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rottamazione delle cartelle

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE: IL 31 LUGLIO SCADE LA PRIMA RATA

È partito il conto alla rovescia per la rottamazione delle cartelle. Il prossimo 31 luglio scade il termine entro il quale effettuare il pagamento della prima o unica rata.

Si avvicina la scadenza per la cosiddetta rottamazione delle cartelle: una scadenza molto importante per milioni di italiani che hanno un contenzioso col Fisco. Di fatto il mancato pagamento della prima rata fa decadere tutti i benefici della rottamazione e dà il via ad una nuova cartella che questa volta non sarà “scontata”.

Chi ha visto accolta la domanda per la rottamazione delle cartelle, deve aver ricevuto una comunicazione da Equitalia (ora Agenzia delle Entrate-Riscossione) entro e non oltre il 15 giugno 2017.
Nella comunicazione sono specificati quali sono i debiti che effettivamente possono rientrare nella definizione agevolata, comunicate le nuove scadenze di pagamento e la cifra da corrispondere nelle varie rate tramite RAV precompilato, spedito insieme alla comunicazione.

Per facilitare la vita dei contribuenti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha realizzato una serie di servizi online di immediato utilizzo: dalla possibilità di richiedere la copia della comunicazione delle somme dovute al servizio ContiTu, che permette di scegliere di pagare in via agevolata solo alcune delle cartelle e degli avvisi. Le cartelle possono essere pagate attraverso vari canali:

SPORTELLI BANCARI – Presentando allo sportello il bollettino RAV ricevuto, il contribuente può chiedere l’addebito sul proprio conto oppure può pagare con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.

INTERNET BANKING – Bisogna collegarsi al sito della propria banca ed inserire il numero del bollettino RAV e l’importo da pagare. Il numero è sufficiente per identificare il pagamento e il contribuente a cui è riferito il debito, quindi non è obbligatorio indicare la causale.

SPORTELLI BANCOMAT – È possibile pagare i bollettini della definizione agevolata direttamente agli sportelli ATM abilitati, utilizzando la propria tessera bancomat e accedendo al servizio per il pagamento dei RAV.

UFFICI POSTALI – È sufficiente presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione. Il contribuente può chiedere l’addebito sul proprio conto se è cliente Banco Posta. Può pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio. È possibile pagare i bollettini direttamente agli sportelli ATM di Poste Italiane ovvero ai chioschi abilitati utilizzando le carte BancoPosta.

TABACCAI CONVENZIONATI CON BANCA 5 SPA, SISAL E LOTTOMATICA – Si può pagare in contanti (fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5 mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).

SITO INTERNET AGENZIA DELLE ENTRATE E APP EQUICLICK – Il contribuente può pagare il bollettino RAV collegandosi alla sezione pagamenti e inserendo il proprio codice fiscale, il codice RAV riportato nel bollettino e l’importo. Successivamente potrà scegliere tra molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento) che mettono a disposizione diverse modalità – bonifico, carte di credito, debito, prepagate, bollettino, addebito in conto – sulla piattaforma PagoPA.

SPORTELLI DI AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE – Il contribuente non deve necessariamente presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione, ma può richiedere di pagare indicando anche solo il proprio codice fiscale. Si può pagare con carta di credito o prepagata, bancomat e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Si può pagare anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro.
Inoltre sono previste aperture straordinarie di molti sportelli normalmente chiusi.

Per informazioni https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/#

Reato-truffa-agli-anziani

GIUSTIZIA, IN ARRIVO UNA LEGGE AGGRAVANTE PER IL REATO DI TRUFFA AGLI ANZIANI

All’esame della Camera in questi giorni il provvedimento relativo a: Modifiche al codice penale e di procedura penale concernenti i delitti di truffa e circonvenzione di incapaci ai danni di anziani.

I cinque articoli del provvedimento all’esame della Commissione Affari costituzionali sono stati elaborati dalla Commissione Giustizia, chiamata ad affrontare il tema dell’inasprimento delle sanzioni penali per le condotte di truffa in danno degli anziani.

Il provvedimento all’esame dell’Assemblea si compone di cinque articoli attraverso i quali:

  • introduce nel codice penale il nuovo delitto di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili (art. 643-bis). L’illecito consiste nella condotta di chiunque, con mezzi fraudolenti, induce una persona a dare o promettere indebitamente a sé o ad altri denaro, beni o altra utilità; il reato si caratterizza per le qualità personali della persona offesa, che deve versare in situazioni di vulnerabilità psicofisica in ragione dell’età avanzata. Dunque, non ricorre il reato in presenza di qualsiasi vulnerabilità, ma solo di quella causata (“in ragione”) dall’età avanzata. Spetterà al giudice valutare il ricorrere di entrambi i presupposti. Si applica questa fattispecie penale solo se il fatto è commesso secondo una delle seguenti modalità:
    a) nell’abitazione della persona offesa, o in altro luogo di privata dimora, o all’interno o in prossimità di uffici postali o di sedi di istituti di credito, di luoghi di cura o di ritrovo di persone anziane o di case di riposo;
    b) simulando un’offerta commerciale di beni o servizi. Il delitto è punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 400 a 3.000 euro;

  • prevede che il delitto sia aggravato se il fatto è commesso con strumenti telefonici, informatici o telematici o avvalendosi di dati della vita privata della persona offesa, acquisiti fraudolentemente o senza il suo consenso;

  • prevede, in caso di condanna per il nuovo delitto, la confisca, anche per equivalente, dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo;

  • limita i casi di applicazione della sospensione condizionale della pena ai condannati per circonvenzione di incapaci (art. 643 c.p.) e frode in danno di soggetti vulnerabili (art. 643-bis c.p.), subordinando la concessione del beneficio alle restituzioni e al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento nonché all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato;

  • consente l’applicabilità agli indiziati del nuovo delitto di frode della custodia cautelare in carcere, anche se il giudice ritiene che, all’esito del giudizio, la pena detentiva irrogata non sarà superiore a tre anni;

  • prevede l’arresto obbligatorio in flagranza dei delitti di circonvenzione di incapace (art. 643 c.p.) e di frode in danno di soggetti vulnerabili (nuovo art. 643-bis c.p.);

  • innalza la pena prevista attualmente per il delitto di circonvenzione di persone incapaci (art. 643 c.p.), prevedendo la reclusione da 2 a 7 anni (oggi da 2 a 6 anni) e la multa da 1.302 a 3.500 euro (oggi da 206 a 2.065 euro).

Fonte www.documenti.camera.it

Antitrust

ANTITRUST MULTA LE COMPAGNIE TELEFONICHE PER I CONTRATTI A DISTANZA

L’ Antitrust ha sanzionato le compagnie telefoniche Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali con multe per un totale di 9.000.000 euro per aver adottato condotte illecite.

L’ Antitrust annuncia con una nota di aver sanzionato le compagnie telefoniche Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali con multe per un totale di 9.000.000 euro: condotte illecite in violazione delle norme del codice del consumo di recepimento della consumer rights, nell’ambito della commercializzazione a distanza, online o al telefono, o fuori dei locali commerciali (presso gli stand ad esempio) di servizi di telefonia fissa e/o mobile.

I casi riguardano principalmente la prassi seguita dagli operatori del settore di dare inizio all’esecuzione del contratto, procedendo all’avvio del processo di attivazione della linea e/o di migrazione da altro operatore, durante la pendenza del termine di 14 giorni previsto per esercitare il diritto di recesso (c.d. periodo di ripensamento) senza acquisire un’espressa richiesta in tal senso da parte del consumatore.

Il codice del consumo, diversamente, prevede che l’esecuzione del contratto durante il periodo di recesso sia sottratta alla sfera decisionale delle aziende, disciplinandola come una opzione rimessa alla decisione del solo consumatore che, qualora interessato, dovrà farne espressa richiesta, senza che la conclusione del contratto possa in alcun modo essere condizionata dall’assenza di tale volontà.

In tutti e 5 i casi l’Autorità ha accertato l’adozione da parte degli operatori di almeno tre condotte illecite in violazione dei requisiti informativi e formali fissati dalla disciplina: l’assenza dell’informativa richiesta dal codice del consumo, nel sito web e nelle condizioni generali di contratto, sia in merito al regime dei costi praticato nel caso di esecuzione anticipata del contratto e di successivo recesso del consumatore, sia in merito alla circostanza che eventuali costi sono dovuti solo nel caso in cui l’anticipazione sia stata espressamente richiesta dal consumatore; la conclusione di contratti online, al telefono o fuori dei locali commerciali procedendo all’avvio delle c.d. procedure di provisioning di attivazione di una nuova linea fissa o di migrazione da altro operatore in assenza dell’autonoma richiesta esplicita del consumatore prevista dalla normativa e, in ogni caso, senza metterlo nella condizione di poter liberamente scegliere tale opzione e di poter concludere il contratto a distanza o fuori dei locali commerciali in assenza di tale volontà; in caso di esercizio del diritto di ripensamento, l’addebito o la previsione di costi non dovuti in assenza della predetta informativa e/o della richiesta esplicita.

Nei confronti di alcuni operatori sono state accertate ulteriori condotte in violazione delle norme consumer rights. Per quanto riguarda Tiscali, l’Autorità ha accertato, in linea con i precedenti, la non conformità delle procedure di teleselling rispetto a quanto stabilito dalla disciplina. Nei confronti di Wind e Fastweb, è stata rilevata l’illiceità di condotte essenzialmente consistenti nel non far decorrere il termine per l’esercizio del diritto di ripensamento dalla proposta di concludere il contratto rivolta dai consumatori agli operatori.

Fonte: La Stampa

Bonus Asilo Nido

BONUS ASILO NIDO VIA ALLE RICHIESTE DALLE ORE 10 DI LUNEDI’ 17 LUGLIO

Bonus Asilo Nido – l’Inps comunica che sarà possibile effettuare la richiesta online dalle ore 10.00 del prossimo lunedì 17 luglio e fino al 31 dicembre.

Da lunedì 17 luglio sarà possibile presentare la domanda per il  Bonus Asilo Nido. Richiesta, come emerge dalle istruzioni Inps, che potrà essere presentata fino al 31 dicembre 2017 via Web, contact center o patronati.

Il beneficio spetta ai genitori di minori nati o adottati dal primo gennaio 2016, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro dell’Unione europea

  • in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;

  • residenza in Italia

Il premio di 1.000 euro è destinato al pagamento di rette per asili nido pubblici o privati o per forme di supporto presso la propria abitazione per bambini sotto i 3 anni con gravi patologie croniche. Per accedere ai benefici il genitore richiedente deve presentare domanda all’Inps tramite i canali telematici, indicando, al momento della domanda stessa, a quale dei due bonus intende accedere (bonus asilo nido o contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).

L’erogazione avrà cadenza mensile e parametrata su 11 mensilità, con il primo pagamento che comprenderà gli importi delle mensilità maturate fino a quel momento. I benefici per l’anno 2017 sono riconosciuti nel limite di 144 milioni con oneri a carico dello Stato.

Campagna anti-abbandono animali

NO ALL’ABBANDONO! CAMPAGNA RETE CONTRO L’ABBANDONO DEGLI ANIMALI

Il fenomeno dell’abbandono degli animali in estate diventa critico. Rete Farmacisti Preparatori lanciala campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali domestici.

Le oltre 500 farmacie di Rete Farmacisti Preparatori di tutta Italia promuovono una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali da compagnia durante il periodo delle vacanze.

Secondo dati LAV, Lega Anti Vivisezione, ogni anno in Italia vengono abbandonati in media 50.000 cani e 80.000 gatti. Il picco degli abbandoni si verifica in estate quando i padroni partono per le vacanze e non sanno dove lasciare l’animale domestico.

Spesso chi è in partenza passa in farmacia per usufruire del nostro servizio Farmacia in viaggio – spiega Santo Barreca, uno dei rappresentanti di Rete Farmacisti Preparatori -. Ecco perché in questo periodo oltre a spiegare le regole d’oro per il viaggiatore consiglieremo anche come viaggiare con il proprio animale oppure dove lasciarlo durante le vacanze”.

Chi entrerà in farmacia in questi mesi troverà un corner dedicato agli amici a 4 zampe, apposite comunicazioni che lo invitano a non abbandonare l’animale domestico e un vademecum con tutti i consigli per viaggiare con il proprio animale e rendere la vacanza piacevole per entrambi.

Spesso ci dimentichiamo che l’abbandono è un reato. Quando non si riesce a lasciare l’animale a un amico o in una pensione, può essere utile sapere che portare in vacanza i propri amici a 4 zampe non è poi così difficile – continua Barreca -. Bastano piccoli accorgimenti per trasformare una bella vacanza in un viaggio con il proprio animale da compagnia”.

Scopri di più sull’iniziativa sul sito di Rete Farmacisti Preparatori.

Venezia-Redentore

REDENTORE VENEZIA 2017 – SPETTACOLO PIROTECNICO, REGATE E TANTI EVENTI.

Tutto pronto per il weekend della “notte famosissima”, con il clou dello spettacolo pirotecnico nel bacino di San Marco. Il sabato l’inaugurazione del ponte votivo e molti eventi.

Redentore 2017, con ogni probabilità la festa più sentita a Venezia, la cosiddetta “notte famosissima”, in cui convivono aspetto religioso e spettacolare. Impossibile non rimanere ammaliati dallo spettacolo pirotecnico del sabato, nel Bacino di San Marco. Le possibilità di godere dello spettacolo sono numerose e diversificate, a seconda delle esigenze.

Ma anche questa manifestazione dovrà fare i conti con le esigenze rafforzate di sicurezza, e per la prima volta sarà gestita con varchi d’ingresso, conta-persone, corridoi e settori prestabiliti che saranno chiusi una volta raggiunto il numero massimo.
Che per Piazza San Marco e le fondamenta contigue significano circa 60-70mila persone, non di più.
Gli altri saranno inevitabilmente respinti da polizia e carabinieri. Gruppi speciali di agenti saranno posizionati anche sui tetti per vigilare sullo svolgimento della festa, come già avvenuto a Carnevale.

Venezia si appresta a rinnovare la festa e la tradizione del Redentore con la realizzazione del Ponte Votivo che sarà inaugurato sabato a partire dalle 19, sul lato delle Zattere.
Una struttura in legno ed acciaio composta da 16 moduli galleggianti, ancorati da pali in acciaio zincato.
Il transito pedonale sarà consentito dalle 19 di sabato alle 22 di domenica, ad eccezione dell’arco di tempo che va dalle 23 di sabato alle 0.30 di domenica, durante il quale si svolgerà lo spettacolo pirotecnico.

SABATO 15 LUGLIO
19.00: Apertura del ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca e presentazione degli equipaggi delle regate di voga alla veneta.
23.30: Spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco

DOMENICA 16 LUGLIO
Regate del Redentore (stagione Remiera 2017) nel canale della Giudecca:
– 16.00: regata dei giovanissimi su pupparini a 2 remi
– 16.45 regata su pupparini a 2 remi
– 17.30 regata su gondole a 2 remi
Alle 19.00: Santa Messa Votiva alla Chiesa del Redentore nell’isola della Giudecca.

In occasione della festa del Redentore, le linee Actv 1, 2, 2/, 3, 4.1, 4.2, 5.1, 5.2, 6, 7, 8, 10, 14, 15, 16, 17, 20, N, subiranno modifiche per permettere il migliore svolgimento della due giorni di celebrazioni.
Orari Actv Redentore, 15-16 luglio 2017

Per conoscere gli eventi collaterali e in terraferma: www.veneziatoday.it/eventi/redentore

Foto wikimedia

Analfabeti funzionali

ANALFABETI FUNZIONALI: CHI SONO E QUANTI SONO IN ITALIA?

Chi è un analfabeta funzionale? Pur sapendo leggere e scrivere, non riesce a comprendere le informazioni e a interpretare la realtà.

Secondo il rapporto Piaac-Ocse, i risultati relativi all’Italia non possono non essere fonte di preoccupazione, per i gravi problemi che denunciano.

Il nostro Paese si colloca all’ultimo posto della graduatoria nelle competenze alfabetiche (literacy), e risulta penultimo nelle competenze matematiche (numeracy), fondamentali per affrontare e gestire problemi di natura matematica nelle diverse situazioni della vita adulta.

Ma in pratica chi sono gli analfabeti funzionali?
Sanno leggere, scrivere e fare i calcoli. Ma non sanno comprendere e interpretare la realtà che li circonda e le informazioni a cui sono esposti. Non riescono a capire un articolo di giornale pur riuscendo a leggerne le parole, non riescono a compilare una domanda di lavoro o a interagire con strumenti e tecnologie digitali e comunicative e rimandano ogni informazione alla propria esperienza diretta.

L’analfabetismo funzionale (diverso da quello strutturale di chi non è in grado di leggere e scrivere) è un fenomeno sempre più diffuso, e – sempre secondo la definizione del rapporto Piaac-Ocse – un analfabeta funzionale è più incline a credere a tutto quello che legge in maniera acritica, non riuscendo a “comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.

Cos’è il rapporto Piaac-Ocse?
Si tratta del primo ciclo dell’Indagine sulle Competenze degli Adulti, realizzata nell’ambito del Programme for the International Assessment for Adult Competencies (PIAAC). A questa iniziativa, svolta nel periodo 2011-2012, hanno aderito 24 Paesi di tutto il mondo.

PIAAC è destinato alla valutazione delle competenze della popolazione adulta tra i 16 ed i 65 anni di età, e risponde all’obiettivo di fornire basi dati aggiornate quali-quantitative, comparabili a livello internazionale, sulla distribuzione di competenze fondamentali (foundation skill) della popolazione adulta, al fine di fornire conoscenze sulle dinamiche e sullo stock di skill nei diversi Paesi, input fondamentali per la definizione e l’aggiornamento delle politiche educative e del lavoro.

I dati PIAAC dimostrano che le performance sia di literacy (competenze alfabetiche) che di numeracy (competenze matematiche) in Italia sono inferiori rispetto al dato medio rilevato per l’insieme degli altri Paesi OCSE per ogni livello di istruzione (primario, secondario, terziario).

La definizione di alfabetismo funzionale data dall’Unesco nel 1978 dice: “Una persona è funzionalmente alfabetizzata se può essere coinvolta in tutte quelle attività nelle quali l’alfabetizzazione è richiesta per il buon funzionamento del suo gruppo e della sua comunità e per permetterle di continuare a usare la lettura, la scrittura e la computazione per lo sviluppo proprio e della sua comunità”.

Quanti sono gli analfabeti funzionali in Italia?
Secondo Tullio De Mauro, noto linguista, gli analfabeti funzionali in Italia sarebbero addirittura l’80 per cento, dal momento che “soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.

Negli anni Cinquanta l’analfabetismo vero e proprio in Italia riguardava il 30 per cento dei cittadini, che non sapevano né leggere né scrivere, ma con l’espansione dell’istruzione scolastica gli analfabeti assoluti sono diminuiti, fino a toccare oggi una percentuale bassissima.

Secondo i dati Istat oggi gli analfabeti strutturali, coloro che non sanno leggere e scrivere, sono una minoranza.

Analfabetismo funzionale e social network
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”, aveva affermato Umberto Eco, dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media a Torino, a giugno 2015.

Ormai il binomio analfabetismo funzionale-social network è sotto gli occhi di tutti, dal momento che tutti hanno lo stesso spazio per potersi esprimere. Gli analfabeti funzionali sono definiti spesso coloro che non sono in grado di comprendere informazioni, post e articoli condivisi sui social network, creando polveroni e rivelandosi terreno fertile per la proliferazione incontrollata di fake news, condivise migliaia di volte in maniera acritica.

Fonte:www.tpi.it

Medicinali-e-vacanze

MEDICINALI E VACANZE: LI CONSERVIAMO NEL MODO GIUSTO? POSSIAMO SEMPRE PORTARLI CON NOI?

Per molti di noi, l’assunzione di medicinali è diventata una necessità giornaliera, ma spesso non li conserviamo in modo corretto o non sappiamo quali possiamo portare in viaggio all’estero.

Anche d’estate, in vacanza, molte persone hanno bisogno di assumere dei farmaci. Che siano quelli prescritti dal medico o semplicemente medicinali di automedicazione, ci accompagnano ovunque andiamo, per proteggerci da piccoli o grandi fastidi.

Ma il binomio caldo estivo-medicinali richiede delle precauzioni che molto spesso non conosciamo.
Affinché anche i farmaci siano protetti dai rischi dei nostri viaggi, bisogna tenere a mente che vanno trasportati e conservati nel modo corretto evitando gli eccessi di temperatura che potrebbero avere su di essi effetti non trascurabili.

A questo proposito, Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione) propone alcuni consigli:

  • Leggere sempre attentamente le modalità di conservazione indicate dai foglietti illustrativi: se non ci sono indicazioni precise, è bene conservare i farmaci in un luogo fresco e asciutto a una temperatura non superiore ai 25°, evitando sempre l’esposizione diretta a fonti di calore. Inoltre, alcuni medicinali, ad esempio l’insulina, prevedono una conservazione in frigorifero; in caso di trasporto è quindi bene usare un contenitore termico, in quanto agenti atmosferici come eccessiva luce e sbalzi di temperatura possono deteriorare il medicinale. Quando la temperatura di conservazione è indicata, non rispettarla potrebbe rendere il prodotto inefficace e a volte dannoso per la salute.

  • Evitare forti sbalzi di temperatura: se si affronta un lungo viaggio in auto, non lasciare i farmaci nel bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente e preferire piuttosto trasportarli nell’abitacolo condizionato, se possibile in una borsa non esposta direttamente al sole. Anche le temperature troppo basse possono essere dannose: per questo, se si viaggia in aereo è sempre meglio tenere la valigetta dei farmaci nel bagaglio a mano e non nella stiva, dove la temperatura scende anche di molti gradi sotto lo zero.

  • Attenzione all’umidità: meglio evitare di conservare i farmaci in stanze troppo umide, come può essere un bagno non ben areato, per non far alterare capsule, compresse e cerotti medicati. In particolare, prodotti come strisce per test diagnostici – specie quelle utilizzate per verificare la glicemia, per la gravidanza o l’ovulazione – potrebbero danneggiarsi in quanto estremamente sensibili all’umidità.

  • Preferire formulazioni solide: rispetto a quelle liquide contenenti acqua, sono meno sensibili alle alte temperature. Se il farmaco in questione è disponibile in diverse formulazioni è bene, se possibile e se non ci sono controindicazioni, scegliere quella in capsule o compresse.

  • Occhio all’aspetto: se il medicinale che si utilizza abitualmente appare diverso nell’aspetto o presenta dei difetti, prima di assumerlo è bene consultare il medico o chiedere consiglio a un farmacista. Se il medicinale risulta alterato nel colore, nell’odore o nella consistenza, è probabile che vi sia stata un’alterazione.

  • Non confondere le confezioni: si dovrebbe evitare di inserire farmaci diversi in una sola confezione per risparmiare spazio in valigia, poiché la confezione dei farmaci aiuta a renderli sempre riconoscibili, oltre a riportare dati essenziali quali la data di scadenza e contenere il foglietto illustrativo. Una buona abitudine è quella di non trasportare diverse pillole sfuse nello stesso contenitore, in quanto potrebbero contaminarsi a vicenda.

  • Attenzione agli spray: in caso se ne faccia uso, utilizzare contenitori termici per la loro conservazione. È bene evitare temperature elevate e la diretta esposizione al sole. Infatti, oltre a essere liquidi e più sensibili al calore, le confezioni di metallo in cui sono contenuti si surriscaldano facilmente. Se si portano spray in spiaggia, andrebbero tenuti in una borsa all’ombra e in luogo areato.

E se andiamo all’estero o dobbiamo viaggiare in aereo?

Da qualche anno le norme per il trasporto di liquidi come bagaglio a mano a bordo degli aerei sono diventate sempre più rigide. Nonostante questo, è ancora possibile portare in cabina i medicinali liquidi/solidi indispensabili per scopi medicoterapeutici e dietetici strettamente personali e necessari per la durata del viaggio. Il medicinale deve essere accompagnato anche dal foglietto illustrativo.

Secondo le nuove norme, nel bagaglio a mano, si possono portare (fonte Enac):

  • LAG (Liquidi, Aerosol e Gel) in contenitori di capacità non superiore a 100 ml o equivalente inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile, di capacità non superiore ad un litro, dove il contenuto entra comodamente e il sacchetto è completamente chiuso;

  • LAG da utilizzare durante il viaggio a fini medici (accompagnati da prescrizione medica) o per un regime dietetico speciale (ivi compresi gli alimenti per l’infanzia) in contenitori di capacità non superiore a 100 ml o equivalente.

Chi soffre di diabete o di sclerosi multipla può portare con sé siringhe pre-riempite col farmaco del quale ha bisogno, nonostante sia vietato imbarcare aghi e oggetti appuntiti. Le siringhe però devono essere inserite in una seconda busta di plastica trasparente. Inoltre bisogna essere in possesso della prescrizione medica e del certificato che confermi che si tratta di un farmaco che deve essere portato a bordo dal viaggiatore. Il certificato da portare assieme al farmaco deve avere le seguenti caratteristiche: essere stato rilasciato entro i 30 giorni precedenti, deve attestare la malattia, i modi di somministrazione del farmaco e si deve specificare che è per uso personale. Se si va all’estero, poi, è bene portare con sé anche una dichiarazione scritta in inglese.

In conclusione: assumere medicinali richiede sempre attenzione, anche quando si va in ferie, ma basta tenere a mente poche semplici precauzioni per non avere brutte sorprese e godersi le beate vacanze!

Crack banche-Adico

12 LUGLIO MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO IL “RISPARMIO RUBATO”: ANCHE ADICO PRESENTE

Anche Adico domani alla manifestazione di Roma contro il “risparmio rubato”. Garofolini: “Veneto Banca e Popolare Vicenza hanno tradito la fiducia dei clienti mandandoli sul lastrico”.

Ci saranno anche i rappresentanti dell’Adico domani a Roma alla manifestazione organizzata da Patrizio Miatello, presidente dell’associazione Ezzelino Da Onara, per protestare contro il “risparmio rubato” da parte della banche popolari venete (Veneto Banca e Popolare di Vicenza). L’iniziativa – che si svolgerà domani alle 14 in piazza Montecitorio – sarà preceduta alla mattina dall’incontro fra una delegazione dei manifestanti e i rappresentanti del governo. Sul tavolo alcune importanti proposte che fanno da contraltare al decreto legge con il quale si è disposta la liquidazione coatta di Veneto Banca e Popolare di Vicenza e la conseguente acquisizione da parte di Banca Intesa al costo di 50 centesimi a istituto. In particolare si chiede di garantire il fondo welfare da 60 milioni per i casi sociali, l’istituzione del fondo vittime da reati societari degli amministratori bancari e quella da 180 milioni per le transazioni individuali. In generale si invoca la tutela per tutti i risparmiatori vittime delle due banche. Adico sta seguendo circa 150 persone che hanno perso tutto o quasi nel crac dei due istituti. Per lo più si tratta di pensionati della provincia di Venezia, che hanno deciso di investire i propri risparmi in azioni seguendo i consigli di funzionari o direttori di cui si fidavano e con i quali avevano già compiuto altre operazioni in passato. “Il comportamento di queste due banche del territorio è stato vergognoso – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Stiamo parlando di due istituti nati proprio per essere vicini ai cittadini delle zone in cui operavano e che si vantavano di fidelizzare la propria clientela e di consigliarla come si consiglia un amico. Che bei consigli! Hanno ridotto sul lastrico centinaia di persone”. Per informazioni sulla manifestazione di domani si può contattare la nostra associazione allo 041-5349637 (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19).

mercato libero luce e gas

BOLLETTE LUCE E GAS, AI PENTITI DEL LIBERO MERCATO TORNARE INDIETRO PUO’ COSTARE CARO

Si allontana, ancora una volta, la fine del mercato a maggior tutela per le bollette di luce e gas : difficile però lasciare le offerte delle compagnie.

Il passaggio obbligato al mercato libero dei contratti per l’energia elettrica, secondo l’ultima versione del ddl concorrenza, dovrebbe scattare nel 2019 e non più nel 2018, come previsto finora. Non è il primo rinvio per questa disposizione che «disattiverà» definitivamente il meccanismo di prezzi fissi sull’energia. Oggi le tariffe sul mercato tutelato sono stabilite dall’Authority ogni tre mesi. Il mercato tutelato ha garantito bollette calmierate del 20-30% alle famiglie (e alle aziende) che con il nuovo passaggio – obbligatorio – dovranno affrontare un vero e proprio salto nel buio.

Se non ci saranno altre proroghe, nel 2019 tutti noi dovremo scegliere un operatore a tariffa libera per la nostra bolletta di luce e gas. Da qualche tempo però è già possibile passare a una società che opera in regime libero. In molti già hanno fatto questo cambio magari perché invogliati dai generosi bonus proposti dagli operatori a chi decide di fare il salto. Qualcuno, ora che è arrivata la proroga al 2019, sta provando a tornare indietro al mercato tutelato. Il rientro nella maggior tutela non è però così semplice. Spesso ci sono tempi scoraggianti di attesa che superano i due mesi. In più, per alcuni, c’è la sorpresa di salati extra-costi da pagare. Cambiare idea e tornare indietro al regime di protezione previsto dallo Stato può costare anche 50 euro.

È quel che rispondono gli operatori di Enel. Per fare il salto all’indietro, e garantirsi per altri due anni bollette della luce calmierate dall’Autority, occorre pagare un bollo di 16 euro, più altri 35 euro di deposito cauzionale. Vuol dire che la prima bolletta arriverà con un sovraccarico di 50 euro. I tempi poi, insistono gli operatori, sono lunghi. Risposta analoga anche dai call-center di A2A che, solo su esplicita richiesta di informazioni su eventuali costi, accennano ai 16 euro del bollo ministeriale.

Che fare se si vuole provare a cambiare società di luce e gas per provare a risparmiare qualcosa? Innanzitutto è bene sapere a quanto ammontano i propri consumi annui di luce e gas. Poi occorre verificare bene il prezzo unitario della nostra fornitura energetica e confrontarlo con quello proposto dai vari operatori sul mercato. Un po’ come si fa oggi con le tariffe dei telefonini. Il suggerimento che arriva dalle associazioni di consumatori è poi quello di non fidarsi di quel che viene proposto a voce dai vari «venditori». Quando si decide di passare da un operatore all’altro, bisogna sempre farsi dare il contratto scritto in modo da leggerlo con calma prima di firmare.

In rete si trovano alcuni utili strumenti che aiutano a capire le tariffe. Il sito «Trova Offerte» dell’Autorità per l’energia, per esempio, offre una panoramica completa. Sul sito www.portaletutelasimile.it sono invece elencati tutti i bonus attualmente sul mercato per invogliare i consumatori a lasciarsi alle spalle la vecchia bolletta della maggior tutela. La somma, che viene scontata dalla bolletta, varia da società a società e, in alcuni casi, supera i 100 euro.

Il maxi-sconto invoglia. Occorre però confrontare le tariffe applicate al singolo kilowatt o al metro cubo. Il bonus di benvenuto può, infatti, essere molto generoso ma poi la luce e il gas potrebbero essere più salati.

Fonte: www.lastampa.it