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“TIM DOWN” IN TUTTA ITALIA

Tim Down” in tutta Italia: problemi con traffico dati e telefonia.

Dalle ore 6,30 di mercoledì 9 gennaio molti utenti della linea Tim, fissa e mobile, hanno riscontrato problemi di navigazione. Le segnalazioni hanno riguardato per il 49% Internet fisso, per il 35% la telefonia fissa e per il 15% la telefonia mobile.

Se si osserva la mappa di Downdetector, le zone interessate sono localizzate in tutto il Paese, con maggior intensità a Nordovest e centro Sud. Le principali città da cui sono provenute le segnalazioni sono state Milano, Roma, Bologna, Napoli, Torino, Palermo, Firenze, Brescia, Bergamo e Padova.

Nel giro di poche ore l’azienda ha provveduto a inviare una nota, nella quale ha affermato che il servizio di connessione Internet era stato pienamente ripristinato, superando le problematiche che nella mattinata di mercoledì 9 gennaio avevano causato difficoltà di navigazione, soprattutto per i clienti business.

L’azienda ha inoltre precisato che gli episodi registrati non fossero dovuti alle normali attività di funzionamento delle infrastrutture di rete, bensì ad alcune anomalie circoscritte riguardanti l’instradamento del traffico dati.

Fonte: Adico

metoo

HAI MAI SUBITO MOLESTIE SESSUALI? LEGGI LA GUIDA CHE VPNMENTOR HA CREATO PER CONSENTIRE ALLE DONNE DI NAVIGARE IN INTERNET SENZA PAURA

Hai mai subito molestie per strada? Hai ricevuto un messaggio squallido su un’app di appuntamenti? Un collega ha fatto un commento fuori luogo sul tuo aspetto? Non sei sola.

Grazie al movimento #MeToo, è sufficiente accedere a Twitter o Facebook per vedere quante donne sono vittime di molestie sessuali. Sia di persona che online, in un modo o nell’altro, le donne di tutto il mondo si sono trovate in questo genere di situazione. E con tutti i nuovi modi in cui Internet ha aperto le vie di comunicazione, le molestie online sono più diffuse che mai.

Secondo uno studio effettuato dal Pew Research Center, la maggior parte delle molestie online avviene sui social media. Sebbene anche gli uomini siano vittime di molestie online, che includono insulti, derisioni e minacce fisiche, lo studio ha rilevato che online, le donne hanno più del doppio della probabilità di subire molestie sessuali rispetto agli uomini. Inoltre, più della metà delle donne di età compresa tra i 18 ei 29 anni riferisce di aver ricevuto immagini sessualmente esplicite senza aver dato il proprio consenso. Le donne sono spesso intimidite al punto di tacere, e preferiscono lasciar correre piuttosto che rischiare di mettersi in pericolo.

Esistono però alcuni modi per proteggersi.

VPNMENTOR spera che la sua guida incoraggi le donne di tutto il mondo a difendersi e a proteggersi, e a reagire alle molestie sessuali, sia dentro che fuori al web.

MOLESTIE SUI SOCIAL MEDIA

La maggior parte delle molestie online avviene sui social media, il che ha senso considerando quanto tempo la maggior parte di noi trascorre su queste piattaforme. La diffusione dei social network, spesso combinati con l’anonimato, porta a una realtà in cui qualsiasi cosa pubblichi, twitti o condividi ti espone a potenziali abusi. Per proteggere la propria privacy e tenere separato realtà da mondo virtuale è importante considerare l’idea di creare profili multipli quindi ad esempio un profilo pubblico e un profilo personale; inoltre risulta importante bloccare e segnalare subito i molestatori e per ultimo è molto importante, al fine di evitare episodi di stalking e doxting, usare il geotag che fornisce informazioni sulla posizione da cui sono stati inviati.

MOLESTIE SUL LAVORO

Sfortunatamente, l’abuso è anche prevalente negli ambienti di lavoro. Secondo uno studio, una donna su tre di età compresa tra 18 e 34 anni è stata molestata sessualmente sul lavoro. Il 25% di quelle donne ha subito molestie online tramite messaggi o via e-mail, tuttavia il 71% di queste donne non l’ha segnalato.

Possiamo solo ipotizzare le ragioni per questo, ma una di queste potrebbe essere perché non è definito in modo chiaro cosa sia molestia sessuale e cosa no.

Tuttavia, alcuni esempi di molestie sessuali includono:

1.Condividere immagini o video sessualmente inappropriati.

2.Inviare lettere, messaggi o e-mail con contenuti allusivi.

3.Raccontare barzellette oscene o aneddoti sessuali.

Ma anche questi comportamenti sono ambigui! Se qualcuno invia una foto del suo pene, si tratta chiaramente di molestia sessuale, ma un commento a sproposito potrebbe anche essere frainteso.

Quindi, come fai ad essere certa che si tratta di molestia sessuale?

Se non ne sei sicura, pensa a come ti senti. Il commento ti ha messo a disagio? Ci trovi qualcosa di sgradevole? Se sì, è probabile che l’atteggiamento di fondo dovrebbe essere considerato molestia sessuale.

Le molestie sessuali hanno forme diverse e quando avvengono online spesso è ancora meno ovvio identificarle. Eppure, succede ancora. Se ti trovi in una situazione professionale in cui ti senti a disagio, dovresti iniziare immediatamente a tenere traccia di questi avvenimenti. Spesso i casi più grandi sono costruiti su una serie di piccoli incidenti che, se non adeguatamente documentati, non potranno essere utilizzati come prove.

Anche se non sei sicura che un dato episodio valga come molestia, è meglio trattarlo come tale prima che la situazione peggiori e tu decida finalmente di agire.

La tecnologia e Internet svolgono un ruolo importante nelle nostre vite sia in termini positivi che negativi. Come donne, siamo prese di mira online per molte ragioni diverse, ma ciò non significa che dovremmo disimpegnarci o disconnetterci.

La nostra speranza è che questa guida ti possa consentire di proteggere e difendere te stessa online e di persona e che gli strumenti che ti forniamo ti possano aiutare a farlo.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTA LA GUIDA COMPLETA SU: https://it.vpnmentor.com/blog/una-guida-per-permettere-alle-donne-di-essere-online-in-sicurezza/

Fonte: VPNMENTOR Blog

Internet 1 Gigabit

BANDA ULTRA LARGA A 1 GIGABIT, PARTE LA SFIDA TRA BIG

La velocità internet migliore comincia a diventare di massa. Ecco il quadro delle offerte e le mosse degli operatori.

Il principale operatore telefonico italiano, Tim, sta per entrare nell’arena del Gigabit, e lo stesso ha fatto Wind 3 questa settimana. Adesso si può dire completa la partita della banda ultra larga pregiata. E quindi il mercato può cominciare a fare sul serio. Il Gigabit comincia a uscire dalla nicchia, dato anche che Tim è il primo operatore a portare la copertura su decine di città.

Tim infatti lancerà le prime offerte a 1 Gigabit al secondo (fibra ottica nelle case) il 26 giugno, in 50 città, accettando così lo scontro diretto con Vodafone su questo fronte. Ma anche con Enel, suo principale avversario infrastrutturale al momento, sulla cui rete si attestano infatti le offerte di Vodafone. Non solo: questa settimana è sceso in campo Wind 3, con la prima offerta a 1 Gigabit, sempre su rete Enel.

Quest’ultima per altro continua in questi giorni ad ampliare il numero di città coperte da 1 Gigabit, ora una dozzina, e lo stesso sta facendo Fastweb (anche su rete che sviluppa in partnership con Tim).

Tim in particolare sta puntando su una offerta integrata, con l’idea di dare agli utenti la migliore velocità su fisso (fibra) e su mobile (4.5 G a 500 Megabit) al prezzo più basso sul mercato. Ossia 19,90 euro ogni quattro settimane il primo anno, poi 34,90 dal secondo al quarto e in seguito 39,90. Anche questo modello tariffario a tre scaglioni temporali è una novità degli ultimi tempi. Inclusi chiamate fisse illimitate (ma con scatto alla risposta) e, su cellulare, 100 minuti e 1 GB (una quota di traffico minimale, giustificata dal basso prezzo dell’offerta). In alternativa, si può avere solo la parte fissa a 29,90 euro ogni quattro settimane.

Tim al momento copre 50 città, con questa velocità, che diventeranno cento entro marzo 2018: è la maggiore copertura Gigabit in Italia. La maggior parte della popolazione (65 per cento circa) può invece avere 200 Megabit con Tim, su rete fibra fino alla strada.

Simili i prezzi Vodafone: partono da 25 euro ogni quattro settimane (per il primo anno, dal secondo sono cinque euro in più per conservare la velocità Gigabit; incluse chiamate illimitate e 1 GB di traffico mobile. Gli utenti senza sim Vodafone pagano 5 euro in più). Vodafone inoltre dà 300 Megabit in upload (invio dati), contro i 100 Megabit di Tim. Inferiore però il numero città coperte (Milano, Bologna, Torino, Bari, Catania, Cagliari, Perugia, Venezia, Napoli, Palermo e Padova).

Wind invece ha lanciato in nove città (Milano, Torino, Bologna, Perugia, Bari, Venezia, Catania, Padova e Cagliari) la promozione per 1 Gigabit a 19,95 euro ogni quattro settimane. Alza il tiro anche Fastweb, a quanto fa sapere: con 1 Gigabit copre Milano, Torino, Bologna, Genova, Napoli, Bari e “Roma tra pochi giorni”, mirando a 30 città entro il 2020. Il piano nazionale Enel prevede 270 città “gigabit” entro il 2022 e la sua società Open Fiber si è già aggiudicata il primo bando Infratel per fare una copertura fibra con fondi pubblici. Ed è la sola a gareggiare nel secondo bando, in corso, mentre Tim – in rotta con il piano del Governo – sta invece accelerando i piani di copertura con fondi propri.

La partita è destinata a scaldarsi. E non potrebbe essere altrimenti, dato che il Gigabit è una velocità simbolo delle reti più avanzate.
Quelle in grado di connettere famiglie, città e aziende ai servizi digitali del futuro. E non a caso la Commissione europea parla già di obiettivo “Gigabit society”, per la quale – stima il Boston Consulting Group – saranno necessari investimenti per 660 miliardi di euro.

Fonte Repubblica.it

ad agosto gli italiani leggono di più

Agosto, gli Italiani spengono internet e leggono più giornali

Ad agosto gli Italiani cambiano le abitudini: più giornali e meno smartphone

Con agosto gli italiani cambiano le loro abitudini, staccano letteralmente la spina: se durante l’anno passano in media 4 ore al giorno collegati a internet ad agosto non è più così, come rivelano i dati raccolti dal portale “Italiani.coop” nell’ambito di un’indagine su come cambiano i consumi e i comportamenti.

Innanzitutto gli italiani hanno abbandonato i dispositivi elettronici in favore di quotidiani e settimanali cartacei. Gli utenti che navigano su internet sono calati rispetto alla media annuale del 3,9 per cento: un calo del 19% delle persone collegate al personal computer e dell’1% delle persone collegate allo smartphone. Invece, le vendite di giornali e periodici rispettivamente arrivano al 7,5% e al 5%.

Anche il consumo televisivo è calato, i dati Auditel sullo share dei principali canali televisivi mostrano un drastico calo degli spettatori: l’ascolto medio giornaliero scende da 13 a 10 milioni (-27,8% nella fascia oraria dalle 18 alle 20.30, -27,9% dalle 20.30 alle 22.30). Questi dati sono sicuramente causati dal fatto che si passa più tempo fuori casa e all’estero: gli espatri sono saliti del 139%.

I consumi alimentari non sono da meno: i consumi di bevande salgono complessivamente del 15%, in particolar modo la birra (+39%), tè e bevande dissetanti (+44%). Si è verificato, inoltre, un aumento degli acquisti dei congelatori (+11%) e dei frigoriferi (+10%), mentre vi è un calo negli acquisti degli altri elettrodomestici, come anche dei prodotti surgelati (-20%).

In conclusione, l’immagine dell’italiano ad agosto è sotto l’ombrellone: anche il numero di biglietti cinematografici venduti scende del 36,7% rispetto alle medie annuali, quelli di mostre ed esposizioni del 53,6%, quelli di spettacoli teatrali del 41,1%. Per quanto riguarda i concerti, invece, vi è un calo solo del 4,7% grazie ai numerosi festival lungo la penisola.

fonte: associazione difesa consumatori