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VENEZIA E’ IL 4 CAPOLUOGO PIU’ INQUINATO: PARLA LEGAMBIENTE

Per Legambiente Venezia è  uno dei capoluoghi più inquinati.

Le città sono sempre più soffocate dallo smog. Questa volta il comune di Venezia è tra i peggiori in assoluto.

“Mal’aria” 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’ inquinamento atmosferico, ha fatto una classifica dei comuni italiani più inquinati.

Rispetto ai risultati emersi, il nostro paese risulta sempre più contaminato. Riguardo le polveri sottili,  26  città hanno oltrepassato il limite quotidiano fissato per legge. Per quanto riguarda l’ozono, invece, 53 capoluoghi di provincia hanno superato il limite di 25 giorni con una media sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo.

Per Legambiente, il problema principale è la mobilità. La mobilità sostenibile è già praticata da alcune città. Per fare uscire l’Italia dall’ emergenza cronica dello smog occorre realizzare un piano nazionale con misure strutturali ed economiche di ampio respiro e redigere i Pums (piani urbani di mobilità).

E’ indispensabile,inoltre, ridurre il tasso di motorizzazione riportandolo ai livelli delle altre nazioni europee. In relazione a questo,gli incentivi sulle emissioni devono prevedere criteri sociali.

Infine, è fondamentale potenziare il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedere reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici le grandi città. La chiave per un netto miglioramento è ripensare il proprio stile di vita in un’ottica più ecofriendly.

FONTE

VENEZIA E’ IL 4 CAPOLUOGO PIU’ INQUINATO: PARLA LEGAMBIENTE

Per Legambiente Venezia è  uno dei capoluoghi più inquinati.

Le città sono sempre più soffocate dallo smog. Questa volta il comune di Venezia è tra i peggiori in assoluto.

“Mal’aria” 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’ inquinamento atmosferico, ha fatto una classifica dei comuni italiani più inquinati.

Rispetto ai risultati emersi, il nostro paese risulta sempre più contaminato. Riguardo le polveri sottili,  26  città hanno oltrepassato il limite quotidiano fissato per legge. Per quanto riguarda l’ozono, invece, 53 capoluoghi di provincia hanno superato il limite di 25 giorni con una media sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo.

Per Legambiente, il problema principale è la mobilità. La mobilità sostenibile è già praticata da alcune città. Per fare uscire l’Italia dall’ emergenza cronica dello smog occorre realizzare un piano nazionale con misure strutturali ed economiche di ampio respiro e redigere i Pums (piani urbani di mobilità).

E’ indispensabile,inoltre, ridurre il tasso di motorizzazione riportandolo ai livelli delle altre nazioni europee. In relazione a questo,gli incentivi sulle emissioni devono prevedere criteri sociali.

Infine, è fondamentale potenziare il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedere reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici le grandi città. La chiave per un netto miglioramento è ripensare il proprio stile di vita in un’ottica più ecofriendly.

FONTE

BLOCCHI DIESEL EURO 4 E 5: COME FUNZIONA

L’Italia è nella morsa dello smog. In molte città si stanno attuando dei “blocchi” per limitarlo.

Per aiutare la nostra nazione riguardo l’inquinamento si è deciso di attuare dei blocchi delle auto diesel fino all’ Euro 5. Questo con diverse limitazioni a seconda delle ordinanze comunali.

Rispetto alla gravità della situazione è stato stipulato un nuovo accordo per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. Il bacino coinvolge Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

Le misure antismog previste dal Protocollo Aria del bacino padano prevedono il divieto di circolazione tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:30. Poi, il divieto di superare la temperatura di 19 gradi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali. Poi ancora, il divieto di utilizzare di sistemi di riscaldamento domestico a legna qualora non fosse indispensabile.

Queste limitazione sono applicabili con un superamento, per oltre quattro giorni consecutivi, dei livelli consentiti di polveri sottili nell’ aria. L’attuazione prenderà il via basandosi sui rilevamenti dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Inoltre, i divieti si applicano prioritariamente nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un consistente servizio di trasporto pubblico.

Infine, le regioni si impegneranno a rispettare i piani di qualità dell’aria e i relativi provvedimenti attraverso una limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno.

La limitazione è estesa alla categoria “Euro 4” entro il 1 ottobre 2020 ed alla categoria “Euro 5” entro il 1 ottobre 2025.

Fonte

MISURA ANTI-SMOG AL NORD CHE PENALIZZA I MENO ABBIENTI

Le amministrazioni politiche locali a qualsiasi livello, dal Comune alla Regione, danno assoluta priorità alla lotta all’inquinamento e allo smog.

Un interesse da coltivare visti i delicati equilibri del nostro Pianeta Terra. Ciò ha portato la Regione a bloccare la circolazione delle automobili con un alto fattore inquinante.

Dallo scorso lunedì 1 ottobre 2018 è entrato in vigore l’Accordo di Bacino Padano per la limitazione dell’inquinamento. Nelle Regioni aderenti viene limitato il movimento dei veicoli Diesel di categoria inferiore o uguale a Euro 3. Questo tipo di auto non potranno circolare nei giorni feriali almeno dalle 8.30 alle 18.30. Le amministrazioni regionali che hanno sottoscritto l’accordo sono state: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.

La misura in questione verrà rinnovata a ottobre 2019 e provederà ad estendersi alla categoria Euro 4 entro il 2020 e alla categoria Euro 5 entro il 2025.

Il provvedimento smuove il presidente dell’Associazione Difesa Consumatori, Carlo Garofoli, riguardo un lato centrale della questione anti-inquinamento.

“Servono incentivi all’acquisto di auto nuove altrimenti si vanno a penalizzare le persone meno abbienti. Coloro che non possono comprare una macchina meno inquinante non avendo i soldi”.

L’Associazione sostiene pienamente la battaglia contro l’inquinamento e lo smog, ma pensa ai cittadini meno abbienti. La limitazione è corretta, secondo il presidente Adico, ma non si può ignorare che essa possa essere penalizzante. Si parla di coloro che, per mancanza di flusso monetario immediato, non possano permettersi un’auto nuova che inquini poco. Anziani e giovani precari sono solo due tra le categorie di persone che si muovono grazie ad auto usate e/o datate. Dunque, Carlo Garofoli a nome di Adico chiede “incentivi importanti per l’acquisto di macchine nuove”.

Per conseguire la lotta anti-smog è adeguato adottare misure estendibili anche a mezzi di trasporto pubblico, che, molto spesso, sono obsoleti ed inquinanti.

È necessario considerare lo smog e l’inquinamento provocato dalle navi. Occorre, in modo sempre più incombente, di aree verdi e alberi che attutiscano gli effetti dello smog nell’aria.

Fonte: Adico

plastica riciclaggio ue

UE: PLASTICA TUTTA RICICLABILE ENTRO IL 2030

L’Europa dichiara guerra alla plastica, con una mossa anti-inquinamento per “proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro”.

Bruxelles lancia il suo piano per proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro. Saranno uniformati i contentitori e il packaging per favorire il riciclo, bandite o quasi le microplastiche, imposte etichette per certificare i prodotti verdi.

Dopo Gran Bretagna e Cina, anche l’Europa lancia un piano di interventi articolato e coordinato per “proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro”. Obbligo di usare solo plastica riciclabile e riutilizzabile entro il 2030, stop (dove possibile) all’uso di microplastiche e una serie di direttive per standardizzare le confezioni e renderle più facilmente riciclabili: queste le linee guida della Public Waste strategy comunitaria.

Gli obblighi per i produttori e gli stati membri devono ancora essere definiti. I contenuti e i piani di massima però sono chiari: Bruxelles metterà a punto nuove regole per uniformare il packaging e rendere i contenitori più utilizzati (dalle bottiglie a quelli per i detersivi) molto più facilmente riciclabili. L’obiettivo è risparmiare circa cento euro per ogni tonnellata raccolta e rendere così molto più competitivo l’utilizzo del materiale di “seconda mano”, oggi spesso meno conveniente grazie ai prezzi bassi del petrolio.Dopo il blitz sui sacchetti (la Ue impone già regole draconiane per ridurre l’uso di quelli non degradabili) saranno applicate leggi simili sulle reti da pesca e gli altri prodotti che usano la plastica. La Commissione imporrà norme rigide sull’uso delle micro plastiche e pretenderà etichette visibili e chiare per dichiarare la biodegradabilità di ogni prodotto. In arrivo regole severe e punizioni per chi scarica rifiuti in mare dalle navi. Tutta la spazzatura dovrà essere trasportata a terra con agevolazioni alle autorità portuali per avviarne il riciclo. Via anche a nuovi investimenti (per ora 100 milioni) per finanziare la ricerca sulle plastiche verdi.

L’Europa produce oggi 25 milioni di tonnellate di plastica e solo il 30% (il 41% in Italia) finisce nel circuito del riciclaggio e questo rifiuto rappresenta l’85% della spazzatura che finisce in spiaggia e nel 2050, se le cose proseguono a questo ritmo, ci sarà più plastica che pesce (in peso) negli oceani. I consumi, tra l’altro, non accennano a fermarsi: la produzione si è moltiplicata per 20 nell’ultimo mezzo secolo e i 311 milioni di tonnellate di oggi diventeranno 630 nel 2036. Solo il 14% viene riciclato, del 32% si perdono le tracce e ogni minuto ne finisce in mare – due tonnellate su tre nel Far East – una quantità pari a un camion della spazzatura. “Dobbiamo intervenire per creare un’economia per la plastica circolare – ha detto il vicepresidente della Ue Frans Timmerman ed evitare di mettere sul mercato prodotti che si confezionano in cinque secondi, si usano per cinque minuti e poi ci mettono 500 anni per smaltirsi nell’ambiente”. L’altro vice-presidente Jirky Katainen ha detto invece di aver dubbi sull’imposizione di una tassa europea sulla plastica non riciclabile come ventilato nelle scorse settimane.

Fonte: La Repubblica

gpl e metano iniziativa per auto euro 3 ed euro 4

BONUS GPL E METANO PER AUTO EURO 3 ED EURO 4

Tornano gli incentivi per trasformare le auto a benzina o diesel in vetture a gpl o metano. L’iniziativa interessa le auto Euro 3 ed Euro 4.

Tornano gli incentivi per trasformare le auto a benzina o a diesel in vetture a gpl o metano. Il progetto Icbi, acronimo di “Iniziativa carburanti a basso impatto”, questa volta interessa i proprietari di auto Euro3 ed Euro4, che dallo scorso 16 novembre possono prenotare la modifica del proprio veicolo nelle officine convenzionate. Non è più possibile, invece, convertire i mezzi con classe ambientale Euro2, i quali potevano approfittarne fino al 15 di questo mese. Il finanziamento è di quasi 900 mila euro, come sempre sono disponibili fino a esaurimento fondi, dunque occorre affrettarsi per rientrare tra i beneficiari.

Come si fa ad usufruire del bonus?

Il progetto Icbi nasce da un accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e 682 Comuni italiani, di cui Parma è capofila. Possono ottenere gli aiuti, dunque, solo i cittadini residenti nei Comuni aderenti rivolgendosi alle officine convenzionate. Il meccanico verificherà l’eventuale disponibilità dei fondi e richiederà, tramite il portale del Consorzio Ecogas, che gestisce la campagna, il codice di prenotazione, attribuito a ciascun intervento. Poi si fisserà un appuntamento per il montaggio dell’impianto. Il contributo verrà anticipato dall’installatore, che in seguito otterrà un rimborso. Il bonus viene concesso tramite uno sconto riportato nella fattura del meccanico. I costi della modifica dell’impianto variano da un’officina all’altra, ma devono rispettare i tetti massimi stabiliti a livello nazionale.

A chi spetta questo bonus?

Possono prenotare la trasformazione i proprietari di vetture private a benzina e diesel Euro3 ed Euro4. In base all’opzione Bi-fuel, si possono trasformare a GPL e metano anche i veicoli commerciali inferiori a 3,5t immatricolati dopo il primo gennaio 1997, ma solo quelli di classe Euro3,4 e 5.

Come facciamo a scoprire a quale classe ambientale appartiene la nostra auto?

Si può utilizzare l’applicazione sul Portale dell’automobilista, selezionando il tipo di veicolo e inserendo il numero di targa.

Quale è l’importo del bonus?

L’ammontare degli incentivi varia a seconda del veicolo da convertire:

  • 500 euro per l’installazione del GPL e 650 euro per il metano, su mezzi privati Euro3 ed Euro4 alimentati a benzina;

  • 750 euro per l’installazione del GPL e 1.000 euro per il metano su veicoli commerciali Euro3, Euro4 ed Euro5 alimentati a benzina;

  • 750 euro per l’installazione del GPL e 1.000 euro per il metano su veicoli commerciali con alimentazione diesel.

Visto il successo degli anni passati, il ministero dell’Ambiente sta pensando di rifinanziare l’intera iniziativa lanciata 15 anni fa. Nel frattempo stiamo ancora utilizzando i fondi residui del 2006, circa 20 milioni di euro ” rivela a Repubblica Economia Nicola Ferioli, dirigente del settore mobilità e ambiente del Comune di Parma.

Le polveri sottili disperse nell’aria oltre i limiti ammessi stanno costringendo molte città d’Italia a bloccare la circolazione dei veicoli più inquinanti. A dichiarare guerra allo smog sono, oltre alle città più grandi, soprattutto le regioni del Nord (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) le quali il 9 giugno scorso hanno siglato insieme al ministero dell’Ambiente il ‘Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano’, che prevede la distribuzione di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione, oltre a regole omogenee in materia di car sharing, ztl e mobilità ciclo-pedonale.

A oggi, rivela uno studio di Confartigianato Autoriparazione, in Italia circolano 37,9 milioni di auto, quasi tutte Euro4, Euro 5 e 6, una metà delle quali (48,5%) alimentate a benzina e un’altra metà (42,9%) a gasolio. Sono ancora in netta minoranza i veicoli a metano, ibridi ed elettrici.

Fonte: Adico

PFAS inquinamento falde

PFAS – COSA SONO E COSA FANNO ALLA NOSTRA SALUTE

Ecco un breve promemoria di quello che c’è da sapere dopo l’emergenza PFAS in Veneto, sulla scorta di un documento della Ulss 17 Veneto.

Che cosa sono esattamente le PFAS?

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. I Pfas più diffusi sono l’acido perfluoroottanoico (Pfoa), il quale ha numerose applicazioni sia industriali sia commerciali, e l’acido perfluorottanosulfonato (Pfos), impiegato nelle schiume degli estintori.

Come entrano nell’ambiente le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)?

Questi composti possono essere trovati nell’aria, nel suolo e nell’acqua in relazione a produzione, uso e smaltimento dei prodotti che li contengono. Sono inoltre presenti nell’ambiente di lavoro delle fabbriche che li utilizzano. Sono composti dotati di elevata persistenza nell’ambiente, che possono essere trasportati a distanza dall’acqua; se presenti nell’aria lentamente ricadono sul suolo in un tempo stimato di giorni o settimane.

Come ci espone alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)?

Tra le possibili e diverse vie di assorbimento da parte dell’organismo umano, la via orale, tramite consumo di acqua potabile ed alimenti, è quella più significativa per la popolazione in generale. Altre possibili esposizioni dell’organismo umano sono attraverso l’inalazione di aria contaminata, o attraverso l’ingestione o il contatto di polvere o suolo contaminato. I lavoratori in impianti che producono o usano i perfluoroalchili possono essere esposti a livelli più alti della popolazione generale.

Che effetti hanno le sostanze perfluoroalchiliche sulla salute?

Sebbene non sia stata finora dimostrata una definitiva correlazione, Pfoa e Pfos sono ritenuti fattori di rischio per un’ampia gamma di patologie.
Risalendo la catena alimentare, la concentrazione dei Pfas aumenta di organismo in organismo, in un processo noto come magnificazione o bioamplificazione. Le sostanze perfluoroalchiliche tendono a rimanere a lungo immutate nell’organismo anche per molti anni. I dati presenti nella letteratura scientifica sulla tossicità di PFOS e PFOA nell’uomo sono limitati e talvolta controversi.
Alcuni studi sui lavoratori esposti per via inalatoria per lunghi periodi non hanno evidenziato significativi effetti nocivi sulla salute direttamente correlabili, mentre altri studi, sempre su lavoratori esposti, hanno rilevato alterazioni dei livelli di ormoni sessuali e di colesterolo associati alle concentrazioni di PFOA nel sangue. Ci sono invece alcuni studi su animali di laboratorio esposti che mostrano una tossicità acuta moderata con effetti sul tratto gastrointestinale e sul fegato, nonchè effetti irritativi a livello oculare e cutaneo con livelli molto alti di PFOA nell’aria o applicato sulla pelle. Altri studi su animali mostrano effetti su fegato, sistema gastrointestinale e livelli di ormoni tiroidei, per esposizione cronica.

Quanto è probabile che le sostanze perfluoalchiliche causino il cancro?

Non si possono trarre conclusioni per i limitati dati disponibili sull’uomo. Sull’animale invece ci sono studi che riportano una possibile associazione fra esposizione prolungata a dosi elevate di PFOA e PFOS e forme tumorali. Per questo motivo l’International Agency for Research on Cancer (IARC) e l’Environmental Protection Agency (EPA) stanno conducendo delle valutazioni sui composti perfluoroalchilici, che ad oggi non sono inseriti negli elenchi delle sostanze cancerogene di queste agenzie.

Che effetti hanno le sostanze perfluoroalchiliche sulla salute dei bambini?

Uno studio condotto in USA (sud est Ohio) su una popolazione (inclusi i bambini) esposta ad acqua destinata al consumo umano contaminata da PFOA non ha evidenziato effetti negativi a breve termine sulla salute correlati alla sua presenza. Lo studio non ha valutato effetti a lungo termine (come tumori o ritardi nello sviluppo infantile). La popolazione studiata presentava livelli di PFOA nel sangue molto più elevati rispetto alla popolazione generale degli Stati Uniti. Tre studi su donne in gravidanza hanno rilevato un’associazione tra alte concentrazioni di PFOA nel sangue della madre e peso alla nascita leggermente più basso. Un altro studio che ha esaminato i livelli di PFOA nell’acqua destinata al consumo umano non ha confermato questa associazione. Studi su animali hanno evidenziato effetti sulla crescita e/o difetti alla nascita nei cuccioli in seguito ad esposizione ad alte dosi di PFOS e PFOA nel periodo gestazionale. Le sostanze perfluoroalchiliche sono state trovate nel latte materno, ma a livelli molto più bassi rispetto a quelli rilevati nel sangue della mamma (quindi non ci sono evidenze di una loro concentrazione nel latte materno). Mancano valutazioni sugli effetti in bambini alimentati al seno.

Fonte www.agi.it

Venezia-città-senza-traffico

TRAFFICO ADDIO: LE NOVE CITTA’ PIU’ BELLE DEL MONDO SENZA AUTO E TRAFFICO

Hundredrooms propone una rassegna di destinazioni senza contaminazione acustica e ambientale, fattori che rendono una città poco vivibile e poco attraente per i turisti.

Il caos, lo smog e l’inquinamento causati dal traffico urbano, inflluiscono negativamente sulla capacità di attrazione di una città, oltre che sulla vivibilità delle stesse. Così molte città si stanno impegnando per liberarsi del traffico urbano, specialmente nel centro storico, così da ridurre la contaminazione e garantire ai fruitori, turisti e non, un’esperienza più autentica e senza stress. Grandi metropoli come Parigi, Madrid, Londra o Seul stanno prendendo misure per diminuire la quantità di veicoli che circolano per le strade.

Secondo un monitoraggio del Global Burden of Desease, progetto dell’Istituto per la Misurazione e Valutazione della Salute, ogni anno più di 5,5 milioni di persone muoiono prematuramente per cause legate all’inquinamento ambientale. E ad incidere non sono solo le industrie, il riscaldamento domestico e la massiva urbanizzazione. Le macchine e tutti i veicoli a motore hanno di certo il loro peso.

Mentre alcune città hanno iniziato da poco a porre i dovuti rimedi, altre sono già molto avanti. Esistono realtà in Europa in cui non circolano macchine, per la presenza di viuzze praticabili solo a piedi o perché, per esempio, sono attraversate da canali. Per chi vuole fuggire dal traffico e dalla contaminazione che ne deriva, Hundredrooms propone una rassegna dei luoghi car-free più belli del mondo, tra cui anche il centro storico di Venezia, con i suoi numerosi canali e ponti in cui fare romantiche passeggiate. 

Quartiere gotico di Gand, Belgio
Da più di due decenni non circolano macchine nell’affascinante quartiere gotico di Gand, per via di una misura adottata dalla città nel 1996, con il fine di migliorare la qualità dell’aria. Le sue strade sono piene di biciclette e di piccole imbarcazioni con turisti a bordo, che attraversano i numerosi canali della città. Il quartiere conta anche un tram che attraversa le zone più affollate del centro.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2.07 €
Caffè: 2.68 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 2.75 €
Prezzo massimo per una notte: 1250 €
Prezzo minimo per una notte: 49 €
Prezzo medio per una notte: 282 €

Il centro storico di Venezia, Italia
La città dei canali e delle lagune senza dubbio è una delle destinazioni senza traffico più famosa al mondo. Una volta arrivati nel centro storico della Serenissima, le opzioni per muoversi si riducono a due: andare a piedi o prendere la gondola. A Venezia è tipico, ed estremamente romantico, fare un giro in gondola e contemplare gli oltre 400 ponti che contribuiscono a rendere meravigliosa questa città.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 30 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2 €
Caffè: 3.50 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.50 €
Prezzo massimo per una notte: 7740 €
Prezzo minimo per una notte: 90 €
Prezzo medio per una notte: 471 €

Giethoorn, Paesi Bassi
Questo piccolo paese, le cui origini risalgono al XVIII secolo, è pieno di aziende agricole e canali connessi attraverso ponti di legno, per cui muoversi in macchina è impossibile. Al posto delle automobili, gli abitanti di Giethoorn si servono di piccole barche per spostarsi da un punto all’altro.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.69 €
Caffè: 2.30 €
Birra: 2.10 €
Viaggio con i trasporti pubblici: –
Prezzo massimo per una notte: 674 €
Prezzo minimo per una notte: 100 €
Prezzo medio per una notte: 215 €

Quartiere di Higashiyama a Kyoto, Giappone
La parte orientale di Kyoto si chiama Higashiyama, la “Montagna dell’Est”, ed è uno dei luoghi migliori in cui sperimentare la più autentica cultura nipponica. Questo piccolo quartiere è formato da strade pedonali, in cui le geishe camminano tra gli stranieri e la caratteristica calma giapponese si conserva stupendamente, in gran parte proprio per la assenza di veicoli a motore.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 4.85 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 0.85 €
Caffè: 3.30 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 9.70 €
Prezzo massimo per una notte: 2012 €
Prezzo minimo per una notte: 51 €
Prezzo medio per una notte: 353 €

La Medina di Fez, Marocco
La più antica città imperiale del Marocco vanta una delle fortificazioni medievali e meglio conservate al mondo, all’interno della quale si districano 9.400 stradine così strette da non permettere il passaggio di macchine. La zona è piena di negozi, concerie e moschee in cui assaporare la cultura marocchina. La maggior parte della gente si muove a piedi, anche se è molto comune vedere biciclette e asini circolare per le strade.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 6.41 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.92 €
Caffè: 1.08 €
Birra: 0.29 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 0.36 €
Prezzo massimo per una notte: 255 €
Prezzo minimo per una notte: 20 €
Prezzo medio per una notte: 106 €

Idra, Grecia
Tra le strade dell’Isola di Idra non si possono incontrare più veicoli a motore che il camion della spazzatura. Abitanti e turisti arrivano nell’Isola in barca e, una volta a terra, il modo migliore per muoversi è l’asino o il taxi acquatico. Il fatto che non ci sia traffico permette ai visitatori di perdersi tranquillamente tra le numerose case bianche che la caratterizzano.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 10 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 0.50 €
Caffè: 2.88 €
Birra: 3.50 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.40 €
Prezzo massimo per una notte: 610 €
Prezzo minimo per una notte: 150 €
Prezzo medio per una notte: 356 €

Halibut Cove, Alaska
Con meno di 50 abitanti, Halibut Cove è una piccola località dell’Alaska, situata nella baia di Kachemak. Qui le auto non esistono, tanto che le strade non sono nemmeno asfaltate. Per arrivarci, i turisti devono prendere un battello da Homer o un idrovolante.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.51 €
Caffè: 3.70 €
Birra: 1.99 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.79 €
Prezzo massimo per una notte: 398 €
Prezzo minimo per una notte: 149 €
Prezzo medio per una notte: 261 €

Centro storico di Dubrovnik, Croazia
Questa preziosa località è uno dei punti più turistici del Mare Adriatico, tanto che è conosciuta, appunto, anche come “la perla dell’Adriatico”. Per i viaggiatori che amano camminare in tranquillità, il centro storico, essendo privo di traffico, è un luogo ideale. Fatto di strade pavimentate, è circondato da una fortificazione che impedisce il passaggio agli autobus.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 11 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.72 €
Caffè: 1.90 €
Birra: 3.40 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 2 €
Prezzo massimo per una notte: 1008 €
Prezzo minimo per una notte: 66 €
Prezzo medio per una notte: 167 €

Il centro di Copenhagen, Danimarca
Pur essendo la città più popolosa della Danimarca, il centro della capitale danese vanta una delle zone pedonali più estese del mondo. Quest’area, conosciuta come Strøget, si creò nel 1962 per cercare di risolvere i problemi di circolazione che già allora cominciavano a interessare il centro di Copenaghen. Inoltre, nella città è presente un’ampia rete di piste ciclabili, che nel complesso superano i 400 km di lunghezza.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 16.20 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2.10 €
Caffè: 4,70 €
Birra: 6 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 3.20 €
Prezzo massimo per una notte: 2258 €
Prezzo minimo per una notte: 99 €
Prezzo medio per una notte: 414 €

Cos’è Hundredrooms
Hundredrooms
è un comparatore online di alloggi turistici. La start up è nata nel 2014 come risposta all’aumento esponenziale della domanda di alloggi alternativi alle strutture tradizionali. L’obiettivo è rendere la vita più facile ai consumatori, che con un’unica ricerca accedono a tutte le offerte disponibili, comparando i prezzi di una stessa proprietà presente in diverse piattaforme.