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rifiuti

FINO A 425 EURO DI MULTA PER CHI GETTA RIFIUTI DAI FINESTRINI DELLE AUTO IN CORSA O IN SOSTA

Con l’arrivo della bella stagione non è infrequente assistere a vari gesti di maleducazione compiuti dagli automobilisti come ad esempio lanci di rifiuti più o meno grandi dai finestrini aperti delle auto in corsa o in sosta.

Chi li compie non commette solo un gesto estremamente selvaggio, ma un vero e proprio illecito amministrativo, sanzionato dall’art. 15 del codice della strada con multe fino a 425 euro.

E’ vietato gettare rifiuti dai veicoli in sosta o movimento

Gettare rifiuti dal finestrino non è solo un comportamento incivile ma è un vero e proprio illecito amministrativo sanzionato dal Codice della Strada. L’art. 15 del Dlgs. n. 285/1992 infatti, al comma 1 lettera f bis) prevede il divieto di “insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento”. La condotta è sanzionata dal successivo comma 3-bis secondo il quale: “Chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera f-bis), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 106 a euro 425”, importo aggiornato dall’art. 1, comma 1, D.M. 16/12/2014, a partire dal primo gennaio 2015. Multa salata insomma per tutti quei conducenti e passeggeri che hanno la cattivissima abitudine di svuotare i posacenere delle auto sulle strade o sui marciapiedi, o di gettare carte alimentari, fazzolettini, salviette e chi più ne ha più ne metta.

Fino a 300 euro di multa per chi getta rifiuti

Il divieto di sporcare le strade sancito dall’art. 15 del Codice della Strada è stato rafforzato dall’entrata in vigore della legge n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. I commi 2 e 3 dell’art. 40 di detta legge, che al comma 1 prevede modifiche al dlgs. n. 152 del 3/04/2006, dispongono infatti che: “E’ vietato l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi”. La legge introduce anche il divieto (ex art. 232-ter) di abbandonare sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi rifiuti di piccolissime dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare. All’articolo 255, dopo il comma 1, infine, e’ inserito il seguente: «1-bis. Chiunque viola il divieto di cui all’articolo 232-ter e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a euro centocinquanta. Se l’abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da fumo di cui all’articolo 232-bis, la sanzione amministrativa e’ aumentata fino al doppio”.

Fonte: ADICO

ASSICURAZIONE

ALLARME PER I NEOPATENTATI: A MILANO L’ASSICURAZIONE AUTO COSTA 746 EURO MENTRE A NAPOLI VOLA A 1.924

Secondo quanto emerge da un’indagine di Facile.it, in media gli italiani conseguono l’abilitazione alla guida a 21 anni e 2 mesi e un neopatentato di Napoli paga l’assicurazione per l’auto il 150% in più rispetto a un pari-grado milanese.

Prendendo come campione coloro che possiedono il documento da meno di un anno, il portale Facile.it ha messo a confronto le offerte rivolte ai neopatentati diciottenni residenti in alcune delle principali città italiane, considerando lo stesso modello d’auto e la medesima classe di merito.

Se a Milano la miglior tariffa per chi si mette al volante per la prima volta è pari a 746 euro” – riporta il sito – “a Bologna sale a 871 euro mentre a Roma arriva a 943 e a Cagliari a 979. Importi ben maggiori se ci si sposta più al Sud; la miglior tariffa per un nuovo automobilista neomaggiorenne residente a Palermo è pari a 1.152 euro, premio che sale a 1.234 euro per un coetaneo di Bari e, addirittura, a 1.924 euro se residente a Napoli”.

Per cercare di sfruttare condizioni più favorevoli, ricorda Diego Palano che si occupa di assicurazioni per il portale, un’opportunità concreta di risparmio è data dalla Legge Bersani del 2007, che consente a chi si assicura di ereditare la classe di merito maturata su un altro veicolo di proprietà di un familiare o convivente. Con questa prerogativa, un neopatentato potrebbe partire non dalla 14esima classe, bensì dalla migliore presente all’interno del nucleo familiare, con importanti riduzioni del costo dell’RC. Per usufruire di questo vantaggio, però, il veicolo che si assicura deve essere della stessa tipologia di quello da cui si prende la classe di rischio e il passaggio di classe può avvenire solo su veicoli che vengono assicurati per la prima volta all’interno del nucleo familiare.

Fonte: adico

Prevenzione bambini dimenticati in auto-Hyundai

BAMBINI DIMENTICATI IN AUTO: IN ARRIVO DA HYUNDAI UN SISTEMA PER ALLERTARE I GENITORI

Il “Rear Occupant Alert” rileva i movimenti sui sedili posteriori anche a macchina spenta e chiusa, e manda un messaggio sul cellulare dei genitori. Il sistema messo a punto da Hyundai potrà salvare molti bambini.

Ormai troppo spesso si sentono notizie di bambini dimenticati in auto dai genitori, e troppo spesso sono notizie tragiche. Specialmente in estate, quando in appena 20 minuti la temperatura interna schizza trasformando l’auto in un forno.

Quasi nessun genitore lascia volontariamente il proprio bambino in auto – in realtà qualche caso di abbandono volontario esiste, ma è legato a patologie tipo la ludopatia -, ma si fa fatica ad ammettere che potrebbe succedere potenzialmente a chiunque di noi.
La situazione drammatica risulta molto spesso dalla combinazione di più fattori che causano la fatale distrazione: stanchezza, mancanza di sonno, piccole variazioni nella routine quotidiana.

Un problema quello dei bambini dimenticati in auto, che negli Stati Uniti sta assumendo le dimensioni di un dramma vero e proprio. Secondo noheatstroke.org, un’associazione no-profit che da anni è attiva affinché queste morti assurde – che possono essere evitate – non accadano più, sono 739 i bambini morti dentro l’abitacolo dell’auto di famiglia. Di ipertermia, arresto cardiaco, asfissia. Intrappolati. Sotto il sole. Una media di 37 l’anno. Uno ogni 10 giorni, dal 1998 a settembre 2017.

Per combattere questo problema Hyundai ha studiato un sistema di rilevamento dedicato ai piccoli passeggeri del sedile posteriore. Il dispositivo, denominato “Rear Occupant Alert”, in primis invita il guidatore a controllare l’abitacolo prima di lasciarlo, tramite un messaggio visualizzato nel display del computer di bordo. Inoltre, dopo che il guidatore è sceso dall’auto, un sensore a ultrasuoni rileva eventuali movimenti sul divanetto posteriore e allerta il guidatore suonando il clacson e accendendo a intermittenza i fari. Il Rear Occupant Alert è poi collegato al sistema infotelematico dell’auto e allo smartphone del proprietario, a cui viene prontamente mandato un messaggio di emergenza se necessario.
Il sistema funziona anche in quei casi in cui un bambino si introduca accidentalmente nella vettura chiudendo le serrature e sarà adottato a partire dal prossimo anno sulle Hyundai vendute in Usa. Il sistema arriverà anche sui nuovi modelli europei, presumibilmente nel corso del 2019.

Fonte La Stampa

Controlli cinture di sicurezza

SETTIMANA DI CONTROLLI STRAORDINARI SULL’USO DELLE CINTURE DI SICUREZZA

11-17 settembre: le Polizie stradali di tutti i Paesi si uniscono in una settimana di controlli speciali sull’utilizzo delle cinture di sicurezza, con particolare attenzione ai seggiolini dei bambini.

Ridurre il numero delle vittime della strada: è questo l’obiettivo della campagna straordinaria di controlli sul corretto utilizzo delle cinture di sicurezza, che avrà luogo dall’11 settembre in tutti i paesi dell’Unione Europea. Durerà una settimana, fino al 17 settembre, ed è promossa da un network europeo di cooperazione tra Polizie Stradali.

In Italia la Polizia Stradale ha predisposto specifici controlli sull’intero territorio nazionale, in particolar modo sulle arterie autostradali e di grande comunicazione.

Per l’intera settimana, dunque, il corretto utilizzo, da parte dei conducenti e dei passeggeri dei veicoli a motore, delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta, con particolare riguardo ai seggiolini per bambini, sarà monitorato in tutti i Paesi europei.

L’uso della cintura di sicurezza, lo ricordiamo, è obbligatorio su tutti i sedili, anche quelli posteriori. I bambini fino a 1,5 metri di altezza vanno assicurati con seggiolini omologati.

Chi non fa uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, ricorda la polizia stradale, è soggetto alla sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e alla decurtazione di 5 punti sulla patente. In caso di recidiva nell’arco dei due anni, scatta anche la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.
Il mancato uso delle cinture di sicurezza è la seconda infrazione più sanzionata in Italia dopo l’eccesso di velocità.

L’operazione congiunta, denominata Seatbelt (cintura di sicurezza), sarà coordinata in Italia dalla Direzione Centrale per la Polizia Stradale. Il network europeo delle Polizie stradali che l’ha programmata, “Tispol”, è nato nel 1996: vi aderiscono tutti gli Stati membri della UE, oltre a Svizzera e Norvegia, con la Serbia come osservatore. L’Italia ha la presidenza dal mese di ottobre dello scorso anno.

Sicuramente non è una settimana di controlli straordinari che risolverà il problema dell’uso scorretto delle cinture di sicurezza e della sicurezza dei bambini in auto. Anzi, verrebbe da dire che queste misure straordinarie dovrebbero essere ordinarie, di tutti i giorni e non attuate solo per poco tempo. Ma forse, come per tutte le campagne di sensibilizzazione e le giornate dedicate a qualcosa, questa misura può servire a porre l’attenzione sul problema e magari a farci allacciare le cinture, anche se solo per paura di prendere la multa.

Fonte La Stampa

Venezia-città-senza-traffico

TRAFFICO ADDIO: LE NOVE CITTA’ PIU’ BELLE DEL MONDO SENZA AUTO E TRAFFICO

Hundredrooms propone una rassegna di destinazioni senza contaminazione acustica e ambientale, fattori che rendono una città poco vivibile e poco attraente per i turisti.

Il caos, lo smog e l’inquinamento causati dal traffico urbano, inflluiscono negativamente sulla capacità di attrazione di una città, oltre che sulla vivibilità delle stesse. Così molte città si stanno impegnando per liberarsi del traffico urbano, specialmente nel centro storico, così da ridurre la contaminazione e garantire ai fruitori, turisti e non, un’esperienza più autentica e senza stress. Grandi metropoli come Parigi, Madrid, Londra o Seul stanno prendendo misure per diminuire la quantità di veicoli che circolano per le strade.

Secondo un monitoraggio del Global Burden of Desease, progetto dell’Istituto per la Misurazione e Valutazione della Salute, ogni anno più di 5,5 milioni di persone muoiono prematuramente per cause legate all’inquinamento ambientale. E ad incidere non sono solo le industrie, il riscaldamento domestico e la massiva urbanizzazione. Le macchine e tutti i veicoli a motore hanno di certo il loro peso.

Mentre alcune città hanno iniziato da poco a porre i dovuti rimedi, altre sono già molto avanti. Esistono realtà in Europa in cui non circolano macchine, per la presenza di viuzze praticabili solo a piedi o perché, per esempio, sono attraversate da canali. Per chi vuole fuggire dal traffico e dalla contaminazione che ne deriva, Hundredrooms propone una rassegna dei luoghi car-free più belli del mondo, tra cui anche il centro storico di Venezia, con i suoi numerosi canali e ponti in cui fare romantiche passeggiate. 

Quartiere gotico di Gand, Belgio
Da più di due decenni non circolano macchine nell’affascinante quartiere gotico di Gand, per via di una misura adottata dalla città nel 1996, con il fine di migliorare la qualità dell’aria. Le sue strade sono piene di biciclette e di piccole imbarcazioni con turisti a bordo, che attraversano i numerosi canali della città. Il quartiere conta anche un tram che attraversa le zone più affollate del centro.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2.07 €
Caffè: 2.68 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 2.75 €
Prezzo massimo per una notte: 1250 €
Prezzo minimo per una notte: 49 €
Prezzo medio per una notte: 282 €

Il centro storico di Venezia, Italia
La città dei canali e delle lagune senza dubbio è una delle destinazioni senza traffico più famosa al mondo. Una volta arrivati nel centro storico della Serenissima, le opzioni per muoversi si riducono a due: andare a piedi o prendere la gondola. A Venezia è tipico, ed estremamente romantico, fare un giro in gondola e contemplare gli oltre 400 ponti che contribuiscono a rendere meravigliosa questa città.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 30 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2 €
Caffè: 3.50 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.50 €
Prezzo massimo per una notte: 7740 €
Prezzo minimo per una notte: 90 €
Prezzo medio per una notte: 471 €

Giethoorn, Paesi Bassi
Questo piccolo paese, le cui origini risalgono al XVIII secolo, è pieno di aziende agricole e canali connessi attraverso ponti di legno, per cui muoversi in macchina è impossibile. Al posto delle automobili, gli abitanti di Giethoorn si servono di piccole barche per spostarsi da un punto all’altro.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.69 €
Caffè: 2.30 €
Birra: 2.10 €
Viaggio con i trasporti pubblici: –
Prezzo massimo per una notte: 674 €
Prezzo minimo per una notte: 100 €
Prezzo medio per una notte: 215 €

Quartiere di Higashiyama a Kyoto, Giappone
La parte orientale di Kyoto si chiama Higashiyama, la “Montagna dell’Est”, ed è uno dei luoghi migliori in cui sperimentare la più autentica cultura nipponica. Questo piccolo quartiere è formato da strade pedonali, in cui le geishe camminano tra gli stranieri e la caratteristica calma giapponese si conserva stupendamente, in gran parte proprio per la assenza di veicoli a motore.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 4.85 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 0.85 €
Caffè: 3.30 €
Birra: 4 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 9.70 €
Prezzo massimo per una notte: 2012 €
Prezzo minimo per una notte: 51 €
Prezzo medio per una notte: 353 €

La Medina di Fez, Marocco
La più antica città imperiale del Marocco vanta una delle fortificazioni medievali e meglio conservate al mondo, all’interno della quale si districano 9.400 stradine così strette da non permettere il passaggio di macchine. La zona è piena di negozi, concerie e moschee in cui assaporare la cultura marocchina. La maggior parte della gente si muove a piedi, anche se è molto comune vedere biciclette e asini circolare per le strade.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 6.41 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.92 €
Caffè: 1.08 €
Birra: 0.29 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 0.36 €
Prezzo massimo per una notte: 255 €
Prezzo minimo per una notte: 20 €
Prezzo medio per una notte: 106 €

Idra, Grecia
Tra le strade dell’Isola di Idra non si possono incontrare più veicoli a motore che il camion della spazzatura. Abitanti e turisti arrivano nell’Isola in barca e, una volta a terra, il modo migliore per muoversi è l’asino o il taxi acquatico. Il fatto che non ci sia traffico permette ai visitatori di perdersi tranquillamente tra le numerose case bianche che la caratterizzano.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 10 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 0.50 €
Caffè: 2.88 €
Birra: 3.50 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.40 €
Prezzo massimo per una notte: 610 €
Prezzo minimo per una notte: 150 €
Prezzo medio per una notte: 356 €

Halibut Cove, Alaska
Con meno di 50 abitanti, Halibut Cove è una piccola località dell’Alaska, situata nella baia di Kachemak. Qui le auto non esistono, tanto che le strade non sono nemmeno asfaltate. Per arrivarci, i turisti devono prendere un battello da Homer o un idrovolante.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 15 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.51 €
Caffè: 3.70 €
Birra: 1.99 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 1.79 €
Prezzo massimo per una notte: 398 €
Prezzo minimo per una notte: 149 €
Prezzo medio per una notte: 261 €

Centro storico di Dubrovnik, Croazia
Questa preziosa località è uno dei punti più turistici del Mare Adriatico, tanto che è conosciuta, appunto, anche come “la perla dell’Adriatico”. Per i viaggiatori che amano camminare in tranquillità, il centro storico, essendo privo di traffico, è un luogo ideale. Fatto di strade pavimentate, è circondato da una fortificazione che impedisce il passaggio agli autobus.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 11 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 1.72 €
Caffè: 1.90 €
Birra: 3.40 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 2 €
Prezzo massimo per una notte: 1008 €
Prezzo minimo per una notte: 66 €
Prezzo medio per una notte: 167 €

Il centro di Copenhagen, Danimarca
Pur essendo la città più popolosa della Danimarca, il centro della capitale danese vanta una delle zone pedonali più estese del mondo. Quest’area, conosciuta come Strøget, si creò nel 1962 per cercare di risolvere i problemi di circolazione che già allora cominciavano a interessare il centro di Copenaghen. Inoltre, nella città è presente un’ampia rete di piste ciclabili, che nel complesso superano i 400 km di lunghezza.

Preparate il vostro budget:
Cibo: 16.20 €
Bottiglia di acqua (0,33 cl): 2.10 €
Caffè: 4,70 €
Birra: 6 €
Viaggio con i trasporti pubblici: 3.20 €
Prezzo massimo per una notte: 2258 €
Prezzo minimo per una notte: 99 €
Prezzo medio per una notte: 414 €

Cos’è Hundredrooms
Hundredrooms
è un comparatore online di alloggi turistici. La start up è nata nel 2014 come risposta all’aumento esponenziale della domanda di alloggi alternativi alle strutture tradizionali. L’obiettivo è rendere la vita più facile ai consumatori, che con un’unica ricerca accedono a tutte le offerte disponibili, comparando i prezzi di una stessa proprietà presente in diverse piattaforme.

Quanto costa l'auto agli italiani

CARA AUTO, QUANTO CI COSTI. GLI ITALIANI SPENDONO 175,8 MILIARDI PER LE QUATTRO RUOTE.

CARA AUTO, QUANTO CI COSTI. GLI ITALIANI SPENDONO 175,8 MILIARDI PER LE QUATTRO RUOTE

Nel 2016 le famiglie e le imprese italiane hanno speso 175,8 miliardi di euro per l’acquisto di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus. Questa imponente spesa è superiore del 2,6% alla spesa corrispondente relativa al 2015 e poiché questo tasso di incremento è più elevato di quello della crescita complessiva dell’economia, aumenta anche la sua incidenza sul Pil che passa dal 10,41% del 2015 al 10,50%.

La stima è stata fatta dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, che si aprirà il 24 maggio alla fiera di Bologna. Tra il 2015 e il 2016, tutte le voci di spesa sono aumentate con la sola eccezione di quelle relative al carburante e alle coperture assicurative, come si può vedere dalla ‘classifica’ di seguito riportata.

Sul gradino più alto del podio troviamo la spesa relativa ai carburanti. Nel 2016 sono costati agli italiani ben 50,6 miliardi con un’incidenza complessiva sul totale della spesa del 28,8%. Il calo del prezzo del greggio e la conseguente diminuzione dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio, hanno portato a un notevole risparmio (-8,9%) rispetto al 2015.

La seconda voce di spesa per importanza è quella relativa agli acquisti di autoveicoli a cui sono stati destinati ben 45 miliardi contro i 37 del 2015. Come si vede, l’incremento è notevole (+21,8%) ed è dovuto alle crescite delle immatricolazioni di autovetture (+15,9%), veicoli commerciali (+49%), veicoli industriali (+52,2%) e autobus (+18,6%). I proprietari di autovetture, dopo gli anni più duri della crisi, sono tornati a utilizzare parte dei loro risparmi ed anche finanziamenti, per acquistare nuove auto, alimentando così la ripresa del mercato. La spinta della domanda per i veicoli per trasporto merci e persone, oltre che da una forte richiesta di sostituzione accumulata negli anni più duri della crisi e dalla presenza di prospettive moderatamente positive per l’economia italiana, è esercitata da agevolazioni fiscali come quelle previste dalla nuova Sabatini e dai superammortamenti.

La medaglia di bronzo di questa particolare classifica, va alla voce manutenzione e riparazioni : 36,6 miliardi nel 2016, contro i 35,2 del 2015. L’incremento tra i due anni è del 3,9% ed è dovuto a diversi fattori tra cui i più importanti sono l’esecuzione di operazioni di manutenzione rimandate durante la crisi, l’incremento del parco circolante, e in lieve misura, anche la crescita dei prezzi.

Le spese per l’assicurazione, con i 17,9 miliardi pagati da famiglie e imprese alle compagnie di assicurazione, a sorpresa, restano fuori dal podio. E’ una cifra rilevante, ma inferiore del 3,5% ai 18,6 miliardi spesi nel 2015. Il risparmio è dovuto essenzialmente ad un calo degli incidenti stradali e dei danni a persone e cose. Forse gli italiani non sono diventati più bravi alla guida, semplicemente il miglioramento della sicurezza attiva e passiva degli autoveicoli, gli interventi sulle infrastrutture (tra cui in particolare la realizzazione di rotonde), l’introduzione della patente a punti e il miglioramento dell’efficacia dei controlli sul rispetto del codice della strada, hanno contribuito a renderli più virtuosi.

Passando alle “voci minori”, nella lista della spesa troviamo i ricoveri e i parcheggi a cui vanno ben 8 miliardi con un incremento sul 2015 dell’1,9%. Seguono i pedaggi autostradali che hanno assorbito 7,7 miliardi con una crescita del 4,38% sul 2015 dovuta ad una intensificazione del traffico e, in misura modesta, anche ad adeguamenti tariffari. Penultime in graduatoria sono le tasse automobilistiche non inglobate nel costo di beni e servizi (soprattutto il bollo) che hanno dato al sistema un gettito di 6 miliardi (+1,5%). Il cahier de dolèances degli utenti di autoveicoli si chiude poi con i pneumatici a cui nel 2016 sono stati destinati 3,8 miliardi (+3,9%). Per completezza, va detto che il conto della spesa degli autoveicoli non comprende le multe, gli oneri finanziari per gli eventuali acquisti dilazionati e, per il trasporto merci, le retribuzioni del personale. Nonostante questa non trascurabile esclusione, dallo studio dell’Osservatorio Autopromotec emerge con grande chiarezza che il peso del trasporto su gomma sull’economia del Paese è di assoluto rilievo.

Fonte: La Repubblica

Dal 15 novembre al 15 aprile è obbligatorio avere pneumatici invernali: vediamo insieme un vademecum con tutte le informazioni utili a riguardo.

Pneumatici invernali, il 15 novembre partono le Ordinanze. 10 cose da sapere

Durante il periodo invernale scatta l’obbligo di avere a bordo (o montare) gomme invernali o dispositivi antisdrucciolevoli. Vi proponiamo un vademecum con tutte le informazioni utili a riguardo

Il 15 novembre prenderanno il via le Ordinanze che prevedono l’obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene a bordo dove previsto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la direttiva del 16 gennaio 2013, ha infatti sancito che l’Ente proprietario della strada e/o il gestore, possano “prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve e su ghiaccio”.

Tali ordinanze vengono applicate ai veicoli a motore e fuori dai centri abitati (ma i Comuni possono prevederle anche all’interno), nel periodo compreso tra il 15 novembre, appunto, ed il 15 aprile. Sono inoltre contemplate estensioni per luoghi che abbiano condizioni climatiche particolari, come le strade di alta montagna. Sono esclusi dalle ordinanze ciclomotori a due ruote e motocicli, per cui esiste tuttavia il divieto di circolazione qualora sia presente neve o ghiaccio sulla strada. Assogomma, associazione che riunisce i produttori di gomme invernali, ha messo a punto un utile guida con le dieci domande fondamentali in aiuto di chi sta per affrontare il cambio del proprio treno di gomme, che vi proponiamo.

Pneumatici invernali, da neve e termici. Esistono differenze o sono la stessa cosa?

Sono modi differenti per indicare pneumatici di tipo invernaleche, per legge, non necessitano del montaggio di dispositivi di aderenza aggiuntivi. Sono distinguibili dalla marcatura M+Spresente sul fianco del pneumatico (è un’autodichiarazione del costruttore)  e dall’eventuale ulteriore pittogramma Alpino (una montagna a 3 picchi con un fiocco di neve al suo interno) che attesta il superamento di uno specifico test di omologazione su neve.

Quando bisogna montare i pneumatici invernali e quando è consigliato toglierli?

Come stabilito dalla Direttiva Ministeriale 2013, il periodo di utilizzo di questi pneumatici è compreso, in generale, tra il 15 novembre ed il 15 aprile, a prescindere dalle condizioni climatiche e/o dalla presenza di neve al suolo. Tale periodo può essere esteso in zone con condizioni climatiche particolari. In caso di vigenza diOrdinanze, è fatto obbligo il loro rispetto.

Ci sono differenze di prestazione tra i pneumatici normali (detti anche estivi) e quelli invernali?

Si, e sono evidenti. I pneumatici invernali sono progettati per dare il meglio in condizioni atmosferiche critiche (basse temperature, asfalto umido/bagnato/innevato/ecc.), mentre i pneumatici estivi offrono un compromesso migliore nelle condizioni di impiego normale.

Con i pneumatici invernali posso viaggiare alla stessa velocità di quelli normali?

Naturalmente sì, in funzione delle condizioni della strada. I pneumatici invernali montati nella stagione fredda possono peraltro avere un codice di velocità (massima) inferiore a quello previsto per il veicolo, e comunque non inferiore a Q (=160 km/h). Tale indicazione va posta all’interno dell’abitacolo, in posizione ben visibile dal conducente.

I pneumatici invernali devono avere la stessa pressione di quelli normali? In caso contrario dove posso trovare le indicazioni corrette?

Normalmente sì. La verifica va sempre fatta “a freddo” nelle condizioni ambientali specifiche, rispettando in ogni caso leprescrizioni del costruttore del veicolo.

Che cosa sono i pneumatici “all season”?

“All season”, “4 stagioni”, “all weather”, “multipurpose”, “multiseason”, ecc. sono definizioni commerciali a cui ciascun costruttore attribuisce contenuti tecnici specifici. Se hanno la marcatura M+S consentono la circolazione in presenza diOrdinanze.

I pneumatici invernali posso essere usati solo ed esclusivamente in presenza di neve?

No, sono adatti per l’impiego in inverno, anche se non nevica. IlNuovo Codice della Strada ha recepito il termine “pneumatico invernale”, riconoscendo così allo stesso le migliori prestazionigarantite durante tutta la stagione fredda.

Quanti pneumatici invernali devo montare sulla mia auto?

Il Ministero ne raccomanda l’installazione su tutte le ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza su fondo stradale.

Pneumatici invernali e pneumatici normali muniti di catene sono giuridicamente due soluzioni equivalenti ed alternative?

Sì, lo prevede espressamente il Codice della Strada.

Sulla carta di circolazione della mia auto sono riportate misure specifiche per i pneumatici invernali in aggiunta alle altre misure di pneumatici. Sono un obbligo esclusivo?

No, la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2004 ha chiarito che le misure specifiche per i pneumatici invernali indicate nella carta di circolazione non sono da considerarsi in maniera restrittiva, ma aggiuntive alle versioni M+S delle altre misure indicate.

Fonte: Il Fatto Quotdiano