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ESPLODE IL CUSCINO ELETTRICO SCALDAMANI: FERITA UNA 48ENNE MESTRINA

Impiegata mestrina ferita dopo l’esplosione di un cuscino scaldamani elettrico.

A Mestre un’impiegata di 48 anni è stata ferita a seguito dell’esplosione di un cuscino elettrico scaldamani.

Fortunatamente le conseguenze non state gravi. La donna ha subito infatti solo una piccola ustione al fianco e al braccio, che richiederà comunque una vista specialistica.

Il rischio a cui l’impiegata mestrina è andata incontro rimane comunque alto. Il cuscino elettrico scaldamani era in carica e appoggiato sul letto quando è esploso all’improvviso spargendo ovunque il liquido rosso contenuto al suo interno.

Il prodotto era stato acquistato in uno degli stand del mercatino di Natale mestrino: marchio Coveri Collection, fabbricato però in Cina.

La donna, dopo l’inquietante episodio, è corsa prima alla guardia medica, poi al pronto soccorso. In seguito ha deciso di rivolgersi all’Adico per denunciare quanto successo e chiedere l’intervento dell’ufficio legale dell’associazione.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, afferma che sebbene la vittima non abbia avuto conseguenze gravissime, rimane il rischio che altre persone possano vivere la stessa esperienza. Diventa dunque necessario che l’oggetto in questione venga subito ritirato dal mercato.

Infine, l’Associazione Difesa Consumatori afferma che, oltre alla richiesta di risarcimento per la vittima, farà delle apposite indagini per capire se si tratti o meno di un prodotto contraffatto.

Fonte: Adico

TIM CONTINUA A INVIARE LE BOLLETTE ANCHE SE IL CONTRATTO E’ CESSATO

Il contratto è cessato, ma la Tim continua a inviare le bollette.

Anche se il contratto è cessato, la Tim continua a inviare le bollette. E’ il caso di decine di utenti mestrini e veneziani che si sono subito rivolti all’Adico.

Secondo la normativa, quando un operatore telefonico modifica unilateralmente le condizioni contrattuali, l’utente ha il diritto di cessare il rapporto senza alcuna spesa e volendo ha la possibilità di migrare in un’altra compagnia.

Peccato che da inizio 2019 sono decine i mestrini e i veneziani che si sono rivolti alla sede dell’Adico presentando bollette della Tim che non dovrebbero essere mai arrivate, data la cessazione gratuita del rapporto.

Carlo Garofolini, presidente dell’Associazione Difesa Consumatori, afferma che probabilmente tutto deriva dagli aumenti e dalle modifiche contrattuali adottate dalla Tim dopo l’estate. Sono stati numerosi, infatti, gli utenti che, una volta comunicato loro l’aumento della tariffe, hanno sfruttato la possibilità di chiudere il contratto senza pagare le penali della disdetta.

È quindi evidente che in molti casi queste richieste di cessazione non siano state prese neppure in considerazione o, in casi meno frequenti, ci siano stati errori da parte dell’utente nel portare avanti la procedura.

In questo caso specifico, però, dovrebbe essere l’azienda ad avvertire l’ex cliente spiegando che la richiesta non è andata a buon fine.

C’è da dire, però, che il 90% delle persone che si è rivolto all’Adico lo ha fatto dopo aver proceduto in modo corretto alla richiesta di cessazione. Eppure continua a ricevere fatture della Tim, oltre alle bollette del nuovo operatore.

In questi casi, anche se resta molto importante conservare il tagliando della ricevuta di ritorno, l’ufficio legale di Adico si impegna a procedere con una diffida nei confronti dell’azienda e, in seconda battuta, a chiedere l’intervento del Co.Re.Com.

Fonte: Adico

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ADICO CONTRO LA TASSA DI INGRESSO A VENEZIA

“No alla privatizzazione della città”: parla Adico.

La legge di bilancio per il 2019 prevede, tra le altre cose, la possibilità che il Comune di Venezia introduca il cosiddetto “contributo di sbarco”. Si tratta di una tassa che già esisteva per le isole minori. Essa serve per far pagare a tutti i turisti, anche a chi non pernotta, un contributo ai comuni che visitano.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, boccia categoricamente la proposta di introdurre la tassa di ingresso a Venezia predisposta dalla giunta Brugnaro. Si mostra invece d’accordo con il ministro Centinaio che definisce questa tassa “inutile e dannosa”.

Secondo Garofolini questa tassa non servirebbe per gestire i flussi, ma diventerebbe solamente un modo per fare cassa.

Il rischio maggiore verso cui si può andare incontro è quindi quello di allontanare i turisti, che sono la principale risorsa della città.

Secondo il presidente dell’associazione dei consumatori, per gestire i flussi, la cosa migliore sarebbe evitare l’ingresso delle grandi navi e lo sbarco dei loro passeggeri, piuttosto che obbligare i turisti a pagare una tassa per poter letteralmente mettere piede in città.

Garofolini sostiene che decisioni di questo peso dovrebbero essere adottate solamente dopo essere state ampiamente dibattute con i rappresentanti delle categorie e dei cittadini.

In conclusione, Adico afferma che vigilerà con grande attenzione per comprendere se davvero gli introiti accumulati con questa tassa d’accesso serviranno per abbassare le tasse ai cittadini veneziani. L’augurio, a questo punto, è quello che Venezia non diventi un museo a cielo aperto dove può entrare solo chi paga.

Fonte: Adico

RISULTATI SONDAGGIO ADICO SULLE APERTURE FESTIVE DEI NEGOZI

Secondo il sondaggio di Adico 2 mestrini su 3 chiedono limitazioni alle aperture festive dei negozi.

Adico ha recentemente lanciato un’indagine tramite Facebook per conoscere l’opinione dei cittadini riguardo le aperture festive dei negozi.

Dall’analisi è emerso che due cittadini su tre (il 67% del campione) ritengono necessario ritornare a una regolamentazione delle aperture, così come succedeva prima del decreto “Salva Italia” operativo dal 2012.

Dai dati raccolti è stato possibile constatare che le aperture dei negozi e dei centri commerciali nei giorni di festa (e in particolare alla domenica) continuano a trovare la contrarietà della maggior parte dei cittadini mestrini.

Il sondaggio, che non ha valore statistico ma che indica un trend ben definito, conferma le preferenze dei cittadini, anche se non si tratta di un “plebiscito”.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, spiega infatti che “fra i commenti a margine del sondaggio c’è anche chi sottolinea la comodità del negozio aperto nei giorni festivi, anche se tutti chiedono maggiori tutele per i lavoratori”.

Fonte: Adico

BOLLETTE: ADICO E’ OSPITE DEL “GR1 ECONOMIA” DI RAI RADIO 1

Problemi sulle bollette: Adico parteciperà al GR1 ECONOMIA di RAI RADIO1.

Ogni venerdì Adico sarà ospite del GR1 ECONOMIA di Rai radio 1 rispetto all’argomento delle bollette.

Importi spropositati, doppie fatturazioni, contratti fasulli, call center assillanti, tassazione eccessiva. Sono tantissime le problematiche legate al mercato dell’energia e delle telecomunicazioni.

Nel dettaglio, Adico segue ogni settimana decine di utenti rimasti scottati dal settore delle bollette ,sempre più selvaggio.

Quindi, a partire da venerdì 8 febbraio l’associazione presieduta da Carlo Garofolini sarà ospite di Rai Radio 1 all’interno del “GR1 Economia”. Sarà una trasmissione in cui i cittadini potranno intervenire con domande e quesiti tramite mail o messaggio.

Allora, l’intervento di Adico andrà ad affrontare alcuni fra i temi più “caldi” per i cittadini italiani.

Infine, gli interventi prevedono al lunedì le pensioni, al mercoledì il risparmio e al venerdì le bollette. Il programma comincerà alle 17.45 e prevede un filo diretto con i radioascoltatori.

INFORMAZIONI UTILI

Dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 16:

  • e-mail di riferimento: economia@rai.it
  • Whatsapp audio al numero 335.8097742

FONTE

MULTA ANCHE SE AVEVA PRENOTATO IL PARCHEGGIO CON APP

Automobilista multato pur avendo riservato il  parcheggio con l’app di AVM: il caso a Mestre.

Un automobilista, sceso dalla macchina il tempo di recarsi in un negozio, ha ricevuto una multa nonostante avesse prenotato il parcheggio con l’app di AVM.

Il verbale affermava che alle ore 18,43 l’auto stava sostando nello stallo 1205 senza pagare il parcheggio.

Peccato che l’utente, a quell’ora, avesse ricevuto sul proprio telefonino un messaggio inequivocabile: “ti confermiamo che è stata correttamente attivata una sosta con Avm Venezia Official App”.

L’impiegato mestrino, che si è visto consegnare una multa per una infrazione che non aveva commesso, ha tentato, invano, di farsi annullare la sanzione da Avm.

Ha quindi deciso di affidarsi all’ufficio legale dell’Adico, basandosi ovviamente su una questione di principio che non deve essere tralasciata.

Carlo Garofalini, presidente dell’Adico, sottolinea la mancanza da parte degli ausiliari che hanno effettuato la multa in quanto essi non hanno verificato, al momento della verbalizzazione, se fosse attivo il pagamento.

Le strade per il ricorso dal Giudice di Pace o dal Prefetto risultano onerose. Quindi, spiega ancora Garofolini, “tenteremo di risolvere la questione bonariamente, fermo restando che questa sanzione, seppur di importo limitato, è ingiusta e deve essere cancellata”.

Fonte: Adico

DENUNCIA DEL COMPORTAMENTO DI ALCUNE OPERATRICI DELLA GE.RI

La Ge.Ri. è accusata da Adico per insolenza verso i suoi clienti

La Ge.Ri.,società che si occupa di gestione e di recupero crediti in Italia e all’estero, viene accusata di minacce verso i suoi clienti.

Il “nuovo” trattamento che può subire un cittadino se viene contattato da questa società è fatto di insolenza. Le operatrici,infatti, usano dei metodi che mettono a disagio la controparte e allora il recupero del credito diventa complicato.

Nelle telefonate il tono da persona gentile si fa presto minaccioso e può succedere che la persona contattata venga umiliata per il debito contestato.

Adico, per tutta questa situazione chiede a queste aziende di comportarsi bene con i propri clienti o ex clienti.

“Come possono queste operatrici fare la predica non conoscendo nulla della persona con cui stanno parlando?” afferma il presidente di Adico, Garofolini.

Il presidente conclude dicendo che Adico è pronta a denunciare all’Autorità questi comportamenti insensibili, perché proprio in settori delicati come quello del recupero crediti, la professionalità deve essere sinonimo di pazienza e cortesia.

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Estinzione libretti al portatore

ESTINZIONE DEI LIBRETTI AL PORTATORE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2018. IL CASO DI MESTRE.

Entro il 31 dicembre 2018 i libretti al portatore devono essere estinti per le norme anti-riciclaggio.

Questo tipo di normativa è stata concepita per favorire la legalità, ma essa può anche creare disagi per le famiglie oneste. La situazione diventa ulteriormente spinosa per gli assegni privi della dicitura “non trasferibile”.

Di cosa si parla? I libretti al portatore sono una tipologia di libretti di risparmio che non sono collegati ad uno o più soggetti e potrebbero quindi essere adoperati da chiunque ne detenga il possesso.

Il caso di Mestre

Una coppia di Mestre si è affidata a Adico per un problema. La coppia detiene un libretto al portatore di due mila euro, da tempo non movimentato. Dal marzo 2012 è stato deciso che i libretti non possono contentere somme superiori ai mille euro. La coppia non è stata informata dalla propria banca, quindi non ne è venuta a conoscenza a tempo debito. Ora rischiano una multa di tre mila euro. Per l’estinzione del libretto al portatore entro il 31 dicembre, la coppia dovrà rivolgersi alla propria banca per l’operazione. A loro verrà contestata la somma nel libretto, in quanto al di sopra della soglia di mille euro consentita. Quindi la coppia dovrà lasciare allo Stato i duemila euro contenuti nel libretto e aggiungerne altri mille per non aver rispettato i limiti del 2012.

“I nostri soci sono arrabbiati soprattutto con la propria banca che non ha comunicato nel 2012 il nuovo limite per i libretti al portatore. Ora stiamo valutando come intervenire […] A noi sembra che i risparmiatori italiani abbiano subito già troppe vessazioni in questi ultimi anni. Perchè continuare a infierire, giustificando il tutto con la pur legittima lotta contro il riciclaggio?” dichiara Carlo Garofolini, presidente di Adico

Fonte: Adico

Canone RAI 2019

CANONE RAI 2019: SCADENZE, ESENZIONI E MODALITÀ.

La scadenza per richiedere l’esenzione del canone RAI è fissata al 31 gennaio per tutto l’anno 2019.

Il 31 gennaio sarà l’ultimo giorno utile per l’invio dei moduli di esenzione al canone RAI presso l’Agenzia delle Entrate. Le domande di esenzione inviate a seguito di questa data, ma entro il mese di luglio, verranno autorizzate all’esonero solo per il secondo semestre del 2019. Per coloro che la invieranno in tempo (31 gennaio) potranno non pagare il canone RAI per tutto l’anno.

Il canone non cambia

È stata confermata la cifra e la modalità di pagamento del canone nella legge di Bilancio: la bolletta elettrica resta al costo complessivo di 90 euro dilazionato in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre, anche per il 2019.

Ma chi lo paga? Tutti i titolari di un’utenza per la fornitura elettrica, visto che si presume che questi siano anche in possesso di una televisione.

Chi è esonerato? Ci sono alcune categorie di persone che possono evitare di pagare il canone RAI. Ne sono esonerati:

– gli anziani over 75 con un reddito annuo non superiore agli 8.000 euro e che non convivono con altri soggetti titolari di un proprio reddito;

– gli agenti diplomatici e consolari, purché originari di un Paese in cui è previsto lo stesso trattamento per i diplomatici italiani;

– i militari stranieri appartenenti alle Forze della Nato.

Dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio TV

Non tutti i titolari di un’utenza elettrica sono in possesso di un apparecchio tv in casa. Chi non ce l’ha può chiedere di non pagare il canone RAI presentando la dichiarazioni di non detenzione dell’apparecchio televisivo. Il modello per la non detenzione è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere inviato anche tramite la modalità telematica utilizzando le proprie credenziali Fisconline o Entratel. La modalità telematica non è invece disponibile per gli anziani. Loro possono inviare la richiesta di esenzione tramite PEC, all’indirizzo di posta elettronica certificata p22.sat@postacertificata.rai.it. In ogni caso la richiesta di esonero può essere richiesta inviando il modulo preposto in plico raccomandato senza busta, all’indirizzo:

Agenzia delle entrate – Ufficio Torino 1 –Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22 -10121 Torino.

Fonte: Adico

ASSEGNI NON TRASFERIBILI: INTERVIENE IL PARLAMENTO.

Richieste di assistenza da parte dei cittadini multati riguardo gli assegni non trasferibili. Dal Parlamentare giungono buone notizie.

Riguardo alla questione degli assegni con la dicitura “non trasferibile” sono arrivate dal Parlamento le attese risposte legislative per rendere meno pesanti e più proporzionate le sanzioni per chi ha agito in totale buonafede.

Adico invita le persone che abbiano ricevuto dagli uffici l’intimazione al pagamento prima dell’eventuale sanzione, a rivolgersi ai loro uffici. Carlo Garofolini, presidente dell’Adico afferma che l’ufficio legale potrà mettere al corrente tutti di quanto deciso a livello parlamentare. Le notizie sono positive, anche se non si è arrivati al totale annullamento della sanzione.

Nello specifico, sono state modificate le sanzioni applicabili. In particolare, dove le violazioni siano di minore gravità e riguardino importi superiori a 999,99 euro ed inferiori a 30.000 euro. Concretamente la sanzione minima sarà ora pari al 10% dell’importo trasferito in violazione di legge.

Tuttavia, bisogna ricordare che l’articolo 49 rimane invariato: gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono sempre prevedere l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Ora, però, con l’inserimento del nuovo comma 1-bis nell’articolo in caso di emissione di assegni di importo fino a 30mila euro senza clausola di non trasferibilità la punibilità sarà meglio valutata.

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