Palazzi, piazze e campi

Palazzi

Il centro storico di Venezia è ricco di palazzi signorili, che si affacciano sui calli e rii, antiche residenze delle più ricche famiglie veneziane dell’epoca d’oro della città. Tra i più famosi certamente Palazzo Corner, progettato nel XVI secolo da Jacopo Sansovino, Ca’ Rezzonico, nel sestiere di Dorsoduro e opera del Longhena, il Palazzo Zen, la Ca’ d’Oro a Cannaregio, il Palazzo Grimani e il Palazzo Lordean.

A parte le scuole e gli edifici istituzionali (es. Palazzo Ducale), quasi tutti i palazzi sono identificati con il nome della famiglia che li ha fondati o che più vi ha lasciato il proprio segno (es. Palazzo Dario, Palazzo Fortuny). Spesso nel nome vengono citate due o più famiglie (es. Palazzo Cavalli-Franchetti), oppure è specificato il ramo della famiglia (es. Palazzo Morosini del Pestrin).

Molte residenze private mantengono la tradizionale denominazione Ca’, che indicava insieme la casata e l’edificio (es. Ca’ Foscari); più recente l’uso dell’italiano Casa (es. Casa Venier). Alcuni edifici di non grandi dimensioni vengono spesso indicati come Palazzetto (es. Palazzetto Stern).

PIazze e campi

L’unica piazza a Venezia a denominarsi come tale, è piazza San Marco, tutte le altre prendono il nome di campi o campielli. Essendo, la città, nata con una struttura policentrica e divisa su di molte isole, intorno ai campi si svolgevano molti aspetti della vita sociale, commerciale e religiosa. Essi avevano, inoltre, l’importante compito di assicurare l’approvvigionamento idrico agli abitanti grazie alla presenza di un pozzo al loro centro.

Tra i principali campi veneziani, si possono citare: Campo San Polo che è il secondo spazio aperto più grande della città dopo piazza San Marco, Campo Santa Margherita nel sestiere di Dorsoduro, Campo Santi Giovanni e Paolo nelle vicinanze di San Marco, Campo Santo Stefano non distante dal ponte dell’Accademia, Campo San Bartolomeo con la famosa statua dedicata a Carlo Goldoni, Campo Sant’Angelo e Campo della Salute.

Ponti

Per la sua conformità, Venezia, dispone di oltre 400 ponti tra pubblici e privati che collegano le 118 isolette su cui è edificata, attraversando 116 canali. La maggior parte di essi sono costruiti in pietra, altri materiali comuni sono il legno e il ferro.

Il più lungo è il ponte della Libertà che attraversa la laguna veneta, collegando la città con la terraferma e permettendo così il traffico veicolare. Il progetto è del 1931, ad opera dell’ingegnere Eugenio Miozzi, mentre la sua inaugurazione si è avuta nel 1933, con il nome di Ponte Littorio.

Il principale canale che taglia la città, il Canal Grande, è attraversato da quattro ponti: il Ponte di Rialto è il più antico (edificato intorno al XVI secolo); il ponte dell’Accademia; il ponte degli Scalzi, quest’ultimi costruiti sotto la dominazione asburgica e ricostruiti nel XX secolo, e infine il Ponte della Costituzione posto in opera nel 2008 su progetto dell’architetto Santiago Calatrava.

Uno dei ponti più celebri di Venezia è, inoltre, il ponte dei Sospiri. Realizzato in pietra d’Istria nel XVII secolo su progetto dell’architetto Antonio Contin, collega il Palazzo Ducale con le Prigioni Nuove.