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Raccolta fondi del Comune di Venezia

Acqua alta a Venezia. Raccolta fondi del Comune per far risorgere la città.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha lanciato su Twitter una raccolta fondi per aiutare la città duramente provata dall’alta marea di questi giorni. Si legge sul post: #Venezia è un orgoglio di tutta l’Italia, #Venezia è un patrimonio di tutti, unico al mondo. Grazie al Tuo aiuto tornerà a splendere.
c/c intestato a: Comune di Venezia-Emergenza acqua alta

 

Causale: contributo emergenza acqua
IBAN: IT 24 T 03069 02117 100000 018767 BIC: BCITITMM

COSTA CROCIERE DONA 100MILA EURO
Il Gruppo Costa Crociere, attraverso la sua Fondazione, donerà 100mila euro al Comune di Venezia per i primi interventi urgenti destinati a supportare la comunità veneziana nell’immediato dopo l’acqua alta eccezionale. «Venezia – dice Costa Crociere – è un tesoro prezioso per tutti noi e sentiamo la necessità di contribuire per fornire un aiuto concreto nella gestione di questa emergenza». La compagnia ha anche annunciato di essere a disposizione del Governo e delle Autorità locali per discutere insieme su come fornire ulteriore supporto, più strutturale, sulla base delle priorità di intervento che le Istituzioni definiranno una volta che saranno più chiare l’entità dei danni e, quindi, le necessità reali.

Acqua alta a Venezia, gli aiuti della Caritas: una barca di alimentari per Pellestrina, dodici persone ospiti per la notte in Seminario

Una barca di generi alimentari per Pellestrina. È partita stamattina, grazie alla Caritas veneziana e ad un’associazione, con la collaborazione della Protezione civile.

Pasta, insaccati, farmaci da banco…: alle 8 di sabato 16 la barca è stata caricata ed è partita, raggiungendo l’isola, provata dalle acque alte eccezionali dei giorni scorsi.

È una delle numerose azioni solidali che vedono la regia della Caritas diocesana.

Sette nuclei familiari, per dodici persone, sono poi gli ospiti d’emergenza nel Seminario patriarcale, a Venezia. La Chiesa di Venezia ha infatti messo a disposizione anche posti letto e pasti caldi per chi si trova in maggiore difficoltà. Come queste persone che, impossibilitate a rimanere nelle loro abitazioni, perlopiù a pianterreno, adesso trovano riparo e un pasto nelle strutture ecclesiali della città.

Inoltre, la mensa La Tana di Castello distribuisce pasti a chi ne ha bisogno, in particolare ai senza dimora, ma non solo. Ad alcuni anziani i pasti sono stati recapitati a domicilio; la disponibilità di altri volontari per il recapito (telefonare al 334.103.27.14 della Caritas) potrebbe dare risposta ad ulteriori richieste di persone che faticano anche a disporre di pasti regolari a casa propria.

 

 

Venezia acqua alta 2019 come chiedere i rimborsi

ACQUA ALTA A VENEZIA, LE ISTRUZIONI DI ADICO PER CHIEDERE IL RIMBORSO DEI DANNI

ACQUA ALTA A VENEZIA, LE ISTRUZIONI DI ADICO PER CHIEDERE IL RIMBORSO DEI DANNI GAROFOLINI: “TEMPI CERTI E RAPIDI PER GLI INDENNIZZI”

VENEZIA. In attesa di capire in modo chiaro come verranno definiti i rimborsi per i cittadini e per gli imprenditori veneziani messi in ginocchio dall’acqua alta, Adico ricorda alle vittime del maltempo alcune “incombenze” necessarie in ogni richiesta di risarcimento danni. “La nostra esperienza in questo campo è consolidata – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – naturalmente qui si tratta di un evento eccezionale e collettivo e lo stato di emergenza decretato dal governo dovrebbe rendere le cose più semplici. Ma senza pezze giustificative e foto dei danni subiti, il risarcimento rischia di saltare”.

La prima cosa da fare è quella di munirsi di macchina fotografica e di immortalare il danno subito, facendo in modo che oltre all’immagine compaiano anche la data e l’ora degli scatti. Le foto dovranno poi essere stampate puntando alla migliore risoluzione possibile in modo che la situazioni sia chiara e inattaccabile.

La seconda fase contempla la stesura di una “relazione” nella quale si elencano nel modo più preciso e dettagliato possibile i danni causati dall’acqua alta, confermati dalle fotografie che dovranno essere allegate nella relazione stessa, corredata ovviamente da tutte le generalità del diretto interessato. Salvo diverse indicazioni che potrebbero essere comunicate in questi giorni, la lettera dovrà essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio tecnico del Comune.

Nella raccomandata bisogna allegare anche eventuali fatture per spese affrontate subito a fronte di lavori urgenti e non rinviabili sempre legati naturalmente all’ acqua alta. In generale, l’iter prevede che, in seguito alla richiesta, squadre di tecnici vengano in loco a valutare e stimare i danni subiti e a definire la percentuale di rimborso.

“L’iter burocratico è solitamente lungo – commenta Garofolini – e può richiedere anche un anno di tempo prima dello stanziamento dell’indennizzo. In questo caso chiediamo che vengano stabilite procedure rapide e snelle e che si proceda con i pagamenti in modo veloce. Le istruzioni da noi fornite riguardano in generale i danni subiti per eventi eccezionali e per situazioni per le quali venga dichiarato lo stato di emergenza, come in questo caso. Può essere che l’amministrazione definisca metodologie differenti ma è importante però che il cittadino sappia da subito che la documentazione fotografica, la definizione dei danni e la custodia di eventuali fatture sono elementi comunque necessari al di là di qualsiasi procedura per la richiesta di risarcimento danni. Noi, ovviamente, forniremo assistenza a chiunque intenda chiedere il rimborso e non sa come muoversi”.

Adico

IN BANCA cosa cambia DAL 14 SETTEMBRE 2019

BANCHE COSA CAMBIA PER I RISPARMIATORI DAL 14 SETTEMBRE

BANCHE. CHIAVETTE E SICUREZZA. COSA CAMBIA PER I RISPARMIATORI DAL 14 SETTEMBRE

Partiamo dalla novità che entrerà subito in vigore. Dal 14 settembre le banche saranno obbligate a condividere con terze parti tutte le informazioni che hanno sui propri correntisti. A patto, naturalmente, che il cliente autorizzi il proprio istituto di credito a farlo: sarà una sua libera scelta.

Queste “terze parti” hanno dei nomi da filastrocca: Pisp, Aisp e Cisp ma a ogni sigla corrisponde qualcosa di preciso e, potenzialmente, di grande utilità per il consumatore. Vediamo cosa sono:

 

  • I Pisp(Payment Initiation Service Providers) sono società intermediarie tra il pagatore (consumatori o aziende) e la propria banca che hanno lo scopo di versare denaro a un terzo soggetto. Grazie ai Pisp sarà possibile effettuare un pagamento su un sito di ecommerce (impossibile non pensare ad Amazon) senza inserire i dati della propria carta di credito o bancomat, perché sarà il venditore ad accedere direttamente al nostro conto (previa una nostra prima autorizzazione, che in seguito verrà ricordata) e prelevare. Altri giganti del panorama digitale, come Google e Facebook, potranno beneficiare di questa nuova opportunità addebitando i clienti senza passare per il tramite di alcuna carta. Per accedere al conto del cliente i Pisp devono comunque usare procedure di autenticazione e devono mettere a disposizione del cliente tutte le informazioni relative a quell’operazione;
  • Gli Aisp(Account Information Service Provider) sono servizi che “spiano” (sempre dietro consenso)i nostri conti correnti e le nostre carte, analizzano e aggregano questi dati per fornirci un quadro complessivo delle nostre finanze in un’unica schermata. Ad esempio un report sul nostro patrimonio complessivo, le entrate e le uscite del mese. E in base a questi dati possono fornire consigli su come investire i nostri soldi o proporre strumenti “salvadanaio”. Cosa non possono fare: operare sul conto corrente o detenere i soldi del cliente;
  • I Cisp(Card Issuer Service Providers) sono invece soggetti che emettono carte di pagamento. Solo che, a differenza delle prepagate (che il cliente può ricaricare di volta in volta prelevando denaro dal proprio conto corrente), queste sono direttamente collegate al conto corrente, anche se è stato aperto in una banca differente. I Cisp forniscono la carta ma non detengono il denaro del cliente, hanno però un canale privilegiato per accedervi.

Pagamenti più sicuri (con qualche disservizio)

E poi c’è il grande tema degli strumenti di sicurezza per pagare online. La direttiva rafforza le misure a tutela dei risparmiatori, per prevenire frodi e furti di identità. La sicurezza dei clienti, secondo il testo, si basa su tre principi:

  • Conoscenza: cioè una password o un codice pin che conosce solo l’utente;
  • Possesso: uno strumento che possiede solo l’utente (uno smartphone o un token);
  • Inerenza: cioè qualcosa che l’utente è, ad esempio un’impronta digitale o il riconoscimento facciale.

Le procedure di autenticazione delle banche devono prevedere almeno due di questi principi. Ad esempio: una password generata su smartphone, un pin generato da un token o un’impronta digitale impressa sul telefonino. Questi nuovi standard hanno portato diverse banche italiane a mettere in soffitta il caro vecchio token, provocando in alcuni casi qualche malumore tra i clienti (sulle nostre pagine abbiamo parlato del caso di Banca Intesa).

Queste nuove procedure sarebbero dovute entrare in vigore il 14 settembre ma Banca d’Italia ha fatto sapere lo scorso primo agosto che “in considerazione della complessità degli adeguamenti” e per “ridurre fortemente i rischi di disservizi nei pagamenti online con carta”, ha deciso di concedere una proroga per un periodo limitato agli operatori che ne facciano richiesta e a patto che spieghino, nel dettaglio, in che modo intendono procedere. Quanto tempo durerà la proroga? Banca d’Italia spiega che questo verrà definito dall’Eba (l’autorità bancaria europea) che nello scorso giugno aveva autorizzato le banche centrali nazionali a concedere più tempo in casi limitati.

Addio al token? Non è detto

Il problema dei token attuali è che generano un codice (l’Otp, one time password) che pura pochi secondi ma non esclude la possibilità che un truffatore informatico possa utilizzarlo per compiere una seconda operazione-lampo, drenando soldi dal conto del cliente. Con le nuove regole, invece, il codice “restituito” al cliente è valido solo e soltanto per quella operazione.

Attenzione, però: anche se le banche dovranno togliere di mezzo gli attuali token, non è detto che questi strumenti scompariranno del tutto: alcuni istituti di credito semplicemente li sostituiranno con alcuni di nuova generazione (ad esempio Deutsche Bank consentirà ai propri clienti di scegliere tra uno virtuale, gratis, e uno fisico col tastierino, a pagamento). Il problema che diversi consumatori lamentano è che le banche, costrette dalla nuova direttiva, punteranno tutto sulle app per smartphone (come in effetti sta accadendo) discriminando chi possiede un telefono di vecchia generazione. In realtà diverse banche – tra le quasi Intesa Sanpaolo – prevedono, proprio per casi simili, l’invio del codice via sms, spesso a pagamento.

Non mancano, comunque, le critiche a questo aspetto della direttiva: “Per la mia esperienza, non ho mai avuto notizia di utenti che siano stati truffati o abbiano subito furti di identità usando gli attuali token. Le nuove misure di sicurezza servono piuttosto ad armonizzare le procedure di pagamento a livello europeo, ma non è vero che fino ad ora pagavamo in modo poco sicuro” dice Giuseppe Mermati, referente del settore bancario per l’Unione Nazionale Consumatori.

Mentre Carlo Piarulli, responsabile del settore credito per Adiconsum, si sofferma soprattutto sulla parte della direttiva dedicata alle “terze parti”: “Dal 14 settembre sarà ancora più importante prestare la massima attenzione ai consensi che forniamo alla nostra banca. Perché è vero che i nuovi servizi potrebbero essere utili a molti consumatori, ma è anche vero che si tratta di condividere informazioni preziose, e questo non può essere fatto a cuor leggero”.

Piarulli, come diversi altri osservatori, vede in questa direttiva un possibile “cavallo di Troia” per le banche tradizionali. “Giganti come Google, Facebook e Amazon avranno la possibilità di instaurare un rapporto sempre più diretto con i propri clienti e, con il tempo, potranno intercettare la clientela delle banche per portarli a sé. Non è un caso che queste società abbiano chiesto la licenza da operatori bancari in alcuni Paesi Ue.

fonte: repubblica.it

tasse in aumento

TASSE MAI COSI’ ALTE DAL 2015, E CRESCE IL DEBITO

TASSE MAI COSI’ ALTE DAL 2015, E CRESCE IL DEBITO: ISTAT E CORTE DEI CONTI PICCONANO IL GOVERNO

Tasse record dal 2015, mentre a fronte dell’aumento del potere d’acquisto delle famiglie – dopo due cali consecutivi – i consumi scendono, con una crescita della propensione al risparmio. Ma i dati diffusi dall’Istat parlano anche del Nord est, sul podio per crescita e occupazione rispetto alla media nazionale, e dei profitti delle imprese, ai minimi storici degli ultimi 20 anni. L’Istituto registra infatti che nei primi tre mesi del 2019 la quota di profitto – che riguarda le società non finanziarie e il reddito da capitale ottenuto sul valore aggiunto prodotto – è al 40,7%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si tratta del valore più basso registrato nell’attuale serie storica di riferimento, avviata nel 1999.

Pressione fiscale – Nei primi tre mesi del 2019 è risultata del 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’istituto nazionale di statistica, specificando che si tratta del picco dal 2015 nel confronto fra trimestri, precisa che anche in questo caso vale solo il confronto annuo, tra stessi trimestri. Nel primo la pressione fiscale mostra un livello più basso rispetto al resto dell’anno. Ripercorrendo a ritroso i livelli registrati dalla pressione fiscale, sempre nel confronto tra primi trimestri, l’Istat ricorda che, appunto, nel 2018 era stata pari al 37,7%, stesso dato rilevato nel 2017, mentre nel 2016 era stata pari al 37,9%. Per trovare un dato superiore a quello del primo trimestre del 2019 si deve torna quindi a inizio 2015, quando era stato toccato un valore pari al 38,9%.

Nord Est sul podio per crescita e occupazione rispetto alla media nazionale– Nella ‘stima preliminare del pil e dell’occupazione territoriale 2018’, si legge che nel 2018 il Pil messo a segno dall’area è stato pari al +1,4%, con una dinamica particolarmente vivace del settore dell’industria in senso stretto che ha registrato un +3,2%. Modesta invece la performance nel Mezzogiorno , +0,4%, nonostante il risultato positivo delle costruzioni con un +4,1%. Sul fronte occupazione il Nord-estsegna il +1,1%, +2,3% nell’industria; più contenuti i valori al Sud, nel Mezzogiorno che registra +0,7% ma con un marcato aumento nel settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali +3%.

Consumi e risparmi delle famiglie – Dopo due cali consecutivi, si registra però un aumento del potere d’acquisto delle famiglie, cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9%.  Torna così a segnare un nuovo massimo dal 2012, ma resta ancora sotto il picco pre-crisi, toccato nel 2007 (-5,7%). Per l’istituto si tratta di “un marcato recupero” del reddito che, “grazie alla frenata dell’inflazione, si è trasferito direttamente in crescita del potere d’acquisto”. I consumi delle famiglie nei primi tre mesi del 2019 sono cresciuti in termini nominali dello 0,2%, frenando su base congiunturale (erano aumentati dello 0,6% alla fine del 2018). Invece, la propensione al risparmio delle famiglie è stata pari all’8,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Fonte

ARTVISION+

ARTVISION+: 
UN WORKSHOP PER PROMUOVERE IL VENETO

ARTVISION+:
UN WORKSHOP PER PROMUOVERE IL VENETO

Martedì 11 giugno la Regione del Veneto presenterà ad Antiche Mura Teatro Festival la nuova piattaforma che mette in contatto operatori culturali e turistici per favorire l’organizzazione di eventi e la promozione di destinazioni turistiche meno note

La cultura come fattore di sviluppo locale per valorizzare, con nuovi linguaggi, forme e visioni, destinazioni turistiche meno note e favorire, al tempo stesso, la nascita di nuove sinergie. Sarà proprio la promozione turistica attraverso “il prisma della cultura” il tema al centro del workshop organizzato ad Antiche Mura Teatro Festival martedì 11 giugno, dalle 18:00 alle 20:00, dalla Regione del Veneto, nell’ambito del progetto ArTVision+, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e finanziato dal Programma europeo Interreg Italia-Croazia. Nella prima parte del workshop, che avrà luogo presso la Torre di Malta di Cittadella, sarà presentata la nuova piattaforma creata per favorire l’organizzazione di eventi nazionali e internazionali, mettendo in contatto gli operatori culturali con quelli del settore turistico; nonché la promozione, grazie anche a video storytelling di stampo artistico, di luoghi fuori dai tradizionali itinerari di viaggio. Nella seconda parte, avrà luogo una suggestiva performance artistica a dimostrazione del fatto che proprio la cultura, nelle sue molteplici declinazioni, può trasformarsi in un prezioso fattore di sviluppo locale. Per l’occasione, si esibiranno Katiuscia Bonato, Matteo Fresch e Daniela Piccolo nello spettacolo della commedia dell’arte “Amori capricci e bizzarrie ai tempi della Serenissima” a cura di Teatro Bresci, in collaborazione con il Comune di Cittadella. Tra lazzi e pantomime degne dei migliori saltimbanchi, gli attori riporteranno il pubblico indietro nel tempo al periodo della potente Serenissima.  
«Il progetto ArTVision+– spiega l’Assessore regionale alla Cultura – sposa un nuovo concetto di promozione turistica, con lo scopo di valorizzare quelle aree dal potenziale inespresso che non sono incluse nei tradizionali itinerari di viaggio, ma che, grazie alla contaminazione tra turismo e cultura, possono trovare un nuovo splendore. Da qui, l’idea di realizzare degli innovativi strumenti di promozione turistica che stiamo presentando all’interno di tre differenti workshop in ambito regionale».       
La partecipazione all’iniziativa è gratuita e rivolta a cittadini, operatori culturali e turistici.

Ufficio Stampa ArTVision+
Giovanni Bregant
cell. 340 4944548

Torna il Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta " Fai un giro in villa" 2019 in Veneto organizzato dal dalla Presidenza FAI Veneto.

FAI un giro in villa Veneta 2019

Tutti insieme per Monte Fontana Secca: torna il Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta

Organizzato dalla Presidenza FAI Veneto in collaborazione con i Gruppi Giovani

Venezia –15 maggio 2019, ore 11–Torna da maggio a luglio 2019 “FAI un giro in villa”, Festival Laboratorio del Vivere la Villa Veneta organizzato dalla Presidenza FAI Veneto in collaborazione con i Gruppi FAI Giovani del territorio e giunto alla terza edizione. Sei gli appuntamenti in programma, per far rivivere altrettante ville venete solitamente chiuse al pubblico, con molte iniziative tra cui laboratori, incontri, musica, passeggiate culturali, con lo scopo di raccogliere fondi a favore di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt, un alpeggio con malga sul Massiccio del Monte Grappa a Quero (BL), donato al FAI–Fondo Ambiente Italiano nell’aprile 2015 dai fratelli Liliana e Bruno Collavo che hanno così voluto onorare la memoria dei propri genitori. L’edizione 2019 di “FAI un giro in villa” prende il via domenica 26 maggio a Villa Verità Fraccarolia San Pietro di Lavagno (VR), a cura del FAI Giovani Verona; seguono 1-2 giugno Villa Manfrin, a Treviso, a cura del FAI Giovani Treviso e Venezia, il 9 giugno Villa Fabrisa Thiene (VI) a cura delFAI Giovani Vicenza, il 15 giugno con il FAI Giovani Padova a Villa Rigoni Savioli ad Abano Terme (PD), il 22-23 giugno con il FAI Giovani Rovigo il Palazzo Malmignati a Lendinara (RO), e, per concludere, il 27-28 luglio Villa Pasole, a Pedavena (BL), a cura del FAI Giovani Belluno. «L’iniziativa–spiega Ines Lanfranchi Thomas, presidente FAI Veneto ha l’obiettivo di trasformare le ville in luoghi accoglienti capaci di dialogare non solo con il tessuto urbano nel quale sorgono ma anche con la cultura, il sistema produttivo e l’economia del territorio”. Per questa ragione quest’anno, grazie a NaturaSì, quasi tutte le ville ospiteranno dei momenti di degustazione e di approfondimento legato a temi ambientali e di sana alimentazione. «Non c’è luogo migliore di una villa come centro di produzione agricola, per parlare di cibo e di tutto quello che sta intorno»ha sottolineato Ines Lanfranchi Thomasalla presentazione della nuova edizione della manifestazione. L’impegno per Monte Fontana Secca rientra in un nuovo progetto del FAI che partirà nel 2020, “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1000 metri”.Uno degli obiettivi dell’iniziativa è contribuire alla tutela e valorizzazione delle terre alte nelle aree interne dell’Italia, zone spesso spopolate e trascurate, che custodisconoun capitale eccezionale di natura e cultura e un grande potenziale per il futuro.Fontana Secca e Col de Spadarot sonoun perfetto esempio dicome il FAI voglia restituire questi luoghi alla loro vocazione naturalistica e agro-pastorale, rispettando la volontà della donazione. Si riattiverà l’alpeggio e la produzione casearia, riportando la mucca Burlina, esemplare autoctono quasi in via di estinzione,a pascolare tra questi prati; si riavvierà la produzione dei formaggi tipici come il Morlacco e il Bastardo; si restaureranno la malga e altri edifici, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’autosufficienza idrica ed energetica. Se ne ricostruirà la storia, raccontandola attraverso documenti, fotografie e reperti che introdurranno i visitatori alla comprensione delle tante valenze ambientali e paesaggistiche dell’area, che nel 1917 fu campo di battaglia della Grande Guerra.L’entusiasmo per “FAI un giro in villa”si riafferma anche quest’anno con l’impegno, il lavoro, l’entusiasmo dei giovani FAI del Veneto, uniti in un progetto comune.I Gruppi FAI Giovani del Veneto sono otto e, all’interno delle Delegazioni FAI, coinvolgono ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni che mettono a disposizione il loro tempo, la loro formazione e la loro professionalità in modo volontario, per realizzare eventi e progetti che diventino momenti di convivialità e anche di riflessione sulla cultura e sull’ambiente in pieno stile FAI. La partecipazione all’iniziativa “FAI un giro in villa” è possibile a fronte di un contributo a partire da 5 euro(3 euro per gli iscritti FAI) chiesto dai volontari FAI all’ingresso di ogni villa dove sarà, anche, possibile iscriversi al FAI versando una quota di benvenuto FAI Giovani di 15 euro dai 18 ai 35 anni e possibilità di rinnovo alla stessa quota.

 
Nel 2018 sono stati oltre 50 gli eventi organizzati dai Gruppi FAI Giovani del Veneto.
 
Per informazioniveneto@faigiovani.fondoambiente.it
www.fondoambiente.it
Ufficio Stampa per il VenetoStudio Pierrepi
Alessandra Canella
Via delle Belle Parti 17 -35139 Padova cell. 348-3423647
canella@studiopierrepi.it

www.studiopierrepi.it

 
POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI

POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI

POPOLARI VENETE, C’E’ IL DECRETO PER I RIMBORSI. ADICO ASSISTE I RISPARMIATORI PER RICHIEDERE L’INDENNIZZO. ANCORA DA DEFINIRE LA DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE

Dopo tante promesse e molti rinvii qualche cosa si muove sul fronte degli indennizzi agli investitori delle banche popolari venete. Come annunciato dal governo, entro una ventina di giorni dalla pubblicazione del relativo decreto, dovrebbe essere realizzato un portale all’interno del sito del Mef, il Ministero dell’ Economia e della Finanza, ed entro 45 giorni  sarà possibile presentare le domande. Adico – impegnata con un centinaio di risparmiatori che hanno investito cifre oscillanti fra i 5 mila e 400 mila euro – nelle prossime settimane, quando la situazione sarà più chiara, comunicherà qual è la documentazione da presentare per richiedere i rimborsi. “Siamo pronti a seguire sia i nostri soci sia chiunque intenda affidarsi a noi per compilare la domanda – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Ricordiamo che può chiedere il rimborso anche chi ha già accettato l’indennizzo del 15%. Ribadiamo che in questa fase non è ancora specificata la documentazione da presentare quindi i risparmiatori dovranno attendere ancora qualche settimana prima di muoversi. Tramite il nostro sito (www.associazionedifesaconsumatori.it) terremo sempre informati i cittadini sulle novità legate e appunto sulla documentazione richiesta nell’ambito di una  vicenda che è e resta molto complessa”. Il decreto prevede un ristoro del 30% della somma investita ma le modalità dell’indennizzo dipendono dal patrimonio del risparmiatore. E’ prevista una modalità di rimborso semplificata e più rapida per chi  ha un reddito personale sotto i 35 mila euro e un patrimonio mobiliare inferiore ai 100 mila. Chi ha requisiti superiori dovrà affrontare un iter più complesso che prevede anche il passaggio davanti a una commissione. Il termine per presentare domande dovrebbe essere di sei mesi , però la data di partenza per il conteggio di questi termini  verrà comunicata con apposito decreto.

Fonte: Adico

 

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES: PROROGATA AL 22 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES 2019

XII PREMIO GIUSEPPE MAZZOTTI JUNIORES: PROROGATA AL 22 MAGGIO LA SCADENZA DEL BANDO

Gli studenti degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia che desiderano partecipare al prestigioso concorso, dedicato alla memoria e ai valori di Giuseppe Mazzotti, hanno ancora tre settimane per inviare il proprio elaborato scritto o video.

Il tema su cui riflettere è “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”.

La scadenza del bando della XII edizione del Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, inizialmente prevista per il 30 aprile 2019, è stata prorogata al 22 maggio: gli studenti degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia hanno dunque un’occasione in più per partecipare al prestigioso concorso promosso dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con la collaborazione di Montura, che ha l’obiettivo di stimolare la riflessione dei ragazzi su temi legati ai molteplici interessi di Giuseppe Mazzotti e oggi ancora fortemente attuali.

Mazzotti, figura di spicco del panorama culturale trevigiano nel Novecento, si occupò in modo innovativo – fu un eccezionale divulgatore e networker – di montagna e tutela del paesaggio, patrimonio architettonico locale (le ville venete in primis), arte e artigianato, enogastronomia. Gli ambiti a cui dedicò il proprio interesse e il modo in cui affrontò le questioni ad essi legate ne fanno un personaggio di spiccata attualità, ancora capace – a 38 anni dalla scomparsa – di incuriosire e stimolare il pensiero critico dei più giovani.

Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, che affianca lo storico Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” dedicato a scrittori affermati, invita i ragazzi a riflettere sul tema “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”, realizzando un componimento scritto (per concorrere nella Sezione letteraria) o un video (per concorrere nella Sezione video).

Per ciascuna sezione sono previsti tre premi del valore di euro 600,00 (primo classificato), 400,00 (secondo classificato) e 200,00 (terzo classificato). E’ inoltre previsto un Premio di istituto del valore di 1.000,00 euro finalizzato all’attività didattica che le scuole degli studenti premiati si contenderanno nel corso della giornata delle premiazioni, prevista al Palazzo dei Trecento di Treviso il 19 ottobre 2019, partecipando ad un quiz che li metterà alla prova nella conoscenza delle tematiche mazzottiane “Montagna: cultura e civiltà”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie” (che rappresentano le sezioni di gara della XXXVII edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”).

 

Bando e regolamento sono consultabili sul sito www.premiomazzotti.it.

Per informazioni:Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, tel. 0422 855609– fax 0422 802070; e-mail info@premiomazzotti.it;

Ufficio stampa Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”
Koiné Comunicazione – Ilaria Tonetto
Mob. 348 8243386

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA

SCONTRO AUTO-TRAM A VENEZIA, GAROFOLINI: ”A MESTRE TANTE ZONE A RISCHIO DI SIMILI INCIDENTI”

VENEZIA

“Fermo restando che in questo caso le colpe dell’automobilista non sono messe in discussione, riteniamo comunque che il percorso del tram presenti diversi punti critici e caotici che possono provocare incidenti come quelli di ieri (se non più gravi)”.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, commenta così lo “spettacolare” sinistro avvenuto ieri a piazzale Roma, dove un’auto, nel tentativo di sorpassare il mezzo, si è incastrata fra lo stesso e il new jersey in cemento nell’ambito di una vicenda i cui contorni sono ancora tutti da definire. “Oltre a piazzale Roma – continua Garofolini -,  dove effettivamente la situazione è alquanto movimentata, per usare un eufemismo, altre zone che riteniamo a rischio.

Il percorso del tram e quello della auto si incontrano in modo poco “limpido”, sono a San Giuliano, e in particolare allo sbocco di via Forte Marghera sulla rotonda di San Giuliano stesso e il solito snodo di piazzale Cialdini che, pur avendo subito qualche utile aggiustamento, resta comunque un incrocio ostico.

Anche certe intersezioni a Marghera possono provocare qualche rischio. ll problema naturalmente è che ogni incidente con il tram, o solo un’auto parcheggiata in parte sulle rotaie, sono in grado di bloccare l’intero traffico mestrino per ore con grandi disagi per cittadini e lavoratori. Questo va ad aggiungersi ai numerosi stop che il mezzo ha subito (e subisce) negli anni per problemi tecnici e per manutenzioni”.

sanatoria fiscale 2019

BOLLO AUTO, MULTE E SPAZZATURA: NUOVA SANATORIA

Nuovo condono 2019

A chi non sono bastate le rottamazioni e i condoni approvati nel corso del 2018 dal governo giallo verde ecco che ne arriva un altro, il dodicesimo per l’esattezza per l’esecutivo Conte. L’ennesimo armistizio con i contribuenti riguarda questa volta tutte le entrate degli enti locali e quindi bollo auto, multe e spazzatura: la nuova sanatoria è contenuta nel Decreto Crescita che dovrebbe essere approvato domani dal Consiglio dei Ministri. La misura interessa il 60% dei Comuni e delle Regioni che avranno 60 giorni di tempo per aderire. Il caso vuole che la misura arrivi poco prima della campagna elettorale non solo per le europee ma anche per le amministrative che a fine maggio rinnoveranno quasi 3.900 Comuni.

 

In rottamazione ci sono tutte le ingiunzioni di pagamento che sono state notificate ai contribuenti dagli enti locali nel periodo che va dal 2000 al 2017. Nel calderone entrano quindi multe auto, Imu, Irap, Tasi, Tari, Tosap e Cosap.

In quali Comuni è possibile ottenere la nuova sanatoria

Non tutti i Comuni saranno interessati dalla nuova rottamazione. Potranno beneficiarne solo quelli che non hanno affidato la raccolta delle proprie entrate a Equitalia. Si tratta di circa 5 mila Comuni, circa il 60% del totale. Non appena l’ente locale avrà aderito al condono, dovrà emettere una delibera in Consiglio comunale stabilendo per quali entrate e per quali anni permettere la rottamazione. L’amministrazione dovrà poi dare notizia di ciò sul proprio sito istituzionale.

La distinzione si giustifica per il fatto che i Comuni che si sono affidati a Equitalia hanno visto recapitare ai propri cittadini la classica cartella esattoriale; e pertanto la possibilità di rottamazione scatta solo quando arrivano le sanatorie nazionali.

Invece i Comuni che si sono valsi di mezzi propri, di società in house e concessionari privati la rottamazione è possibile solo se la decide l’ente, sempre che una legge nazionale glielo consenta. E così ecco che arriva il “la” dal Governo. Come dire “se volete, ora potete”.

COSA SI DOVRÀ PAGARE

Il contribuente non dovrà pagare sanzioni e interessi, restando sempre a suo carico l’importo base del tributo. Un discorso a parte meritano le multe le quali sono esse stesse delle sanzioni, per cui su di esse verrà abolita la maggiorazione semestrale del 10% degli interessi.

Fonte: LaLeggeperTutti