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EVENTO FOTOGRAFICO CON IL GRUPPO MIGNON

Venerdì 25 gennaio avrà luogo lo “Street Photography” con il gruppo Mignon.

Nella serata di venerdì 25 gennaio si avrà la possibilità di assistere ad un evento fotografico in presenza del gruppo dei professionisti di Mignon.

Nel dettaglio, nel corso della celebrazione,vi saranno graditissimi ospiti che sono gli esponenti del “Gruppo Mignon”. Questo gruppo è un’associazione culturale di Piove di Sacco (PD) che promuove progetti fotografici.

L’associazione è composta da fotoamatori e fotografi professionisti. Durante la manifestazione presenteranno la loro attività con una visione di immagini e audiovisivi diversi.

Si tratta di un’associazione che si occupa di promuovere progetti e creazioni fotografiche dirette ad investigare il quotidiano, l’uomo e il suo ambiente.

Tutti i suoi fotografi hanno particolare interesse per le cose che ci circondano e hanno deciso per questo di formare un gruppo in nome della fotografia come fenomeno comunicativo. Gli appassionati mostrano il mondo attraverso i loro occhi, condividendo esperienze comuni di carattere tecnico e soprattutto umano.

INFORMAZIONI UTILI

  •  La serata è aperta a tutti.
  • L’evento si terrà venerdì 25 gennaio.
  • Il luogo di incontro è al Castello di Schio alle ore 21.00.

Sito mignon

Fonte

Borderline

“BORDERLINE – TRE PASSI NEL FOTOGIORNALISMO”, RASSEGNA DI INCONTRI E WORKSHOP A VENEZIA

Il gruppo Mignon di Padova e Frequenze Visive, propongono “Borderline”, una rassegna di incontri e workshop che ha come intento quello di riscoprire il senso di una fotografia “autentica” attraverso i racconti dei fotografi che hanno aderito all’iniziativa.

Dopo Franco Zecchin e Monika Bulaj, il gruppo Mignon di Padova e Frequenze Visive invitano gli appassionati di fotografia ad una serata con l’artista Francesco Cito il 20 aprile 2018 a Vignovo (VE), nella sala polivalente del Municipio in Via Veneto 2. L’intento è quello di fermarsi a riscoprire il senso di una fotografia “autentica”, attraverso i racconti dei fotografi che hanno aderito all’iniziativa. Questa rassegna rappresenta, inoltre, un’occasione per conoscere questi autori; attraverso i loro racconti apprenderemo le loro esperienze fotografiche e avremo modo di immergerci nelle più diverse espressioni della fotografia. Verrà inoltre proposto un workshop di “Street Photography” con i relatori Ferdinando Fasolo e Giampaolo Romagnosi del Gruppo Mignon. Gli incontri con Francesco Cito si terranno dalle ore 21:00 e sono a ingresso libero.

Nella rassegna “Borderline”, sono stati invitati tre fotoreporter che parleranno del cambiamento avvenuto nella fotografia con l’arrivo del digitale: Franco Zecchin che per anni, assieme a Letizia Battaglia, ha documentato la mafia a Palermo, rischiando più volte la vita per l’esigenza di documentare questa città ferita; Monika Bulaj, che ha svolto e svolge tutt’ora la sua ricerca sui confini delle fedi, minoranze etniche e religiose, popoli nomadi, migranti, intoccabili, diseredati, in Europa e Asia, in Africa e nei Caraibi; e infine Francesco Cito, che ha realizzato reportage in Afganistan, Libano e nei Territori Palestinesi nei quali è rimasto, tra l’altro, ferito durante gli scontri. “Borderline” vuole fermarsi a riscoprire il senso di una fotografia “autentica”, attraverso l’ascolto di tre fotoreporter di fama internazionale; fotografi che, eroicamente, hanno messo e mettono ancora passione per documentare le ingiustizie, i dolori e le fatiche dell’Uomo.

Francesco Cito, è nato a Napoli il 5 maggio 1949. Interrotti gli studi si trasferisce a Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia. L’inizio in campo fotografico nel 1975 avviene con l’assunzione da parte di un settimanale di musica pop-rock, e per esso gira l’ Inghilterra, fotografando concerti e personaggi della musica leggera. In seguito, divenuto fotografo free-lance, inizia a collaborare con The Sunday Times magazine, che gli dedica la prima copertina per il reportage “La Mattanza”. Successivamente collabora anche con L’Observer magazine.

Nel 1980, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan occupato con l’invasione dell’Armata Rossa, e al seguito di vari gruppi di guerriglieri che combattevano i sovietici, percorre 1200 KM a piedi.

Nel 1982-83 realizza a Napoli un reportage sulla camorra, pubblicato dalle maggiori testate giornalistiche, nazionali ed estere. Nel 1983 è inviato sul fronte Libanese da Epoca, e segue il conflitto in atto fra le fazioni palestinesi; i pro siriani del leader Abu Mussa, e Yasser Arafat e i suoi sostenitori. E’ l’unico foto-giornalista a documentare la caduta del campo profughi di Beddawi, ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà le vari fasi della guerra civile libanese, fino al 1989.

Nel 1984 si dedica alle condizioni del popolo palestinese all’interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Seguirà tutte le fasi della prima “Intifada” (1987-1993) e della seconda (2000-2005). Resta ferito tre volte durante gli scontri. Nel 1994 realizza per il tedesco Stern magazine un reportage sui coloni israeliani oltranzisti. Nell’aprile 2002, è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin, sotto coprifuoco durante l’assedio israeliano, alle città palestinesi. Nel 1989 è inviato in Afghanistan dal Venerdì di Repubblica e ancora clandestinamente a seguito dei “Mujahiddin” per raccontare la ritirata sovietica. Tornerà in quelle aree di nuovo nel 1998 inviato dal settimanale Panorama, con l’intento di incontrare Osama Bin Laden. Intento non andato a buon fine a causa l’inizio dei bombardamenti americani.

Nel 1990, è in Arabia Saudita nella prima “Gulf War” con il primo contingente di Marines americani dopo l’invasione irachena del Kuwait. Seguirà tutto il processo dell’operazione “Desert Storm” e la liberazione del Kuwait nel 27-28 febbraio 1991. Nei suoi viaggi attraverso il Medio Oriente, in più occasioni ha focalizzato il suo interesse a raccontare i vari aspetti dell’Islam dal Pakistan al Marocco. Negli anni ‘90 segue le varie fasi dei conflitti balcanici.

Nel 2000 realizza un reportage sul “Codice Kanun”, l’antica legge della vendetta di origini medievali nella società albanese. In Italia si occupa spesso di casi di mafia, ma anche di eventi come il Palio di Siena che gli varrà il primo premio al World Press Photo 1996 ed altri rilevanti aspetti della società contemporanea. Dal 1997 l’obiettivo è anche puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici, tra il sociale e le tradizioni, lavoro già in parte racchiuso in foto-libro.

Nel 2007 è invitato dal Governatorato di Sakhalin (Russia), l’isola ex colonia penale raccontata da Checov, per un lavoro fotografico, sul territorio, illustrando la vita e le attività produttive, a seguito della scoperta di ingenti giacimenti petroliferi. Lavoro divenuto una mostra e un foto libro editato in Russia. Nel 2012 la prestigiosa casa di gioiellieri parigini “Van Cleef & Arpels” gli commissiona la realizzazione di un lavoro fotografico, in cui descrivere l’operosità attraverso le mani dei loro artigiani, nel confezionare i gioielli più esclusivi del mondo, raccontati in un volume stampato in 35mila copie in nove lingue.

Nel 1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Day in the Life per il “Neapolitan Wedding story”.

Nel 1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.

Nel 1997 l’Istituto Abruzzese per la storia d’Italia contemporanea, gli conferisce il premio “Città di Atri” per l’impegno del suo lavoro sulla Palestina.

Nel 2001 il Leica Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d’Onore per il reportage “Sardegna”.

Nel 2004 riceve il premio Città di Trieste per il Reportage I’edizione. Nel 2005 riceve il premio: La fibula d’oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU).

Nel 2005 riceve il premio ” Werner Bischof ” Il flauto d’argento ad Avellino.

Nel 2006, l’associazioni FIAF lo insigna del titolo “Maestro della fotografia italiana.

Nel 2006 vince il premio Bariphotocamera.

Nel 2007 riceve il premio Benevento. Nel 2009 vince il premio San Pietroburgo (Russia).

Nel 2009 insignito del premio Antonio Russo per il reportage di guerra, (Pescara).

Nel 2013 Vince il primo premio Canon-Mondadori.

Ha collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e straniere: Bunte, Epoca; l’Europeo; Figaro magazine; Frankfurter Allgemeine magazine; Illustrazione Italiana; Il Venerdì di Repubblica; The Indipendent; Io Donna; Il Sole 24 Ore mag; L’Express; Life; The Observer mag; Panorama; Paris Match; Sette-Corriere della Sera; Smithsonian magazine; Stern; Sunday Times; Traveler; Zeit mag;

Fonte: Francesco CitoArte.it

workshop street photography

WORKSHOP DI STREET PHOTOGRAPHY, 17-18 MARZO

La sede dell’associazione culturale di fotografia e arti multimediali Frequenze Visive ospiterà, sabato 17 e domenica 18 marzo, il workshop sulla Street Photography, la sua storia e i grandi fotografi che l’hanno caratterizzata.

Sono aperte le iscrizioni per il workshop di “Street Photography” che avrà luogo presso la sede di Frequenze Visive, via montale 1, Vigonovo (ve). Si tratta di un corso intensivo nel quale vengono suggeriti, attraverso la storia della Street Photography e la conoscenza dei grandi fotografi che l’hanno fatta, nuovi stimoli per chi attraversa una fase di stanca del proprio fotografare. Ponendo l’attenzione su quello che si fotografa e imparando a essere più selettivi, si avrà modo di individuare più chiaramente il proprio percorso fotografico, per chi è alla ricerca di uno stile personale in fotografia. Questo corso vi farà appassionare ancora di più a questa bellissima arte qual è la Fotografia.

Il corso si terrà:

Sabato 17 marzo, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00

Domenica 18 marzo, dalle 9,00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00

 

Gli argomenti che verranno approfonditi sono:

– Cos’è la Street Photography: per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso. Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.

– Mezzi operativi: descrizione di apparecchi e pellicole da utilizzare in base ai risultati che si desiderano ottenere.

– Sistemi di ripresa e approccio: in questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e alcune tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.

– Storia e origini della Street Photography: il genere è nato con la fotografia ma ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.

– Street Photography e diritto: è opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.

– Multivisioni: visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon.

– Fotografie originali: come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.

– Documenti: è importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.

– Formazione perenne: qualunque sia il risultato che otteniamo non ci si deve mai ritenere arrivati. È giusto tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri: il bello non è arrivare ma partire sempre.

– Uscita

– Visione e discussione immagini dei partecipanti

Per info: info@mignon.com