Archivi categoria: Eventi Culturali

personale Gabriella Santuari

IL VOLTO, L’ANIMA E LO SPECCHIO. PERSONALE DI GABRIELLA SANTUARI – 22 LUGLIO ORE 18.30 SPINEA, VENEZIA

Sabato 22 luglio alle 18.30 inaugura la personale dell’artista Gabriella Santuari, dal titolo: “Il Volto, l’Anima e lo Specchio”, con presentazione critica di Barbara Codogno.

Continua il ciclo di mostre d’arte contemporanea all’interno dell’Oratorio di Santa Maria Assunta recentemente restaurato, spazio che il Comune di Spinea ( Venezia ) ha affidato alle curatrici Adolfina De Stefani e Luciana Zabarella per una valorizzazione all’insegna dell’arte e della cultura.

Nel solco di una tradizione poetica quanto mai nitida e che senz’altro si dipana a partire da quelle riflessioni che animarono anche la ricerca di Giosetta Fioroni, Gabriella Santuari propone al pubblico una serie di opere digitali, sulle quali poi interviene pittoricamente, aventi come principale soggetto il volto femminile.

A dire il vero Santuari, nonostante le svariate sperimentazioni e le molteplici incursioni anche in altri ambiti di senso, ha da sempre avvicinato l’anima femminile attraverso la priorità del volto. Questi volti, impressi su tele di grande formato, ed eseguiti con taglio fotografico e forte impatto cromatico, riverberano misteriosi paesaggi intimi, emotivi e psicologici.

Nei lavori di Santuari la luce è componente determinante e preponderante – spiega Codogno – tanto da ricordare il mito di Diana e Atteone: era mezzogiorno, momento di massima luce, quando Atteone fu accecato dal palesarsi della Dea, e poi trascinato nelle tenebre della trasmutazione”.

I volti di Santuari sono cesellati da una luce talvolta opaca, talvolta opalescente; momenti di rara perfezione stilistica e poetica.

Non è un caso che Santuari associ il volto all’anima e allo specchio: “Si pensi all’etimologia stessa di pupilla – spiega ancora Codogno – che deriva da pupa, ossia l’immagine ridotta di me stesso che vedo riflessa in quello specchio che sono gli occhi dell’altro”. Lo specchio è inoltre a fondamento dell’auto-rappresentazione del sé nella storia della nostra civiltà, come ci suggeriscono gli antichi greci.

Completa la mostra un’installazione composta da alcuni specchi disposti in terra e che riflettono alcuni aforismi scritti a rovescio sul fondo di scatole specchianti appese al soffitto. Il pubblico, per cercare di decodificare il messaggio, dovrà specchiarsi a propria volta, unendo così immagine e parola; divenendo progetto di senso attraverso la testimonianza del proprio io allo specchio. Anche le scatole saranno specchianti, per aumentare la luminosità e accentuare i riflessi che derivano dalla luce esterna.

Ingresso libero
Orari mostra: dal 22 luglio al 6 agosto; dal mercoledì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00. Sabato e domenica: dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.
Oratorio di Santa Maria Assunta, Via Rossignago 30038 Spinea, Venezia.

Info: www.gabriellasantuari.it + 39 340 3474414

Nota biografica dell’artista:
Gabriella Santuari è un’artista poliedrica, perché ama dipingere, fare sculture e creare installazioni.
Interessata al riciclo (le sue prime “scatole” risalgono a una ventina di anni fa), usa contenitori vari di cartone per cibo o vestiario ove inserisce piccoli lavori grafici o pittorici e “objets retrouvés”. Con questa tipologia di opere è stata ospite della Biennale di Venezia nel 2007 e nel 2013, nelle mostre P3, Performative Paper Project e Overplay. E’ inoltre molto interessata al mondo femminile, di cui esprime le emozioni attraverso la rappresentazione di volti. Con questo tipo di produzione artistica è stata ospite di gallerie e di numerosi Istituti Italiani di Cultura in Europa, America e Australia, con mostre personali e collettive.

Alicia Eggert mostra

MOSTRA PERSONALE DI ALICIA EGGERT IN PORTOGALLO DAL 17 GIUGNO AL 16 SETTEMBRE

Alicia Eggert, vincitrice del premio “Artist in Gallery” al 10° Premio Arte Laguna, inaugura la mostra personale “Signs and Wonders” presso Galeria Fernando Santos a Porto, Portogallo.

L’artista americana, Alicia Eggert, inaugura la sua prima personale in Portogallo. La mostra dal titolo “Signs and Wonders”nasce dalla collaborazione instauratasi tra il Premio Arte Laguna e Galeria Fernando Santos, che ha selezionato Alicia come vincitrice del premio “Artist in Gallery” nell’ambito della 10. edizione del concorso.

La mostra “Signs and Wonders” espone opere interdisciplinari della produzione più recente dell’artista americana, in particolare in mostra si possono vedere le stampe lenticolari che muovendosi mostrano due diverse affermazioni per spingere lo spettatore a indagini riflessive e filosofiche.

Il titolo trae ispirazione dall’insegnamento che Alicia ha ricevuto come figlia di un ministro della chiesa del cristianesimo pentecostale: “Se non vedete segni e miracoli” disse Gesù in Giovanni 4:48, “voi non crederete.” L’artista, che da adulta è diventata atea, è arrivata a realizzare che arte, religione e scienza – spesso in opposizione – hanno qualcosa di molto importante in comune: il miracolo. Il miracolo è sia cognitivo, sia spirituale, è la curiosità che ci guida alla scoperta di cose nuove verso noi stessi e il mondo che ci circonda, ma è anche la sensazione che proviamo quando incontriamo cose che vanno oltre la nostra comprensione.

Alicia Eggert nasce in New Jersey, Stati Uniti nel 1981, è un’artista interdisciplinare e le sue opere si focalizzano sulla relazione tra linguaggio, immagine e tempo. Ha esposto presso numerose istituzioni nazionali e internazionali e ha ricevuto numerose onorificenze e premi.

Artista: Alicia Eggert
Mostra: 17 Giugno – 16 Settembre
Location: Galeria Fernando Santos
Espaço Padaria Independente, Rua Adolfo Casais Monteiro – Porto
http://www.premioartelaguna.it/mostre-premi-speciali/1721-alicia-eggert-galeria-fernando-santos

Fino alla fine del mare

ART NIGHT VENEZIA – MOSTRA “FINO ALLA FINE DEL MARE” SABATO 17 GIUGNO

Nella notte dedicata all’arte e alla cultura, la mostra “Fino alla fine del mare” dell’artista Jacopo Di Cera resterà aperta fino alle 2:00.

Il progetto fotografico “Fino alla fine del mare” vuole raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, in una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno in parte prelevati dal cimitero della barche di Lampedusa. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio. È il traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda occasione.

L’uomo cantami dea, l’eroe del lungo viaggio, colui che errò per tanto tempo dopo che distrusse la città sacra di Ilio.
Vide molti paesi, conobbe molti uomini, soffrì molti dolori, nell’animo, sul mare, lottando per salvare la vita a sé, il ritorno ai suoi compagni.

Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia dei migranti.

Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, per mostrare come solo utilizzando il colore e la forma si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

INFORMAZIONI
Sabato 17 Giugno
Venezia, Campo San Stae, Palazzo Priuli Bon
dalle 21:00 alle 2:00:
info tematiche ed approfondimenti sull’intero progetto, sulle tecniche utilizzate con i curatori della mostra
dalle 21:00 alle 23:00: si esibirà in acustico il gruppo musicale “I Punk y Nada”
Ingresso gratuito

www.facebook.com/events
finoallafinedelmare.com

 

 

Carla Rigato a Venezia per la Biennale al padiglione Tibet e la doppia personale “Allotropi” alla Galleria L’Oleandro Rosa.

Carla Rigato a Venezia per la Biennale d’Arte e la doppia personale “Allotropi”

Carla Rigato a Venezia per la Biennale d’Arte e la doppia personale “Allotropi”

Dalla Triennale di Roma al Vittoriano lo scorso marzo a Venezia per la Biennale al padiglione Tibet e la doppia personale “Allotropi” alla Galleria L’Oleandro Rosa. E poi, tra qualche settimana, la Biennale di Scultura a Piazzola sul Brenta (Padova).

Per l’artista padovana Carla Rigato il 2017 è già un anno ricco di soddisfazioni e importanti traguardi. Il prossimo appuntamento sarà a Venezia sabato 13 maggio ore 18.00 per l’inaugurazione del PADIGLIONE TIBET evento parallelo 57. Mostra Internazionale d’Arte “la Biennale di Venezia” che quest’anno si terrà nel prestigioso Palazzo Zenobio (Fondamenta del Soccorso 2596). Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi,  è ormai un appuntamento consolidato per Venezia che anche questa estate sarà invasa pacificamente da immagini, colori, atmosfere e suoni del Tibet, accomunando le molteplici “anime” di queste progetto: artistica, spirituale, culturale.

Gli artisti invitati per questa edizione sono stati chiamati a reinterpretare le bandiere di preghiera “Lung-Ta” (letteralmente cavalli di vento), veri simboli che enfatizzano e racchiudono in sé la spiritualità tibetana ed il desiderio innato di questo popolo di abbracciare l’intera razza umana in una grande preghiera collettiva. L’opera realizzata a quattro mani da Carla Rigato e Giampietro Cudin è “FiloPreghiera Libertà, Pace & Gioia” una delicata struttura filiforme su cui ondeggiano delicate bandierine portatrici di poetici messaggi silenti che attendono di essere osservate ed ascoltate. Carla Rigato intreccia “libertà” con spessi fili di lana rossi e verdi, un simbolo caro alla poetica dell’artista che richiama il concetto di “parola” qui cucita insieme a piccoli frammenti di specchio su cui riflettere e riflettersi.

A Venezia sabato 13 maggio ore 20.00 a cittadellarte Galleria L’Oleandro Rosa (San Marco 1958, Calle de la Fenice) inaugura anche la doppia personale ALLOTROPI – CARLA RIGATO E GIORGIO TRINCIARELLI a cura di Adolfina de Stefani con la presentazione critica di Barbara Codogno.

“Pur nella differenza semantica di espressione e di segno – spiega Barbara Codogno – si scorge, nelle opere di Carla Rigato e di Giorgio Trinciarelli una potenza espressiva che rimanda ai primordi energetici della creazione del mondo. Agli ALLOTROPI, dal greco Allos ( altro ) e Tropos ( modo ), i primi atomi rintracciati agli albori della vita e formati dallo stesso elemento chimico. Così come in linguistica, gli allotropi vengono detti etimologici, perché riferiti a vocaboli di significato diverso o affine, che risalgono per vie differenti alla stessa forma originaria.

Carla Rigato con peculiarità femminile, rintraccia l’origine. Il cominciamento del mondo appare grazie all’esplosione vitale degli elementi naturali. Mediante la potenza del colore intravediamo forme energetiche e figure in embrione uscire dalla placenta dell’incerto, eppur potente amalgama. La vita è in nuce. L’ “astrattismo” dell’autrice ci dirige verso un figurativo appena percepito, astratto. Percepiamo chiaramente come dall’energia cosmica si faccia strada la vita. Rigato dipinge il momento decisivo: gli elementi, le particelle elementari, tutte le forze naturali si stanno concretamente avviluppando. Per dare origine al mondo.”   — Barbara Codogno

 

BIOGRAFIA – L’arte di Carla Rigato è espressione del nostro tempo. Con passione e forza visionaria ha messo sotto esame le principali fonti della pittura del Novecento, dall’Espressionismo all’Astrattismo, per coglierne gli aspetti che meglio traducono il senso di contemporaneità. La sua ricerca pittorica si lancia da queste basi alla conquista di un linguaggio nuovo, moderno, musicale, flessibile, contrassegnato da note coloristiche inconfondibili che ne stimolano una lettura unica. Oltre alle numerose presenze in rassegne collettive e mostre personali, sia nazionali che internazionali, Carla Rigato ha esposto i suoi lavori al Padiglione Italia della 54° Mostra Internazionale d’Arte “la Biennale di Venezia” mentre alla 55° Biennale di Venezia è stata ospitata al Padiglione Tibet e all’evento collaterale Overplay. Nel 2015 è stata tra gli artisti selezionati all’Expo Milano 2015 – Padiglione Aquae Venezia. Da segnalare nel 2016 la partecipazione alla mostra “Padiglione Tibet. Il padiglione per un paese che non c’è” (evento nato alla Biennale d’Arte di Venezia) al Castello Visconteo di Pavia e la personale “Poesia e sinfonie dell’informale” alla Galleria La Teca di Padova.

 

CARLA RIGATO CONTATTI:

Atelier / Studio Via Roma, 71 b
35036 Montegrotto Terme – Padova
www.carlarigato.it
www.facebook.com/carlarigatoartista/

 

INFORMAZIONI:

PADIGLIONE TIBET 

Evento Parallelo alla 57. Mostra Internazionale d’Arte “la Biennale di Venezia”
a cura di Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio (Fondamenta del Soccorso 2596, Venezia)
10 maggio – 10 agosto 2017

www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | +39 320 9621497

ALLOTROPI – Carla Rigato e Giorgio Trinciarelli
a cura di Adolfina De Stefani
presentazione e critica di Barbara Codogno
cittadellarte, Galleria L’Oleandro Rosa
San Marco 1958, Calle de la Fenice, Venezia
14 maggio – 4 giugno  2017
www.cittadellarte.org | info@cittadellarte.org | +39 349 8682155

Giorgio-Trinciarelli-carla-rigato-venezia

WUNDERKAMMER – DUE cittadellarte GALLERIA L’OLEANDRO ROSA

WUNDERKAMMER – DUE

cittadellarte

GALLERIA L’OLEANDRO ROSA

San Marco, 1958 Calle De La Fenice, VENEZIA

Carla Rigato e Giorgio Trinciarelli

ALLOTROPI

a cura di Adolfina De Stefani

presentazione e critica di Barbara Codogno

“Pur nella differenza semantica di espressione e di segno si scorge, nelle opere di Carla Rigato e di Giorgio Trinciarelli, una potenza espressiva che rimanda ai primordi energetici della creazione del mondo. Agli ALLOTROPI, dal greco Allos ( altro ) e Tropos ( modo ), i primi atomi rintracciati agli albori della vita e formati dallo stesso elemento chimico. Così come in linguistica, gli allotropi vengono detti etimologici, perché riferiti a vocaboli di significato diverso o affine, che risalgono per vie differenti alla stessa forma originaria.

Carla Rigato, con peculiarità femminile, rintraccia l’origine. Il cominciamento del mondo appare grazie all’esplosione vitale degli elementi naturali. Mediante la potenza del colore  intravediamo forme energetiche e figure in embrione uscire dalla placenta dell’incerto, eppur potente amalgama. La vita è in nuce.

L’ “astrattismo” dell’autrice ci dirige verso un figurativo appena percepito, astratto. Percepiamo chiaramente come dall’energia cosmica si faccia strada la vita. Rigato dipinge il momento decisivo: gli elementi, le particelle elementari, tutte le forze naturali si stanno concretamente avviluppando. Per dare origine al mondo.

Giorgio Trinciarelli, nel suo procedere – che è analitico, e quindi più rigoroso e razionale – ci parla anch’egli alla nascita del cosmo, con passo matematico e cerebrale. Le sue sculture, così come le sue chine, sono matrici modulari, codici genetici, figure tridimensionali che racchiudono il segreto chimico del cosmo.

Le opere di Trinciarelli possono definirsi al contempo “naturali” e “artificiali”, ricordano gli algoritmi matematici alla base della vita. Alcuni suoi lavori sembrano partire dalle forme dell’acido nucleico per approdare a geometrie celesti, metafisiche”.

                                                                                                                                Barbara Codogno

Carla Rigato:

Nata a Padova, vive e lavora a Montegrotto Terme. Vantaun’intensa attività nazionale e internazionale, testimoniate dalla sua presenza in importanti mostre collettive e personali. L’arte di Carla Rigato è espressione del nostro tempo. Con passione, forza visionaria e linguaggio personale ha affrontato le principali fonti della pittura del Novecento, dall’Espressionismo all’Astrattismo, per coglierne gli aspetti che meglio traducono il senso di contemporaneità. La sua ricerca pittorica parte da queste basi alla conquista di un linguaggio nuovo, moderno, musicale, flessibile, contrassegnato da note coloristiche inconfondibili che ne stimolano una lettura unica. La ricerca stilistica di Carla Rigato si esprime attraverso la forza e l’energia, fermate per un istante sulla tela dal gesto pittorico per poi tornare a vibrare nello spazio dipinto. Il risultato sono opere senza spazio e senza tempo in totale libertà compositiva, pennellate dense e materiche: una memoria pregna di sensazioni, di emozioni, di suggestioni catturate e rimandate direttamente sulla tela dalla materia del colore.

 

Un colore a volte violento, drammatico, corrosivo, a volte morbido, lirico, melodico. Anche quando il linguaggio figurativo riappare è pur sempre trasfigurato dal colore, dalla libertà della pennellata, dall’intensità dell’emozione, dalla poetica dell’interiorità. La pittura di Carla Rigato è carne e respiro, è spirito e sangue, è fuoco aria terra e acqua: ogni tela mette a nudo la sua anima per donarci spazi di meditazione che invitano alla scoperta delle profondità dell’essere.

Giorgio Trinciarelli:

Nato a Volterra (PI) nel 1958, dal 1959 vive a Mestre dove lavora come medico psichiatra. Inizia a praticare la scultura all’età di  17 anni.

Il segno e la materia sono il filo conduttore da sempre presente nelle sue opere. Le sue opere si dividono in due grandi gruppi: Segni e Suture. I “Segni” rappresentano il corpo delle opere, l’essenza, l’aspetto più intimo, il filo conduttore. Sono segni che nascono nella massima libertà e si sviluppano per logiche formali. Le “Suture” risentono del dramma sociale e psicologico che l’autore  intercetta nel suo lavoro di psichiatra, delle lacerazioni del connettivo sociale. Nelle suture il segno si fa più violento, più drammatico e il polistirolo e la ceramica raku sono il luogo più adatto ad accogliere questa energia. Le suture trovano poi  nelle acqueforti, nelle chine e negli acrilici un loro naturale luogo di maturazione e di sviluppo.

L’autore predilige, nell’ambito di questa esposizione, alcuni precisi materiali a partire dall’alabastro che è, insieme al ferro, uno dei primi materiali che ha utilizzato per le sculture. Rappresenta il legame con la terra di origine. L’alabastro, per la sua morbidezza, si presta particolarmente ad una lavorazione duttile e varia, di cui all’artista piace esaltare l’essenza, data dalle venature, trasparenze e opacità naturali. L’autore lavora inoltre il bronzo, brunito, satinato, lucido od ossidato:  un materiale che, a seconda del punto di osservazione, dialoga sempre con la luce. Il polistirolo, in particolare quello nero, è una scoperta relativamente recente dell’artista. Poco utilizzato in scultura, è per l’artista fonte di continue scoperte. Pur considerandosi sostanzialmente uno scultore, Trinciarelli ha sempre dipinto, soprattutto chine, acrilici e acquerelli. La china con il suo nero profondo e luminoso permette all’autore l’invenzione e la sperimentazione di segni grafici.

Da anni attiva nella compagine dell’arte contemporanea sia come artista che come curatrice, Adolfina De Stefani, coadiuvata dall’Associazione Culturale “cittadellarte” ha intrapreso una nuova importante avventura che direziona il raggio del suo intervento organizzativo e creativo nel cuore di Venezia, occupando gli spazi espositivi della Galleria L’Oleandro Rosa in San Marco 1958, Calle de la Fenice. Nasce Cittadellarte che, da aprile a novembre, seguendo il calendario della Biennale d’Arte di Venezia, proporrà al pubblico una serie di ricognizioni artistiche riunite sotto l’egida della mirabilia delle Wunderkammer.

 

In Galleria anche opere di:

 Adolfina De Stefani; Franz Chi, Manu Brunello, Nelli Cordioli e Andrea Tagliapietra

Wunderkammer DUE

A cura di Adolfina De Stefani

14 MAGGIO | 4 giugno  2017

Inaugurazione Sabato 13 Maggio 2017 ore 20,00

Presentazione e critica di Barbara Codogno

Orari apertura galleria:

Mercoledì – Domenica ore 15,30 – 20,00 Lunedì e Martedì chiuso.

Associazione Culturale cittadellarte San Marco 1958, Calle de la Fenice VENEZIA | ITALY
www.cittadellarte.org      info@cittadellarte.org
adolfinadestefani@gmail.com
+39 349 8682155

 

Fino al 5 marzo ci sarà ancora la possibilità di visitare la mostra "Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione" presso i Musei Civici di Venezia.

Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione

Le ultime settimane per la mostra Attorno a Klimt. Giuditta eroismo e seduzione

La Fondazione Musei Civici di Venezia inaugura al Centro Culturale Candiani di Mestre il primo di una serie di suggestivi appuntamenti dedicati all’arte moderna e contemporanea che, con il titolo di Corto Circuito. Dialogo tra i secoli, presenteranno di volta in volta esposizioni che andranno ad attingere dal ricco patrimonio della Città di Venezia conservato nelle collezioni civiche. Un progetto fortemente voluto dal Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha inteso così proporre alla cittadinanza un programma culturale di alto valore coinvolgendo lo straordinario patrimonio custodito nei Musei Civici e appartenente a tutto il territorio veneziano, Laguna e Terraferma.

Il ciclo di mostre, concepito appositamente per il Centro Culturale Candiani da Gabriella Belli, Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, apre al pubblico il 14 dicembre 2016 con l’esposizione Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione, che resterà poi aperta fino al 5 marzo 2017. La mostra, il cui progetto di allestimento è stato affidato a Pierluigi Pizzi, architetto e scenografo di fama internazionale, è incentrata attorno a uno dei miti più affascinanti della tradizione biblica, quello di ‘Giuditta’.

Fulcro dell’esposizione, che presenta oltre ottanta opere provenienti dalle collezioni della Fondazione Musei Civici di Venezia (Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, Museo Fortuny, Museo di Palazzo Mocenigo), da alcuni musei come il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da varie collezioni private nazionali e internazionali, è rappresentato dal capolavoro di Gustav Klimt Giuditta II (Salomè). che giunge per l’occasione da Ca’ Pesaro. Intorno a questa potente icona del XX secolo, realizzata dal grande artista viennese nel 1909 per la Biennale Internazionale d’Arte del 1910 e acquisita proprio in quell’anno dal Municipio di Venezia per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro – un’opera che letteralmente ‘ammalia’ per la sua carica sensuale e per le sue evocative reminiscenze bizantine – si articoleranno una serie di suggestioni tra antico e contemporaneo che, dalla figura biblica di Giuditta e dalla sua fortuna artistica tra Cinque e Seicento, arriveranno al Simbolismo ottocentesco e al clima della Secessione Viennese, fino all’interpretazione del mito che il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, diede nel 1917 con Il tabù della verginità.

Il passaggio da femme fatale a demone del ‘900 sarà inoltre evidente anche nel linguaggio cinematografico. Come nel video Giuditta: metamorfosi sullo schermo, realizzato da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, coordinati dal prof. Gian Piero Brunetta, in cui sono montati insieme brani delle più celebri Dive passate sul grande schermo nei primi vent’anni del secolo scorso.

La mostra sarà inoltre accompagnata da un prezioso catalogo edito da Linea d’Acqua (Venezia, 2016), che raccoglie interventi di Gabriella Belli, Flavio Caroli, Gian Piero Brunetta, Elisabetta Barisoni, Elena Marchetti e Matteo Piccolo.

Orario

Dalle 10.00 alle 19.00. La biglietteria chiude mezz’ora prima. 

Chiuso il lunedì. 

Aperture straordinarie: tutti i venerdì, sabato e domeniche fino all’8 gennaio 2017 (compreso) 10.00–22.00, 25 dicembre e 1 gennaio 16.00–22.00, 26 dicembre 10.00–19.00.

 Biglietti

Intero: € 5 

Ridotto*: € 3 Ragazzi da 6 a 14 anni studenti da 15 ai 25 anni cittadini over 65, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, possessori Museum Pass, titolari di Muve Friend Card, possessori VeneziaUnica Pack Adult e Junior, titolari di Carta Rolling Venice, titolari Carta Giovani, membri Icom, soci FAI Convenzionati, soci Touring Club Italiano, clienti Trenitalia (viaggiatori Frecciargento e Frecciabianca con destinazione Venezia, viaggiatori in possesso di biglietto internazionale con destinazione Italia, dipendenti del Gruppo FS e i possessori di Carta Freccia), titolari Carta Servizi Cinema Più, possessori del biglietto di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna. 

Gratuito* portatori di handicap con accompagnatore, guide autorizzate e interpreti turistici della Provincia di Venezia che accompagnino gruppi accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti, accompagnatori (max. 1) di gruppi di adulti, Partner ordinari MUVE, possessori di The Cultivist card (più tre accompagnatori). *è richiesto un documento.

Percorsi guidati gratuiti ogni mercoledì, ore 10.30, ogni fine settimana, ore 15.30. 

 

Le visite si svolgono su prenotazione online al link.

Maggiori informazioni su Cultura & Spettacolo a Venezia.

Il fotovoltaico di fa arte

Il pannello fotovoltaico diventa Arte

La nuova frontiera del fotovoltaico

Il pannello fotovoltaico si fa arte: l’energia illumina l’opera d’arte.

Unire l’arte all’energia

Unire l’arte all’energia. Questo il nuovo progetto dell’artista Angelo Muriotto che vanta un illustre passato da inventore di brevetti.

Quando una società di energia elettrica ( Green Energy ) gli chiese di studiare la realizzazione di un pannello fotovoltaico diverso dal consueto, Muriotto, veneziano di adozione, infilò nel progetto una serie di personali riflessioni.

Pensò subito alle vivaci e coloratissime case dell’isola di Burano, un tempo punto di riferimento per pescatori e marinai.

Riconsiderò inoltre la classica forma rettangolare del pannello fotovoltaico riconducendola al “modulo quadro”, prototipo espressivo sul quale l’artista sta facendo convergere le sue ultime ricerche.

Il prototipo “Modulo Quadro” realizzato oggi, e già esposto a Treviso in una personale dell’artista, si compone di 64 celle di cm 15 ciascuna. All’interno del modulo, Muriotto ha studiato diverse forme astratto – geometriche, usando per il momento i colori che la Società d’Energia gli ha messo a disposizione: il rosso e il blu.

Pannelli fotovoltaici d’arte

Questi particolari pannelli espletano perfettamente la loro funzione fotovoltaica ma non si limitano solo a questo. Muriotto vi ha introdotto infatti un elemento estetico: ha trasformato un oggetto di uso funzionale in un’opera d’arte che, grazie all’energia solare, illumina se stessa.

I pannelli fotovoltaici studiati per essere messi sulle facciate delle case potranno essere griffati dagli artisti, ripensando alle dimensioni del pannello e delle celle, e usando più colori.

Spiega Angelo Muriotto: “Per me tutta la materia è interessante, mi sono sempre approcciato a qualsiasi materiale incontrasse la mia curiosità. Da anni continuo a immaginare e a plasmare. Quando mi è stato proposto di ragionare su un nuovo pannello fotovoltaico l’ho subito pensato come un’occasione: un ulteriore spazio che poteva essere scritto dalla luce. Potrà esprimere nuove forme, nuove immagini… esattamente come avvenne nel ‘900 quando nell’arte fecero capolino svariati oggetti come sacchi logorati, gomma piuma, sughero, neon…”.

“Modulo Quadro”

Modulo Quadro, è un opera d’arte realizzata da Angelo Muriotto grazie all’utilizzo di un pannello/modulo fotovoltaico. Un’opera che testimonia come l’energia possa essere prodotta anche attraverso l’opera d’arte.

La struttura quadrata scelta dall’artista richiama la scacchiera; il gioco degli scacchi infatti è il ponte che unisce la produzione artistica concettuale di Muriotto al lavoro del grande Marcel Duchamp.

Domenica 16 ottobre alle ore 18.00 si terrà una rassegna di teatro per bambini presso il Teatro Momo intitolata Il Giornalino di Gian Burrasca.

Teatro Momo presenta lo spettacolo teatrale per bambini “Il Giornalino di Gian Burrasca”

A teatro con il Teatro Momo e la Fondazione Aida

Domenica 16 ottobre 2016 a partire dalle ore 18.00 si terrà una rassegna di teatro per bambini presso il Teatro Momo, in Via Dante a Mestre. Lo spettacolo teatrale prende il titolo dall’omonimo libro di Vamba: Il Giornalino di Gian Burrasca.

Il laboratorio è proposto dalla compagnia teatrale Fondazione Aida.

Attori: Andrea Dellai, Silvia Rizzi, Jacopo Zera
Regia: Pino Costalunga
Testo: Pino Loperfido e Pino Costalunga
Scene: Andrea Coppi, Guglielmo Avesani
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche: Rudy Parisi

Con la collaborazione di Scuola Musicale Smag e Trentino Book Festival
Produzione di Associazione A.T.T.T. e Fondazione Aida
Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Tra le opere di Vamba, pseudonimo di Luigi Bertelli, quella che ha la disperata e sorridente perentorietà di un classico è “Il Giornalino di Gian Burrasca“. E il suo protagonista, Giannino Stoppani, mostra di avere ben chiara questa semplice verità: che un classico può permettersi tutto, meno che annoiare. Instancabile nell’inventare e mettere in atto “birbonate”, Giannino ha lo spessore del vero protagonista, rivelandosi un autentico provocatore. Proprio come Roberto Freak Antoni, fondatore del rock demenziale, che nella sua Prefazione sottolinea la totale insubordinazione di Giannino al mondo degli adulti, mondo cerimonioso e falso fino all’ipocrisia. L’edizione riproduce la versione che uscì in 55 puntate (1907-1908) sul “Giornalino della Domenica” e che non è stata mai ripubblicata. La successiva edizione in volume, approntata in tutta fretta dall’autore nel 1912, contiene diverse, a volte curiose, varianti che vengono riportate nella Nota al testo.

Costo della rappresentazione non superiore a 10 euro.
Per maggiorni informazioni clicca qui.

Mercoledì 15 novembre 2016 potrete avere un'occasione unica per ascoltare Claude AnShin Thomas, un ex veterano in Vietnam e in seguito monaco buddista zen.

Conferenza pubblica “ Il percorso di un soldato per diventare un monaco buddista zen” con Claude AnShin Thomas

Il percorso di un soldato per diventare monaco buddista zen

Mercoledì 16 novembre 2016 potrete avere un’occasione unica per ascoltare Claude AnShin Thomas, un ex veterano in Vietnam e in seguito monaco buddista zen, che ha saputo trasformare gli orrori della guerra in pratica d’ascolto e di compassione.

Il Sangha di Padova, in collaborazione col Sangha di MestreMira, vi invita alle ore 21.00 presso la sala della Fornace Carotta, in via Siracusa 61 a Padova.

Contributo 5 euro, nessuno sarà escluso se in difficoltà. I prezzi di partecipazione sono destinati semplicemente a coprire i costi organizzativi.

Durante l’incontro sarà inoltre presentato un ritiro spirituale per sabato 18 e domenica 19 novembre dalle ore 9.00 alle ore 17.00 al costo di 60 euro.

Informazioni

Informazioni per l’incontro pubblico del 16 novembre:
Chiara e Andrea338 9191574 – 349 5011208
info@madreterraitalia.it

Informazioni per la registrazione al ritiro del 18/19 novembre:
Franca
333 2671915
sangha.mestremira@libero.it

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LO SCHIACCIANOCI

LO SCHIACCIANOCI

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TRAMA

Atto I

Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il sindaco indice una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli.

Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all’inizio incuta paura ai bambini. Egli ordina di far portare a casa alcuni giocattoli meccanici. Ad un gesto della sua bacchetta, tre pupazzi appaiono – un Schiaccianoci, un Arlecchino, una bambola e un re dei topi. Alla sua prediletta, Clara, regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratello della bambina, rompe per dispetto. Arrivano così alla festa anche i parenti, che si uniscono alla festa danzando. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l’albero di Natale, i giocattoli… e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci.

Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua ciabatta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; Lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata. L’Atto si chiude con uno splendido Valzer dei Fiocchi di Neve.

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Atto II

I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei Fiori.

Dopo, il Principe e la Fata Confetto si esibiscono in un Pas de deux, dove nelle variazioni si può riconoscere il suono della celesta, strumento usato da Čajkovskij per la variazione della Fata Confetto. Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, e il sogno finisce: una volta svegliata, Clara ripensa al suo magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.

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Lo Schiaccianoci

Amore, sogno e fantasia per uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica. Le scenografie incantate del Ballet of Moscow rendono partecipe lo spettatore della stessa fiaba di Hoffmann. Per le sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un’atmosfera fatata di festa, “Lo Schiaccianoci”: una fiaba fatta di dolciumi, soldatini, albero di natale, fiocchi di neve e fiori che danzano, topi cattivi, prodigi, principe azzurro e fatina, è diventato un balletto che ammalia i bambini e incanta i grandi. Per questo è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie. La conclusione è segnata dallo squisito Valzer dei Fiori, dopo il quale Clara si ritroverà nella sua poltrona con il suo schiaccianoci in grembo, felice di questo sogno di Natale.

Vasilij Petrovič Bunin – Artista Popolare e Poeta Russo

Musiche di: P.I. Tchaikovsky

Coreografie: M. Petipa

Solisti: Tomashek Viktor – Kristina Kachetova

Corpo di Ballo: Ballet of Moscow

I atto 45 ”

( intervallo 15 ” )

II atto 50 ”

LO SCHIACCIANOCI – Ballet of Moscow
26 DICEMBRE 2015 Pomeridiana ore 17.30 e Serale ore 20.30
TEATRO GOLDONI VENEZIA
Prevendita Botteghino Teatro Goldoni
041.2402014 – 334.1891173
Biglietti Online: www.teatrostabileveneto.it