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laguna

TOUR DELLE ISOLE DELLA LAGUNA SUD: PARTENZA DA VENEZIA E FUSINA!

Una bellissima giornata dedicata alla nostra laguna tra natura, paesaggio, storia e tradizioni.

Per la pausa pranzo ci sarà un picnic ai murazzi di Pellestrina: si potrà portare cibo e bevande in autonomia oppure prenotare bauletti di specialità veneziane che verranno recapitati la mattina all’approdo delle Zattere.

Sarà una giornata piena di scoperte e una splendida opportunità per godere di buona compagnia e del paesaggio lagunare, il tutto nel rispetto dell’ambiente!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Ore 8.30: imbarco alle Zattere
Ore 9:00: imbarco al terminal di Fusina (Canale petroli) e navigazione verso San Pietro in Volta
Ore 11.00 visita al Museo della pesca
Ore 12:00: imbarco e navigazione
Ore 12.30 sosta ai Murazzi per pranzo al sacco
Ore 13:30 imbarco e navigazione verso Poveglia
Ore 15:00 sosta a San Servolo per passeggiata libera o visita guidata al museo della follia
Ore 17:00 rientro e sbarco alle Zattere
Ore 17:30 rientro e sbarco a Fusina

BAULETTI A KM ZERO PER IL PRANZO!

Possibilità di prenotare bauletti per il pranzo a base di specialità fresche di pesce, di carne, vegane! Ecco i menù:

* Bauletto di pesce “Deep Blue” – 13,50 EURO a persona

Capasanta gratinata
Vapore di mare
Insalata di Farro con salmone fresco
Seppia ripiena

*Bauletto vegano “Vegan White” – 13,50 EURO a persona

Parmigiana di melanzane
Farro alla mediterranea
Zucchine menta e sesamo
Carote allo zenzero

*Bauletto carne e verdure “Funny Orange” – 12,00 EURO a persona

Cous cous di verdure
Insalata di verdure con mozzarelle e pollo al sesamo
Macedonia di frutta

Per INFO E PRENOTAZIONI: VivoVenetia

TARIFFE:

Adulti: 44 EURO a persona
Bambini 6 -16 anni: 30 EURO a persona.
Tariffa famiglia: 2 adulti + 2 bambini: 120 EURO.

Opzione Menù di pesce Deep Blue: 13,50 EURO a persona
Opzione Menù vegano Vegan White: 13,50 EURO a persona
Opzione Menù verdure e carne Funny Orange: 12,00 EURO a persona

Visita guidata a San Servolo: 12 EURO a persona (in fase di prenotazione è possibile segnalare il proprio interesse; la visita si attiva con 10 partecipanti e sarà possibile saldare la quota all’imbarco).

INFORMAZIONI PRATICHE:

Si consiglia di portare un telo da giardino per la pausa picnic, protezione solare, cappellino o altro.
Esperienza adatta a bambini a partire dai 6 anni.
Prenotabile fino al 20 Luglio 2018.

INCLUSO:

Tour in barca giornata intera.
Visita al museo della pesca di Pellestrina

Bauletto per il pranzo (opzionale)
Visita guidata al Museo della Follia di San Servolo (opzionale; minimo 10 iscritti)

ESCLUSO:

I bauletti non includono bevande.
Tutto quanto non esplicitamente incluso nelle opzioni.

INFO E PRENOTAZIONI:

Via mail a info@vivovenetia.com, al tel. 041 4830469.

gas

STANGATA SULLE BOLLETTE DI GAS E LUCE CON UN INCREMENTO MEDIO DEL 7% PER FAMIGLIA

Nuova stangata in arrivo per le famiglie italiane. A partire dal primo Luglio, infatti, le bollette di luce e gas subiranno importanti aumenti, come comunicato dall’Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambienti.

La spesa per l’energia per la famiglia tipo in tutela registrerà un incremento del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas naturale, «in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l’elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre 2018».

Secondo alcuni dati la spesa (al lordo tasse) per l’elettricità per famiglia nell’anno ‘scorrevole’ (compreso tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018) sarà di 537 euro, con una variazione del +4,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a un aumento di circa 24 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa per la bolletta gas sarà di circa 1.050 euro, con una variazione del +2% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a circa 21 euro/anno.

Arera ha piegato che le motivazioni dell’aumento di luce e gas sono da ricondurre all’aumento delle tensioni internazionali, che hanno contestualmente provocato l’aumento spropositato del costo del petrolio. Negli ultimi 12 mesi, infatti, il greggio ha visto impennare il suo costo del 57%, di cui il 9% è relativo al solo mese di maggio.

A mitigare però quanto meno parzialmente gli aumenti è l’importante “scudo” congiunturale attivato dall’Autorità attraverso gli oneri di sistema, il cui prelievo tariffario è stato attenuato e compensato con le giacenze e uno scudo di cassa. Si tratta di una misura che sarà estesa sia ai consumatori tutelati che a quelli del libero mercato e resa possibile dal risanamento voluto dal Regolatore dal 2011 ad oggi, ma questo scudo dovrà essere poi ripianato nel futuro recuperando le cifre di cui saranno alleggerite le bollette con piccoli interventi dilazionati nel tempo.

Fonte: Associazione Difesa Consumatori

fisco

PERPLESSITÀ PACE FISCALE: CONDONO O MAXIROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE EQUITALIA?

Durante il 244esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, Salvini ha annunciato di voler introdurre un condono per le cartelle fino a 100.000 euro, per chiudere i debiti di tanti imprenditori, commercianti e professionisti.

La misura non avrà finalità di condono ma intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici.

Capire, oggi, come funziona la pace fiscale e chi potrà richiedere il condono delle cartelle Equitalia non è così semplice: le novità che emergono quotidianamente sono tante e spesso divergono tra loro.

Ma innanzitutto cos’è la pace fiscale e qual è il programma attualmente previsto dal nuovo Governo?

Ai contribuenti con debiti nei confronti del Fisco, stando a quanto previsto dal programma di Lega e M5S, verrà data la possibilità di aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella: l’importo dovuto verrà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura.

Potrebbero inoltre essere previste tre diverse aliquote di pagamento, pari al 25%, al 10% e al 6%, applicate in base al reddito. Ancora, secondo quanto previsto dal contratto di Governo Lega e M5S, soggetti ammessi alla pace fiscale potrebbero essere tutti i contribuenti con debiti fino a 200.000 euro. È necessario chiarire che per Lega e M5S, secondo quanto dichiarato in più interviste da Salvini e Di Maio così come trascritto all’interno del Contratto di Governo, la pace fiscale non sarà un condono ma una sorta di maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i contribuenti falliti che non hanno potuto pagare Irpef, Iva, contributi Inps e altre imposte.

Ad oggi non è ancora stata approvata alcuna legge ma è chiaro che nelle intenzioni del Governo Conte uno dei primi provvedimenti da approvare sia proprio la pace fiscale, misura necessaria anche per reperire le risorse necessarie all’introduzione della flat tax.

Pace fiscale: cos’è e come funziona il “condono” delle cartelle Equitalia

Potranno aderire alla pace fiscale i contribuenti con cartelle emesse fino al 2014, pari ad un massimo di 200.000 euro e l’importo da pagare sarà pari al 25%, al 10% e al 6% in base al reddito del debitore.

Purtroppo qui sorgono i primi dubbi: Salvini ha dichiarato di voler chiudere soltanto le cartelle fino a 100.000 euro.

Offriamo alcuni esempi di calcolo per capire come funziona:

pace fiscale al 6% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in difficoltà economica: l’importo da pagare con il meccanismo di saldo e stralcio sarà pari a 9.000 euro;

pace fiscale al 10% per debiti di 150.000 euro di un contribuente con una situazione economica nella media: saldo e stralcio e pagamento di 15.000 euro per mettersi in regola con il fisco;

pace fiscale al 25% per debiti di 150.000 euro di un contribuente in buone condizioni economiche: importo da pagare pari a 37.500 euro.

In media, secondo i calcoli effettuati da Lega e M5S, sarà necessario pagare il 15% del proprio debito fiscale per regolarizzare la propria posizione nei confronti del Fisco.

Quando sarà in vigore la pace fiscale?

Ad oggi la pace fiscale è soltanto un punto del programma di Lega e M5S in quanto il Governo Conte non ha formalmente ancora avviato la propria attività legislativa.

Fonte: Associazione Difesa Consumatori

scogliera

TORNA SABATO 30 GIUGNO ALLE ORE 21.30 L’ATTESO APPUNTAMENTO CON LA SCULTURA, IL SOLE ED IL MARE A CAORLE.

Il Premio internazionale di scultura all’aperto vede come protagonisti interventi diretti degli scultori sulla scogliera fronte mare della città di Caorle, borgo storico a soli pochi chilometri da Venezia.

Le sculture valorizzano il percorso pedonale lungo il mare, che diviene così unico nel suo genere, regalando una singolare e incantevole “passeggiata d’arte”.

L’evento conclusivo del Progetto ScoglieraViva si terrà sabato 30 giugno presso la Scogliera della Madonna dell’Angelo alle ore 21.30.

Si potranno conoscere gli artisti e i giurati e scoprire le tre nuove opere scolpite direttamente sui massi della scogliera, queste si aggiungono alle altre 100 sculture già create in passato.

La serata è presentata da Paolo Zippo di Radio Company e animata dalla musica di Funkyup.

Gli artisti Markus Wüste, Federico E. Peruzzotti e Sangam Vankhade hanno lavorato per 10 giorni (dal 21 al 30 giugno 2018), sotto gli occhi di cittadini, turisti e visitatori, per trasformare il masso della scogliera frangiflutti prescelto in una vera e propria opera d’arte!

La scogliera di Caorle è una delle più belle passeggiate sull’Alto Adriatico. L’immagine del centro storico di Caorle da un lato, ed il mare dall’altro, rappresentano una veduta tra le più suggestive, arricchita, al termine della diga, dall’antica ed affascinante chiesa della Madonna dell’Angelo.

Grazie a questa apprezzata manifestazione, l’artista regala la vita ad un masso, sprigionandone le forme che ci rimandano al mondo animale, all’uomo, all’amore, alla metafisica, attribuendo così nuovi significati ad una scogliera che oggi è fra le più famose e conosciute d’Italia.

PREMI: Il concorso giunto alla XIX edizione mira ad arricchire il patrimonio di Caorle trasformando la scogliera in una vera e propria galleria d’arte contemporanea a cielo aperto, i cui mutamenti saranno dati dal tempo e dagli agenti naturali. Il concorso prevede l’assegnazione di 3 premi in denaro di 2000 € netti ciascuno, per ognuno dei 3 artisti vincitori selezionati dalla giuria di premiazione.

Per maggiori informazioni: ScoglieraViva

euro

NUOVA NORMA: DAL MESE DI LUGLIO 2018 NIENTE PIU’ STIPENDI IN CONTANTI

Bisognerà dire addio al pagamento dello stipendio in contanti, dal mese di luglio 2018 infatti le aziende potranno retribuire i loro dipendenti solamente attraverso pagamenti tracciabili, in banca o alla Poste. Le multe in caso d’inosservanza possono raggiungere i 5000 euro.

Le aziende che pagavano lo stipendio in contanti ai lavoratori consegnando un importo più basso del netto in busta paga non potranno più farlo. Inoltre, un altro principio delle norma da sottolineare è che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce in alcun caso prova dell’avvenuto pagamento dello stipendio.

METODI DI RETRIBUZIONE: I datori di lavoro dal 1° luglio 2018 sono tenuti a corrispondere ai lavoratori la retribuzione e gli anticipi sulla stessa tramite banca o ufficio postale con uno dei seguenti mezzi di pagamento:

-bonifico sul conto del lavoratore;

-strumenti di versamento elettronici;

-pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale in cui il datore ha un conto corrente di tesoreria aperto con mandato di pagamento;

-assegno da consegnare al dipendente o a un suo delegato, in caso d’ impedimento. (L’impedimento s’intende comprovato se il delegato è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale di età non inferiore a sedici anni.)

Teniamo a ribadire che: la firma del lavoratore sulla busta paga non prova l’avvenuto pagamento dello stipendio.

 Il divieto di pagare in contanti lo stipendio riguarda coloro che hanno un contratto di lavoro subordinato : a tempo indeterminato; a tempo determinato; a tempo pieno; part-time; contratto di apprendistato; contratto di lavoro flessibile; lavoratori soci di cooperative con contratti subordinati.

ALCUNE ECCEZIONI – Sono poche le eccezioni di lavoratori esclusi dalle riforma sui pagamenti degli stipendi. Tra questi i dipendenti delle PA, i lavoratori domestici (colf, badanti e baby sitter potranno quindi continuare ad essere pagati in contanti), i tirocini, i rapporti autonomi occasionali e le borse di studio.

SANZIONI – Le multe a cui vanno incontro i datori di lavoro che non sono in regola variano da 1.000 euro a 5.000 euro.

Fonte: ADICO

park

“IMPOSSIBILE PARCHEGGIARE IN PIAZZALE ROMA PER LE PERSONE DISABILI” : QUESTA LA DENUNCIA DI UN 60ENNE COSTRETTO IN SEDIA A ROTELLE.

Un sessantenne di Spinea costretto in sedia a rotelle, ha provato per ben cinque volte consecutive a prenotare il parcheggio nell’autorimessa comunale di piazzale Roma e tutte e cinque le volte gli è stato ripetuto che i quattro posti per disabili prenotabili 24 ore prima erano già tutti riservati.

Maurizio Biasutto , questo il nome del 60enne, ha voluto cosi’ verificare di persona, dopo il quinto tentativo, ma andando in piazzale Roma ha scoperto che i posti in questione erano al momento vuoti e quindi disponibili. Inoltre ha potuto constatare che anche gli altri dieci parcheggi riservati ai disabili, ma non prenotabili, erano vacanti. Secondo quanto riferito dallo stesso Biasutto all’ufficio legale dell’Adico al quale si è rivolto per chiedere assistenza, quelle soste sono state riservate a non meglio specificate associazioni. Alla fine l’uomo ha dovuto arrendersi e trovare un parcheggio esterno, che ha dovuto pagare. Ma prima ha chiesto l’intervento della Polizia locale la quale ha verificato che in effetti quel giorno gran parte delle soste per disabili nell’autorimessa comunale erano comunque libere.

Le persone costrette in carrozzina che arrivano in macchina in piazzale Roma non hanno alcun diritto dettato dalla loro condizione svantaggiata.

In pratica nell’autorimessa comunale di piazzale Roma i posti riservati ai disabili dovrebbero essere quattordici. Quattro possono essere prenotati (almeno 24 ore prima), sperando di trovarli liberi. Mentre gli altri dieci non prenotabili sembrano essere stati assegnati ad alcune associazioni le quali possono disporre del posto in qualsiasi momento senza neanche l’ausilio di prenotazione e come è successo al signor Biasutto sembra che non siano sempre occupati. Ora l’Associazione Difesa Consumatori Adico chiede spiegazioni all’amministrazione comunale, perché ritiene vergognosa una situazione di questo genere. In questo caso il problema inoltre è stato denunciato da una persona disabile che vive nel nostro territorio, che è una cosa grave ma supponiamo che al suo posto ci fosse un turista straniero che figura ci fa Venezia se pone anche queste limitazioni che rappresentano delle metaforiche barriere architettoniche?

Fonte: ADICO

agricoltura bio

FESTA DEGLI AGRICOLTORI BIODINAMICI VENETI: GIORNATA DI SCAMBIO PER PARLARE DI AGRICOLTURA BIODINAMICA VENETA

Una giornata rivolta agli agricoltori biodinamici e alle loro famiglie, ma anche agli agricoltori biologici interessati al metodo biodinamico. E’ il primo evento che viene organizzato per parlare di agricoltura biodinamica veneta ascoltando le esperienze reali degli agricoltori.

L’Associazione produttori biologici e biodinamici del Veneto (AVEPROBI) e il Gruppo Arena biodinamica, in collaborazione con l’Associazione biodinamica italiana, Demeter e La Biolca hanno organizzato per Domenica 24 giugno 2018 alle ore 10.00 presso l’agriturismo Corte all’Olmo in via Belfiore a Verona “la Festa degli agricoltori biodinamici veneti”, una giornata di scambio per parlare di agricoltura biodinamica veneta.

Una giornata rivolta agli agricoltori biodinamici e alle loro famiglie, ma anche agli agricoltori biologici interessati al metodo biodinamico.

I rappresentanti delle maggiori organizzazioni italiane legate alla biodinamica porteranno il loro saluto poi saranno gli agricoltori a prendere la parola per portare la loro esperienza concreta e pratica legata dell’agricoltura biodinamica nel territorio veneto.

Durante tutto lo svolgimento della Festa sarà inoltre disponibile un punto ristoro con prodotti agricoli biodinamici coltivati dagli agricoltori del gruppo Arena biodinamica. E’ il primo evento che viene organizzato per parlare di agricoltura biodinamica veneta ascoltando le esperienze reali degli agricoltori.

Ormai le realtà presenti sono tante e tali da portare un grande valore aggiunto all’agricoltura veneta, che si è resa necessaria una FESTA per far conoscere questa realtà produttiva che sta dando grandi soddisfazioni agli agricoltori.

Precisiamo che la festa è rivolta esclusivamente ad agricoltori e produttori biologici e biodinamici (e loro familiari), ma non a consumatori e/ o altri operatori economici.

Chi fosse interessato a parteciparvi deve fornire una preiscrizione inviando semplicemente una email all’indirizzo: info@aveprobi.org specificando nome e cognome, numero partecipanti, e tipologia azienda (biologica o biodinamica).

Coordinatore dell’evento: Dr Adriano Zago info@adrianozago.eu

L’Agriturismo Corte all’Olmo:

L’Azienda agricola Corte all’Olmo che si estende su circa 180.000 metri quadrati di terreno, è ubicata a Cà di David Verona, a soli 9 chilometri dal centro città. Nella proprietà insiste un fontanile, un punto in cui l’acqua delle falde affiora alla superficie, formando una polla limpida e pulita che si mantiene ad una temperatura costante (10/15°C) in ogni stagione dell’anno. Dal 1999, l’azienda produce solo con il sistema biologico, e questo ha favorito un ripopolamento spontaneo della fauna e della flora: si incontrano cinciallegre, cardellini, una coppia di falchi una famiglia di upupe, lepri, fagiani, il martin pescatore, e una vegetazione autoctona varia ed abbondante. La Corte all’Olmo, a discapito della crescente urbanizzazione e industrializzazione, propone un ambiente naturale, in cui è praticata l’agricoltura biologica: si coltivano kiwi, pesche, mele, pere albicocche, prugne, susine, cachi, un produttivo orto familiare, piante officinali e animali da cortile e due asini.

virus

ITALIA AL QUARTO POSTO NEL MONDO PER NUMERO DI ATTACCHI RANSOMWARE SUBITI NELL’ ULTIMO ANNO

Il malware blocca l’accesso al computer e offre al suo proprietario la restituzione dei propri dati in cambio di denaro. Un vero e proprio riscatto elettronico. Il nostro paese è tra i più colpiti al mondo.

Gli attacchi di sistemi ransomware e di virus informatici che bloccano i documenti chiedendo un riscatto rappresentano una vera e propria minaccia per le aziende e per le imprese industriali, in particolare vengono colpite quelle che dispongono di infrastrutture più delicate poiché l’attività dei vari malware causa l’interruzione di tutti i processi industriali. Il malware infatti blocca l’accesso a un computer e offre al suo proprietario la restituzione dei propri dati in cambio di denaro. Un vero e proprio riscatto elettronico. Sugli schermi dei computer presi di mira, che non possono essere riavviati, appare un messaggio che chiede una somma per sbloccare i dati.

Il nostro paese è tra i più colpiti al mondo, secondo Datamanager tra il mese di marzo e aprile 2018 l’Italia è risultata quarta al mondo per numero di attacchi malware subiti, con un totale del 13% nella media europea. Il ransomware WannaCry ha intaccato in 150 paesi di tutto il mondo computer di persone e imprese coinvolte in vari e diversi tipi di produzione, infrastrutture urbane, impianti e raffinerie. Si stima inoltre che lo 0,5% dei computer sia stato attaccato almeno una volta nella prima metà del 2017.

Questi attacchi informatici rappresentano purtroppo una minaccia concreta per le aziende di tutto il mondo, soprattutto per le filiere logistiche costituite da vari organizzatori industriali.

Per rispondere alla minaccia è stato indetto un simposio scientifico internazionale INCOM2018 – Information Control Problems in Manufacturing (Bergamo, 11-13 giugno 2018), organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e congiuntamente dal Politecnico di Milano,

L’ Italia inoltre, nelle ultime settimane sta combattendo contro un malware, chiamato Ursnif , in grado di rubare password usate per operazioni di home banking, acquisti online e posta elettronica. Lo hanno scoperto i ricercatori di CSE, CybSec Enterprise; le vittime di Ursnif ricevono un’email con allegato un documento Word che richiede l’abilitazione di una serie di comandi che permettono la visualizzazione dello stesso. Il malware è programmato per sopravvivere e restare attivo anche al riavvio del computer, in questo modo il programma garantisce a se stesso la propria esecuzione ogni volta che il pc viene acceso.

Fonte: Comunicazione globale

pensioni

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DEL GOVERNO CONTE RISCHIA DI AVVANTAGGIARE I LAVORATORI PIÙ FORTI

Dalle prime indiscrezioni sul dossier sul tavolo del Nuovo Governo Lega Cinquestelle la riforma delle pensioni potrebbe avvantaggiare gli impiegati pubblici a discapito di anziani disoccupati e lavoratori impegnati in attività gravose.

La riforma sembra proprio favorire i lavoratori più «forti» come gli uomini residenti al Nord e con impieghi più stabili mentre potrebbe portare ad un’uscita più lontana nel tempo le donne e coloro che hanno avuto lunghi periodi di disoccupazione e cassa integrazione.

Dalle ultime notizie sembra possa essere accantonata l’esperienza dell’Ape social ma anche la pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica prevista ora per i lavoratori precoci impegnati in attività gravose o per quelli e che pur contando su questo numero di anni di contributi ora sono disoccupati. Si sta prendendo in considerazione la cosiddetta quota 100 con almeno 64 anni di età (e quindi almeno 36 di contributi) o un’uscita con 41 anni e mezzo di contributi. Ma vediamo nel dettaglio alcuni esempi di quali lavoratori potrebbero guadagnarci e quali perderci nel 2019 rispetto alla situazione attuale.

IMPIEGATO PUBBLICO NATO NEL GENNAIO 1955 CHE LAVORA DALL’82: CI GUADAGNA, potrebbe andare in pensione nel gennaio 2019, a 64 anni con 37 anni di contributi. Con le regole attuali resterebbe invece al lavoro fino al 2022, uscendo dopo i 67 anni di età dato che dovrebbe esserci un nuovo scatto per l’aspettativa di vita.

DONNA ORA DISOCCUPATA NATA NEL GENNAIO 1956 CHE HA LAVORATO DAL 1985 al 2015: CI PERDE. Se l’Ape social continuasse nel 2019 potrebbe chiedere a 63 anni e 5 mesi di avere il sussidio dato che è ha esaurito da oltre tre mesi la Naspi, è disoccupata e ha almeno 30 anni di contributi. Le madri, al momento, hanno poi un maggiore ‘scontò sui contributi per ogni figlio: un anno per figlio con un massimo di due anni. Con le nuove regole previste dalla nuova riforma, non avendo i contributi necessari alla quota 100 potrebbe dover aspettare – se non ci sarà una clausola di salvaguardia ad hoc – i 67 anni andando quindi nel 2023 (a questo andrà aggiunta la nuova aspettativa di vita nel 2021 e nel 2023).

LAVORATORE PRECOCE NATO ALL’INIZIO DEL 1960 CHE LAVORA DA 1978 CON LUNGHI PERIODI DI CASSA INTEGRAZIONE, impegnato in attività GRAVOSE. CI PERDE: Con le regole attuali uscirebbe nel 2019 con 41 anni e cinque mesi di contributi (l’anno prossimo scatta l’aumento di cinque mesi legato all’aspettativa di vita). Con le riforma dai 41 anni e mezzo di contributi necessari verrebbero esclusi alcuni anni di contributi figurativi previsti dalle regole sulla cassa integrazione e dovrebbe aspettare di avere 43 anni e tre mesi di contributi e uscire con la pensione anticipata.

LAVORATORE NATO NEL 1956 IMPIEGATO IN UNA GRANDE AZIENDA DAL 1978 SENZA AVER MAI AVUTO PERIODI DI CONTRIBUZIONE FIGURATIVA: CI GUADAGNA; con le nuove regole andrebbe in pensione nel 2019 con 41 anni e mezzo di contributi. Con le regole attuale dovrebbe aspettare di raggiungere almeno i 43 anni e tre mesi di contributi uscendo nel 2021 (e subendo probabilmente un nuovo aumento dell’aspettativa di vita).

PENSIONATO «D’ORO»: CI PERDE, MA NON È DETTO: se scattano i tagli alle pensioni superiori ai 5.000 euro netti (circa 8.500 euro lordi) per la parte del trattamento non legata ai contributi versati ci perde circa il 5-6% dell’assegno. Ma se in contemporanea viene introdotta la flat tax facendo parte della fascia reddituale più alta ci guadagna.

Fonte: ADICO

tax

NUOVO MODELLO FISCALE A DUE ALIQUOTE NEL PIANO DEL GOVERNO CONTE: 15% e 20% IN BASE AL REDDITO

La rivoluzione fiscale è rimandata ma solo in parte, a partire dal 2020 i cambiamenti saranno consistenti; le famiglie italiane potranno contare su due aliquote,  con risparmi soprattutto per i contribuenti appartenenti alla fascia medio alta.

Per chi guadagna di meno, scatterà un meccanismo di deduzioni e detrazioni che dovrebbe distribuire i vantaggi su tutte le fasce di reddito. Inoltre verrà inserita una clausola di salvaguardia che consentirà in ogni caso di non pagare più tasse rispetto ad oggi.

Che cos’è la flat tax? La flat tax è un modello fiscale che si applica attraverso l’introduzione di una tassa piatta basata SOLO ed esclusivamente su 1 aliquota bassa e unica per tutti, capace di ridurre fortemente l’evasione e di aumentare le entrate dello Stato. In pratica la flat tax è una tassa piatta e unica, molto più bassa di quelle attualmente presenti in Italia, che qualora introdotta, porterebbe ad avere un’imposta unica sui redditi intorno al 15-20%.

FAMIGLIE: DUE ALIQUOTE La rivoluzione vera e propria scatterà nel 2020 e, quindi, con le dichiarazioni del prossimo anno. In sostanza, più che una flat tax si dovrebbe parlare di una ‘dual tax’, poiché appunto prevede due aliquote. Una del 15% per i redditi familiari fino a 80mila euro, l’altra al 20% per chi guadagna di più. Per la prima fascia, inoltre, dovrebbe scattare una riduzione fissa di 3mila euro. Per i redditi fino a 35mila euro, la riduzione riguarderà tutti i familiari. Fra i 35 e i 50mila euro, la riduzione scatterà solo per i familiari a carico. La rivoluzione fiscale del governo giallo-verde dovrebbe costare fra i 35 e i 40 miliardi. Oggi invece ci sono 5 aliquote e altrettanti scaglioni Irpef. Il primo comprende i contribuenti con un reddito compreso tra 0 e 15.000 euro l’anno. In questo caso l’aliquota Irpef è del 23%. Il secondo scaglione va da 15.001 a 28.000 euro, con un’aliquota del 27%. Il terzo scaglione è compreso tra 28.001 e 55.000 euro e l’aliquota è fissata al 38%. Il quarto coinvolge i contribuenti da 55.001 a 75.000 euro: l’aliquota è del 41%. Oltre i 75.000 euro di reddito, quinto e ultimo scaglione, aliquota al 43%.

IMPRESE: 15% – Per le imprese individuali e le società di persone la flat tax esiste già. Si chiama Iri (imposta sul reddito di impresa) ed è stata introdotta con la finanziaria del 2017. L’aliquota, però, è del 24%, molto più alta della flat tax per le imprese che nel contratto giallo-verde si attesta sul 15%. Il risparmio potrebbe essere considerevole.

Meno Irpef ma più Iva? Per ora è solo un’ipotesi ma l’idea di spostare una parte del carico fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette non è mai tramontata del tutto. E potrebbe dare un contributo sostanzioso per far partire la riforma fiscale. Se davvero l’esecutivo ha intenzione di disinnescare completamente le clausole di salvaguardia sottoscritte dall’Italia con Bruxelles, dovrebbe tirare fuori almeno 31,5 miliardi nei prossimi due anni (12,4 nel 2019 e 19,1 nel 2020). Tutti interventi per i quali occorre trovare coperture strutturali e non una tantum. Se le clausole non saranno cancellate nella prossima manovra, dal primo gennaio 2019 l’aliquota intermedia dell’Iva passerà dal 10 al 12%, e al 13% dal 2020, mentre l’aliquota ordinaria passerà nel 2019 dal 22 al 24,2% e al 24,9% nel 2020, anno in cui scatterà anche l’aumento delle accise sui carburanti per 300 milioni. Per il momento, tuttavia, tutte le forze politiche si sono dette contrarie all’aumento dell’Iva. Operazione difficile da giustificare dopo una campagna elettorale che ha avuto proprio nel taglio delle tasse uno dei principali cavalli di battaglia.

COPERTURE : Per finanziare la flat tax Lega e M5S prevedono una sorta di rottamazione delle cartelle ex Equitalia accumulate fino al 2015. Lo sconto sarà però legato al reddito del contribuente moroso. E saranno favoriti i cittadini più deboli. Ci sarà anche una revisione dei trasferimenti dello Stato alle imprese: oggi si attestano intorno ai 30 miliardi.

Fonte: ADICO