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NIENTE PIÙ GIUDICE NEI DECRETI INGIUNTIVI

 Il Governo promuove una nuova manovra: decreti ingiuntivi emanati direttamente dagli avvocati senza l’intervento del giudice.

In questi giorni il Senatore della Lega,Andrea Ostellari, propone un nuovo disegno di legge riguardante i decreti ingiuntivi.

Il contenuto della proposta riguarda la non attuazione di un passaggio in merito all’emanazione dei decreti ingiuntivi.

Prima la procedura prevedeva un doppio passaggio: il primo svolto dall’avvocato, il secondo svolto dal giudice. Con la nuova manovra,invece, verrebbe saltato questo secondo passaggio. L’avvocato,quindi,avrebbe la possibilità di emanare direttamente il decreto ingiuntivo.

I vantaggi dell’iniziativa sono: di carattere economico perché vi sarebbe un notevole risparmio di denaro e  si avrebbe anche un enorme risparmio di tempo.

Nel dettaglio, gli aspetti del recente disegno di legge sono:

  • la riduzione del sovraccarico di lavoro per gli uffici giudiziari;

  • viene tolto al creditore l’onere di pagare il contributo unificato, ossia le imposte di bollo o di registro;

  • il debitore fa opposizione con un atto di ricorso e questo instaura un procedimento molto più veloce;

  • possibilità di poter effettuare l’attività di ricerca sui beni del debitore. A svolgere questa attività, anche in questo caso, sarebbe l’avvocato e di conseguenza non più l’ufficiale giudiziario.

Oltre ai vantaggi,però, si sono sollevate anche delle critiche: la principale è inerente al rischio di violare il principio del giusto processo. Il creditore avrebbe la possibilità di arrivare all’emissione del decreto ingiuntivo senza passare dal giudice.

Per ovviare a questo problema si prevede che il difensore sia passibile di illecito disciplinare, oltre che di responsabilità civile per i danni.

Infine, si è stimato che l’iter del provvedimento dovrebbe partire entro la fine dell’anno. Ci si augura,adesso,che la riforma migliori la situazione tenendo conto di entrambi gli interessi in gioco: quello del creditore e quello del debitore.

Fonte

Venezia

CANCELLERIA DEL GIUDICE DI PACE DI VENEZIA SOTTO ORGANICO: 700 PROCEDURE IN ATTESA DI PUBBLICAZIONE

A partire dal 2018 negli uffici del Giudice di Pace di Venezia le procedure vanno a rallentatore per colpa della gran mole di lavoro, dettata dalla mancanza di personale negli uffici della Cancelleria; situazione che può portare alla paralisi, considerando che allo stato attuale le pratiche ferme, le sentenze e soprattutto i decreti ingiuntivi, sono circa 700.

Dal 2018 il lavoro del giudice di pace di Venezia è rallentato a causa della mancanza di personale negli uffici della cancelleria; in tale contesto Adico ha chiesto che si provveda subito a una diversa organizzazione, prevedendo l’assunzione di altri cancellieri e l’utilizzo più massiccio di quello che c’è già e che è operativo due sole volte a settimana, per un totale di 16 ore al mese. “Se non si interverrà tempestivamente”, sostiene il presidente dell’associazione Carlo Garofolini, “ci ritroveremo con pile di decreti ingiuntivi e di sentenze che, seppur redatte dal giudice, non sono state pubblicate proprio perché manca la vidimazione del Cancelliere ed è come se non esistessero”. Se questo rallentamento delle operazioni da parte della Cancelleria proseguirà, dunque, Adico presenterà un esposto alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio, azione che può essere svolta anche dai singoli cittadini che, per esempio, non possono far valere i propri decreti ingiuntivi già approvati dal giudice. “Da tempo”, spiega Garofolini, “denunciamo i rallentamenti che si verificano negli uffici del Giudice di Pace per quanto riguarda le udienze. Per esempio, abbiamo molti soci che attendono da più di un anno di essere chiamati in udienza per discutere di multe stradali. A quanto ci risulta, forse perché hanno un organico più completo o forse perché hanno meno lavoro, a Treviso l’ufficio del Giudice di Pace funziona a meraviglia. A Venezia le cose sono molto diverse soprattutto da quando sono stati trasferiti in centro storico anche gli uffici della terraferma”. Da inizio anno, invece, il problema della Cancelleria sta creando molti disagi non solo ai cittadini ma anche agli avvocati pressati dai propri clienti. In una società che vede crescere sempre più la conflittualità”, conclude Garofolini, “il Giudice di Pace è fondamentale anche per affrontare odiose ingiustizie di lieve entità economica, come ad esempio le multe comminate a disabili provvisti di pass europeo nelle ztl della terraferma. Andando avanti di questo passo la gente non avrà neppure più voglia di tutelare i propri legittimi diritti proprio per non affrontare tempistiche infinite con il rischio di non approdare a nulla”.

Fonte: AdicoLa Nuova