanzione già comprensiva di more, da 300 euro. “L’ho pagata, per evitare altri aumenti, ma non mi pare di aver mai visto alcuna notifica né di aver trovato in cassetta alcun avviso”. Qualche giorno fa le è arrivata un’altra sanzione più che raddoppiata, da 700 euro.

Altri casi simili sono stati segnalati all’Adico e tutti negli ultimi mesi. Ma che sta succedendo a Mestre?

Carlo Garofolini, presidente dell’associazione Adico spiega “Il caso del panettiere è solo l’ennesima segnalazione ricevuta dalla nostra associazione. Intanto ha pagato 1.600 euro per una multa di quattro anni prima e a lui non risulta di aver mai ricevuto alcuna notifica. Ci si chiede poi perché Equitalia gli abbia mandato la richiesta di pagamento dopo così tanto tempo e con una cifra così esagerata. Ora dovrebbe tirare fuori altri 2.361 euro per sei multe di un anno fa per le quali il nostro socio dice di non aver mai ricevuto alcuna notifica né di aver mai trovato l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere. Di sicuro, dopo aver pagato 1.600 euro, non si può pensare che abbia trascurato sei avvisi lasciati dal postino o dal messo comunale. Comunque il nostro iscritto, tramite Adico, ha ora chiesto l’accesso agli atti per verificare cosa sia successo”.

Ma i casi sono molti e aprono diversi punti interrogativi. “Ma perché – si chiede Garofolini – tutt’ a un tratto ci giungono tutte queste segnalazioni? C’è qualcosa che non va nella modalità con cui si notificano le multe? Com’è possibile che una multa venga praticamente decuplicata, dopo essere rimasta per tanti anni in mano a Equitalia?. Ecco, sono queste le domande che poniamo alla Polizia Municipale e al Comune, considerando che le cifre che vengono richieste possono mettere davvero in difficoltà una famiglia”.

Ricordiamo che il postino o, più raramente, il messo comunale, porta a casa del diretto interessato la notifica della multa. Se non lo trova, deve lasciare un avviso nella cassetta delle lettere con il quale si spiega, appunto, che c’è la notifica in Posta. Se entro dieci giorni non la si ritira, la multa finisce di nuovo alla Polizia Municipale la quale dovrebbe attendere le tempistiche previste per i ricorsi (30 dal Giudice di Pace e 60 giorni dal Prefetto) prima di inviare il tutto a Equitalia. Quando la sanzione è in mano all’agenzia di riscossione, l’importo lievita. Pure troppo.

Fonte: Adico

Cardiochirurgia all'Angelo di Mestre ha assorbito tutta l’attività del servizio svolto a Mirano.

Quasi 900 interventi in Cardiochirurgia all’Angelo: 186 i pazienti da Mirano, assorbita un anno fa

Da quando un anno fa, il 1° settembre 2015 la Cardiochirurgia di Mestre ha assorbito tutta l’attività del servizio svolto a Mirano, sono stati ben 186 i pazienti dell’Ulss 13 operati a Mestre. “Questi 186 utenti del Miranese – spiega il Primario Domenico Mangino – hanno costituito il 20% circa dell’attività complessiva della Cardiochirurgia dell’Angelo, che da settembre 2015 ad agosto 2016 ha compiuto in totale 867 interventi”.

I numeri dicono la dimensione del lavoro, ma il Primario sottolinea soprattutto la positiva sinergia creatasi tra i due poli ospedalieri: “Mirano e Mestre dialogano in videoconferenza – spiega – e con questo sistema i pazienti con patologie cardiologiche accolti all’Ospedale di Mirano vengono visitati in seduta congiunta dai medici di Mirano e quelli di Mestre. Cardiologi e cardiochirurghi, quindi, valutano insieme, in tempo reale, a quale tipo di intervento sottoporre il paziente. Si aprono poi due possibili percorsi: l’opzione per l’intervento cardiochirurgico conduce il paziente alla nostra Cardiochirurgia di Mestre; quando invece si evidenzia la necessità di un intervento di emodinamica, ad operare è la Cardiologia di Mirano, guidata dal dottor Saccà”.

La prima opzione ha portato al trasferimento da Mirano a Mestre, come si diceva, di 186 pazienti che necessitavano di un intervento cardochirurgico: 57 i bypass isolati eseguiti, 61 le valvole isolate, i restanti sono stati interventi combinati valvola+bypass, doppia valvola, interventi per dissezione aortica.

All’atto dell’assorbimento della Cardiologia di Mirano, l’Unità Operativa della Cardiochirurgia di Mestre si è coerentemente rafforzata: vi operano quotidianamente in più, rispetto ad un anno fa, tre cardiochirurghi e due tecnici perfusionisti. All’Angelo è stata inoltre da subito attrezzata ed attivata la terza sala operatoria con immediato incremento dell’attività, da 11 interventi programmati alla settimana a 15 interventi programmati alla settimana, a cui si sommano le urgenze.

Infine, gli 8 posti letto della Terapia Intensiva Cardiochirurgica, che sino al settembre scorso potevano essere occupati anche per altre procedure non cardiochirurgiche, sono stati in questo anno esclusivamente dedicati alla Cardiochirurgia.

Si è così ridotta a zero la “fuga” di pazienti da Mirano ad altri Ospedali del Veneto: nel 2014, quando la Cardiochirurgia di Mirano operava in modo indipendente, erano stati 70 gli utenti dell’Ulss 13 che per il loro intervento cardochirurgico si erano rivolti a strutture di un’altra Azienda sanitaria (e di questi 70 utenti, 28 avevano scelto proprio l’Ospedale dell’Angelo); nel periodo settembre 2015-agosto 2016, invece, i miranesi operati in una Cardiochirurgie diverse da quella di Mestre si contano sulle dita di una mano.

Cresce di livello, in sinergia con Mestre, il lavoro della Cardiologia di Mirano
Per la seconda opzione, quella che prevede un intervento di emodinamica, il paziente si ferma all’Ospedale di Mirano, dove continua ad operare una Cardiologia di grande livello per la qualità e per la mole del lavoro svolto. “Confermando in pieno i numeri fatti registrare negli scorsi anni – spiega il Primario Salvatore Saccà – la Cardiologia di Mirano è intervenuta anche in quest’ultimo anno (settembre 2015-agosto 2016) su più ben più di duemila pazienti: 2288 sono stati gli interventi di emodinamica, e più della metà delle procedure svolte, cioè 1432, sono interventi di angioplastica coronarica, periferica e carotidea”.
“Tra i 2288 interventi annui su cui è attestata la nostra Unità Operativa – spiega ancora il dottor Saccà – se ne contano, in questi ultimi dodici mesi, 81 di emodinamica ‘strutturale’, risposta di eccellenza dell’Ospedale di Mirano: abbiamo operato 25 interventi sulle valvole aortiche (Tavi), 11 interventi sulle valvole mitraliche (Mitraclip), 11 interventi di chiusura di auricole, a cui si sommano altre 34 ulteriori procedure interventistiche strutturali”.
Parte di questo lavoro di alto livello è stato reso possibile in questo anno proprio dalla collaborazione con la Cardiochirurgia dell’Angelo che ha affiancato “in standby” l’Emodinamica a Mirano: mentre il cardiologo emodinamista interviene, quindi, viene sempre allestita in loco una sala operatoria con due cardiochirurghi, un perfusionista e uno strumentista, pronta ad entrare in azione in caso di complicazioni.

Fonte: Gente Veneta