premio arte laguna 2019

Il Premio Arte Laguna proclama i vincitori dell’edizione 2019

Il Premio Arte Laguna proclama i vincitori dell’edizione 2019. I protagonisti arrivano da Libano, Italia, Polonia, Canada.


Un Premio che mette a confronto l’Arte Contemporanea internazionale e la ricerca espressiva ponendo l’accento oltre che sui linguaggi artistici anche sul Design.

Giunto alla sua tredicesima edizione, finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Contemporanea e del Design, Il Premio Arte Laguna è lieto di annunciare i vincitori della 13^ edizione

Venezia, 30 marzo 2019 – Durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta questa sera a Venezia, presso le Nappe dell’Arsenale Nord, sono stati proclamati i vincitori della 13^ edizione del Premio Internazionale Arte Laguna.
Una selezione che ha visto al lavoro la Giuria internazionale in un’attenta analisi e ricerca su oltre 8.000 opere pervenuteda tutti i paesi del mondo, solo i finalisti ne coprono 33. La mostra delle 120 opere arrivate in finale offre una radiografia complessiva dello stato attuale dell’arte contemporanea, rivelandosi uno strumento alternativo per leggere svariate realtà sociali, economiche e culturali internazionali, invitando il pubblico ad una fruizione non solo estetica, ma anche etica delle opere e incoraggia un avvicinamento sensibile verso i maggiori temi globali, quali l’ecologia e l’inclusione sociale.

La giuria presieduta da Igor Zanti ha annunciato i nomi dei 6 vincitori assoluti che ricevono ciascuno un premio di 7.000 euro per un totale di 42.000 euro e oltre 35 premi speciali realizzati con Partner internazionali presenti per la cerimonia di premiazione.
La giuria della sezione pitturacomposta da Alessandra Tiddia, chief curator presso il Mart di Trento e Rovereto e Vasili Tsereteli, direttore del Moscow Museum of Modern Art ha deciso di premiare, sia per il tema trattato che per la scelta stilistica, il polacco Ryszard Szozdacon l’opera Test #03A #03B #03C(2017).
Il trittico riproduce un’immagine fotografica molto nota, entrata nell’immaginario collettivo per la potenza distruttrice ad essa legata, poiché si riferisce ai test nucleari svolti in Nevada negli anni ‘50. L’artista restituisce questa forza attraverso una pittura che si rivela lentamente al nostro occhio mentre la realtà intorno si dissolve esplodendo.
La giuria ha trovato interessante la traduzione in pittura di un’immagine già mediata dalla fotografia, attraverso il ricorso a una tecnica pittorica quasi astrattamente monocroma, che dimostra in realtà una grande abilità nel restituire tutta la tensione apocalittica di questo tema.

La giuria della sezione fotografia e digital graphicscomposta da Richard Noyce, scrittore, docente e critico d’arte ed Enrico Stefanelli, direttore artistico di Photolux Festival di Lucca ha deciso di premiare Silvia Montevecchicon Jisei no ku #1, 2017| Jisei no ku #4 (2017)
L’opera della giovane artista (1994) è piaciuta per la qualità della composizione, dell’immagine, il valore narrativo e l’interessante relazione con la tradizione del Jisei no ku, brevi poesie della tradizione giapponese che esprimono l’ultimo pensiero prima della morte. Gli autoritratti di questo progetto traggono ispirazione da questo tipo di poesia per creare un mondo onirico in cui la morte è vista come un momento di sospensione.

La giuria della sezione scultura e arte virtualecomposta da Flavio Arensi– direttore dei musei di Legnano e Eva González-Sancho, co-curatrice della prima Biennale di Oslo del 2019 ha deciso di premiare l’opera Yöti, The Algorithmic Portrait Artist(2017) dell’artista canadese Jean-Philippe Côté. L’opera ha colpito per la ricerca tecnica che integra la millenaria tradizione del ritratto con una visione profondamente contemporanea in relazione alle nuove tecnologie che stanno prendendo piede nel mondo dell’arte contemporanea.

La giuria della sezione video e performancecomposta da Filippo Andreatta, regista teatrale e co-curatore di Centrale Fies e Maxa Zoller, curatrice della sezione film di Art Basel e direttore artistico di International Women’s Film Festival di Dortmund ha deciso di premiare la performance Jardin / Arsenale(2016 – 2019) di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi. La partitura gestuale dei due artisti si fa suono di un giardino che è lì, davanti a noi, ci avvolge eppure non c’è. L’esperienza del tempo della performance rimanda all’hic et nunc della natura, ad un giardino che da armoniosa connessione con la natura diventa un luogo altro, un giardino antropocentrico, una natura che ci sta sfuggendo.

La giuria della sezione land art e urban artcomposta da Mattias Givell, co-direttore di Wanås Konst in Svezia e Simone Pallottacuratore di arte pubblica e urbana ha deciso di premiare Burj el Hawa – The Tower of Wind(2018) dell’artista libanese Jad El Khoury. La missione più importante dell’arte contemporanea è cambiare la prospettiva del mainstream e così il lavoro vincitore trasforma un’intera torre di uffici abbandonata a Beirut in un oggetto urbano delicato e coreografico. Il lavoro affronta le problematiche centrali di oggi, ma resiste, in modo inspiegabile e complesso, aperto e bello.

La giuria della sezione Designcomposta da Alfonso Femia, architetto e fondatore di AF517 e Danilo Premoli, architetto e designer ha deciso di premiare Inclusive Tea House (2017) dell’artista italiana Elena Colombo. Il progetto vincitore ha colpito la giuria poichè il suo è un progetto for all che interpreta al meglio il ruolo contemporaneo del designer impegnato a definire e a promuovere modelli di produzione e utilizzo sostenibili per configurare anche una nuova cultura allargata della professione.

La mostra che si sviluppa nei 3.000mq delle Nappe dell’Arsenale Nord di Venezia sarà aperta fino al 25 aprile ad ingresso gratuito (orario 10 – 18). Durante le quasi quattro settimane di apertura un ricco calendario di talk, visite guidate e attività per bambini (in collaborazione con Kid Pass) offriranno al pubblico un hub culturale aperto al dialogo, al confronto e all’approfondimento su alcuni temi.

Insieme alle 120 opere finaliste sono esposte dieci eccezionali sculture di calore: ‘Le Guardie del Doge’, un’installazione dalla forte e sorprendente presenza scenica che reinterpreta T Tower, l’iconico radiatore free-standing nato dalla collaborazione tra Antrax ITe i designer Matteo Thun e Antonio Rodriguez. Antrax IT, azienda italiana specializza nella produzione di oggetti di design per il riscaldamento domestico e contract, ha supportato per l’edizione 2019 la nuova sezione design introdotta nel concorso.

www.premioartelaguna.it #artelagunaprize  

Informazioni per la stampa
Alessandra Lazzarin
+39 347 2790099ufficiostampa@premioartelaguna.it

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