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caorle choco fest 2018

30 MARZO – 2 APRILE: 1^ EDIZIONE DI CAORLE CHOCO FEST

In occasione della Pasqua 2018, dal 30 marzo al 2 aprile, il cioccolato sarà il protagonista dell’evento più dolce dell’anno che animerà il centro storico di Caorle: Caorle Choco Fest.

Dal 30 marzo al 2 aprile 2018 si terrà la prima edizione del Choco Fest a Caorle. Nel centro storico della nota città balneare a pochi passi da Venezia, in Piazza Giacomo Matteotti e vie limitrofe, l’Associazione Arti Libere in collaborazione con Assodolciai, con il Patrocinio del Comune di Caorle, propone la Festa più gustosa dell’anno: 4 giorni in occasione della Pasqua che attireranno grandi e piccini con lezioni, laboratori, incontri con i maestri cioccolatieri, artisti di strada ed eventi cioccolatosi per tutti. Tutto ciò che avete sempre voluto sapere su sua maestà il Cioccolato, e anche di più!

Tutti i golosi di cioccolato potranno dare libero sfogo alla fantasia e assecondare la propria voglia di dolcezza prendendo d’assalto gli stand sempre aperti dalle 10 alle 20. Ce n’è per tutti i gusti: cioccolatini e praline, creme spalmabili e tavolette, liquori e creazioni artistiche al cioccolato, sculture e laboratori che lasceranno tutti a bocca aperta. Previsti anche i laboratori dedicati ai bambini, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 14 alle 17:30 (costo 5 euro) durante i quali si potrà giocare con il cioccolato e realizzare delle piccole dolci creazioni da portare a casa.

per info: Caorle Choco Fest

mostra gli uomini incontrano le alpi cortina d'ampezzo TRAMEDISTORIAda OMNIA Relations

LAGAZUOI EXPO DOLOMITI: “QUANDO GLI UOMINI INCONTRARONO LE ALPI”

La prima mostra allestita nello spazio espositivo Lagazuoi EXPO Dolomiti, a 2.778 metri, propone di incontrare Ötzi & Valmo, per la prima volta riuniti, in un viaggio a ritroso nel tempo.

ÖTZI & VALMO – Quando gli uomini incontrarono le Alpi”, la prima mostra temporanea allestita nel nuovo spazio espositivo Lagazuoi EXPO Dolomiti a Cortina d’Ampezzo – una delle gallerie più ad alta quota esistenti, a 2.778 metri di altitudine – offre l’occasione di immergersi in una storia remota quanto affascinante: la nostra. Il pubblicò potrà seguire gli archeologi in un ciclo di laboratori e visite guidate, sperimentando, anche attraverso i sensi, le condizioni di vita degli abitanti delle Alpi nella preistoria.

Un’esperienza da vivere in un contesto d’eccezione, un laboratorio aperto alle idee che esplora il rapporto tra uomo e ambiente, tra contaminazioni di attualità e ricerca storica, scientifica e artistica.

Fino al 2 aprile, un ricco calendario di visite guidate animate ed esperienze di archeologia sperimentale invita il pubblico a scoprire, attraverso i sensi e la manualità, come vivevano i primi abitanti delle Alpi; in particolare l’uomo di Similaun (Ötzi) e l’uomo di Mondeval (Valmo), per la prima volta riuniti in un unico evento espositivo.

Ötzi visse 5.300 anni fa, durante l’Età del Rame, in Val Senales, mentre il suo “antenato”, Valmo, cacciatore mesolitico, venne inumato 8.000 anni fa a soli 8 km dal Lagazuoi. Il loro ritrovamento ha segnato la storia dell’archeologia moderna e, nonostante l’eccezionale mole di reperti, non hanno ancora terminato di rivelare i loro segreti ai ricercatori.

Su prenotazione, ogni lunedì e mercoledì, dalle 13.00 alle 17.00, gli archeologi di Tramedistoria accompagneranno il pubblico a “toccare con mano” e scoprire gli strumenti utilizzati da Valmo e Ötzi per affrontare la vita in montagna.

Domenica 18 marzo, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 13.00 alle 15.00, andrà in scena il laboratorio gratuito “Salendo ai pascoli”, che ripercorre le tracce dei primi pastori per scoprire la storia dell’alpeggio.

Per prenotazioni: info@lagazuoi.it oppure 0436 5921.

workshop street photography

WORKSHOP DI STREET PHOTOGRAPHY, 17-18 MARZO

La sede dell’associazione culturale di fotografia e arti multimediali Frequenze Visive ospiterà, sabato 17 e domenica 18 marzo, il workshop sulla Street Photography, la sua storia e i grandi fotografi che l’hanno caratterizzata.

Sono aperte le iscrizioni per il workshop di “Street Photography” che avrà luogo presso la sede di Frequenze Visive, via montale 1, Vigonovo (ve). Si tratta di un corso intensivo nel quale vengono suggeriti, attraverso la storia della Street Photography e la conoscenza dei grandi fotografi che l’hanno fatta, nuovi stimoli per chi attraversa una fase di stanca del proprio fotografare. Ponendo l’attenzione su quello che si fotografa e imparando a essere più selettivi, si avrà modo di individuare più chiaramente il proprio percorso fotografico, per chi è alla ricerca di uno stile personale in fotografia. Questo corso vi farà appassionare ancora di più a questa bellissima arte qual è la Fotografia.

Il corso si terrà:

Sabato 17 marzo, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00

Domenica 18 marzo, dalle 9,00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00

 

Gli argomenti che verranno approfonditi sono:

– Cos’è la Street Photography: per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso. Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.

– Mezzi operativi: descrizione di apparecchi e pellicole da utilizzare in base ai risultati che si desiderano ottenere.

– Sistemi di ripresa e approccio: in questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e alcune tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.

– Storia e origini della Street Photography: il genere è nato con la fotografia ma ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.

– Street Photography e diritto: è opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.

– Multivisioni: visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon.

– Fotografie originali: come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.

– Documenti: è importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.

– Formazione perenne: qualunque sia il risultato che otteniamo non ci si deve mai ritenere arrivati. È giusto tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri: il bello non è arrivare ma partire sempre.

– Uscita

– Visione e discussione immagini dei partecipanti

Per info: info@mignon.com 

storie di bambini show

9, 10, 11 APRILE, VENEZIA – STORIE DI BAMBINI SHOW

Storie di Bambini Show è uno spettacolo realizzato in occasione della mostra Storie di Bambini, scritto da Letizia Galli, che presenta in successione diversi episodi tratti dai personaggi della mostra.

Storie di Bambini Show è una commedia esilarante per adulti e bambini, scritta da Letizia Galli e ispirata alla sua mostra di 210 disegni originali tratti da 12 libri, attualmente in corso al Complesso di Santa Maria della Pietà a Venezia, fino al 15 aprile.

Una troupe d’eccezione, la “Compagnia Bambara” di Napoli, composta da sei attori protagonisti, ha messo in scena questo spettacolo sia a Napoli che a Firenze e accompagnerà con altre rappresentazioni la mostra nelle sue varie sedi. I bambini avranno l’opportunità di vedere in carne e ossa i personaggi che hanno potuto scoprire dai disegni e dai libri presentati nella mostra.

Agata Smeralda viene accolta in fasce dalla sua balia e dall’inserviente, con scene molto buffe attorno alla Ruota dell’accoglienza. Agata, più grandicella, incontrerà poi Arrighetto ed assieme mostreranno il loro amore fatto di promesse e nato fin dalla più tenera età.

Poi vengono presentati Michelangelo e Leonardo da Vinci, che si confrontano nella loro eterna rivalità. I loro caratteri, le loro mani e abitudini metteranno in luce i due straordinari, sia pure opposti geni del Rinascimento fiorentino.

Infine, l’episodio tratto dalla Mitologia greca, di Danae e il suo crudele padre Re Acrisio, che, temendo di essere ucciso dallo sposo di Danae, getta in mare lei e il suo figlio Perseo, nato da Zeus. Un episodio che evoca una realtà contemporanea e che parla dei destini crudeli che solcano il Mare Mediterraneo.

Per maggiori informazioni: Storie di bambini

bollette corrente prescrizione da 5 a 2 anni

BOLLETTE ELETTRICHE: LE PRESCRIZIONI PASSANO DA 5 A 2 ANNI

A partire da marzo, in seguito a un provvedimento della nuova legge di bilancio 2018, gli operatori di energia elettrica non potranno più calcolare crediti a proprio favore per conguagli che vanno indietro nel tempo per più di due anni.

Sul fronte bollette, dopo una serie di cattive notizie, ne arriva finalmente una buona: la prescrizione per le bollette dell’energia elettrica passa da cinque a due anni. Il provvedimeno, contenuto nella legge di bilancio 2018, è stato reso operativo dalla recente delibera dell’Autorità, l’Arera.

In pratica, gli operatori di energia elettrica non potranno più mandare fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. Una prescrizione “breve” che dà ragione alle tante battaglie combattute contro le cosiddette bollette pazze, per lo più fatture dagli importi strepitosi frutto appunto di riconteggi da parte dell’azienda la quale, appunto, fino a oggi poteva calcolare crediti a proprio favore andando indietro nel tempo fino a 5 anni.

Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, così commenta questo successo: “Abbiamo avuto modo di raccontare più volte i drammi di persone, spesso anziane, che sono venute da noi con bollette pazzesche. Stiamo parlando di somme che possono andare da alcune migliaia di euro fino anche a 40, 50 mila euro. Con le nostre diffide abbiamo segnalato sempre anche all’Autorità tutte le anomalie riscontrate. Quasi sempre, fra l’altro, il nostro ufficio legale ha trovato degli errori in questi nuovi conteggi, costringendo l’operatore a stornare cifre importanti, se non l’intera somma richiesta, a favore del nostro cliente. Siamo molto soddisfatti di questo provvedimento”.

Nel nuovo regime rientrano tutte le bollette della luce con scadenza successiva al primo marzo. Nel caso in cui l’operatore non abbia fatturato o abbia fatturato un conguaglio per un periodo molto esteso, il cliente avrà quindi diritto a pagare solo gli ultimi 24 mesi.

Fonte: Adico

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2 MARZO, CAVARZERE: “MIGNON E LA STREET PHOTOGRAPHY”

Il Fotoclub di Cavarzere (VE) ospiterà venerdì 2 marzo il gruppo Mignon Photography, per un’imperdibile incontro sulla Street Photography.

Venerdì 2 marzo 2018, presso il Fotoclub Cavarzere a Venezia, saranno ospiti d’eccezione i componenti di Mignon Photography, uno dei più attivi gruppi fotografici del Veneto, per parlare della Street Photography e del loro modo di approcciarsi a questo stile.

Mignon Photography

Mignon nasce nel 1995 da un’idea di Giampaolo Romagnosi, che fonda il gruppo con Mauro Minotto e Angelo Tassitano per promuovere un progetto fotografico finalizzato alla rivalutazione delle piccole cose che appartengono alla quotidianità, fissando come unico vincolo la ripresa e la stampa in rigoroso bianco e nero; fin dalla prima pubblicazione del 1997 il collettivo si identifica nella corrente della “Street Photography”.

La Street Photography, o fotografia di strada, è un genere fotografico che vuole riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanee in luoghi pubblici al fine di evidenziare aspetti della società nella vita di tutti i giorni.

L’associazione culturale Mignon promuove quindi un progetto fotografico diretto ad investigare il quotidiano, l’uomo e il suo ambiente. Questo particolare interesse per le cose che ci circondano e per gli altri ha fatto incontrare fotografi professionisti e non, formando un gruppo in nome della fotografia come fenomeno comunicativo.

Questi fotografi ci relazionano con il mondo attraverso i loro occhi, condividendo esperienze comuni di carattere tecnico e soprattutto umano.

Per maggiori informazioni: Mignon

calo prezzo petrolio

CALA IL PREZZO DEL PETROLIO: NUOVI PRODUTTORI NEGLI USA

Il prezzo del petrolio è in calo: nell’ultima settimana si registra una diminuzione del 10%. Una delle cause è il boom di produzione di petrolio in Usa attraverso la tecnica di estrazione dalle rocce.

Per le famiglie è una buona notizia: dopo le fiammate di inizio gennaio, il prezzo del petrolio è di nuovo in calo. Nell’ultima settimana di contrattazioni, il ribasso è arrivato vicino al 10%. Si tratta del più ampio regresso settimanale registrato negli ultimi due anni. Se si guarda ai picchi di gennaio, allora la caduta è anche più ampia e arriva al 12%.

L’ondata di vendite sui mercati finanziari ha di sicuro penalizzato anche il barile. C’è però anche un’altra ragione per questo ribasso ed è legata alla domanda e all’offerta dell’oro nero sul mercato. Un trend che, secondo gli esperti, potrebbe spingere i prezzi ancora a lungo verso il basso.

Ad aiutare il portamonete delle famiglie sono i nuovi produttori di petrolio in Usa (scisto oil) che attraverso una nuova tecnica estraggono il greggio dalle rocce. Come evidenzia Pierre Melki (Equity Analyst Global Equity Research di Union Bancaire Privée), l’estrazione di barili dalle rocce è in forte crescita negli Stati Uniti. Qui ha raggiunto recentemente il suo record storico (10,25 milioni di barili al giorno). Per gli esperti dell’Iea, a questo ritmo, già entro fine anno l’America potrebbe diventare il maggior produttore di oro nero al mondo, superando così sia l’Arabia Saudita, sia la Russia.

I grandi fiumi di nuovo petrolio che inonderanno i mercati terranno i prezzi schiacciati verso il basso. L’innovativa forma di estrazione dell’oro nero sta vivendo un ritorno boom negli Stati Uniti. Dopo aver battuto la ritirata quando il greggio era sotto i 50 dollari, le società Usa di estrazione di scisto sono di nuovo all’attacco. Come fa notare l’analista di UBP, negli Stati Uniti solo nel mese scorso hanno avviato quasi 30 nuove piattaforme petrolifere che così spinto il numero complessivo al livello più alto dall’aprile 2015. Questo suggerisce un potenziale forte aumento a medio termine dell’offerta di greggio proveniente principalmente dai produttori Usa di scisto.

I ribassi del greggio si sono visti anche al distributore qui in Italia con i maggiori marchi che hanno ridotto i listini. Dopo il taglio deciso sabato da Eni, questa mattina altri marchi hanno adeguato i prezzi al ribasso. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, oggi hanno messo mano ai listini Q8 ed Esso (-1 centesimo al litro su benzina e diesel), Italiana Petroli (ex TotalErg) e Tamoil (-0,8 centesimi al litro su benzina e diesel). Come sempre però, il taglio al distributore non è ampio quanto quello fatto registrare dalle quotazioni del barile in questi giorni.

Fonte: Adico

gas e luce aumento

AUMENTANO LE BOLLETTE DI ELETTRICITÀ E GAS: QUALI I MOTIVI?

Gli aumenti, i più elevati degli ultimi cinque anni, sono del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per il gas. Dal 2019 poi entreranno in vigore le nuove tariffe progressive: chi consumerà di meno pagherà di più, con un aumento del 46% in bolletta.

A dicembre l’Autorità per l’energia ha annunciato gli aumenti più elevati degli ultimi cinque anni, del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per il gas. Ormai le bollette sono diventate un bancomat, a comporre la tariffa sono piccole voci di cui non capiamo nulla, e quindi non ci facciamo più caso, paghiamo e basta. Si calcola che, con queste nuove tariffe, le famiglie italiane pagheranno circa 80 euro in più all’anno. Ma come si spiega questo aumento?

L’Autorità lo giustifica così: incremento dei prezzi all’ingrosso del gas nei mesi invernali, costi per adeguatezza e sicurezza, la scarsa produzione di idroelettrico a causa dell’estate calda, e alla dispersione nelle reti del Sud. Quindi oltre ad aver pagato negli ultimi 7 anni per una manutenzione che non è stata fatta, con un aumento in bolletta del 50%, adesso ci ritroviamo a carico anche il costo della «dispersione».

Guardando dentro la delibera, il grosso degli aumenti sono dovuti a ben altre ragioni. Un silenzioso decreto del Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di fare lo sconto alle imprese a forte consumo energetico riversando i costi sulle famiglie e le piccole-medie imprese: a beneficiarne sono grandi gruppi come Marcegaglia, Pirelli, Ilva, Lactalis, Nepi, San Benedetto, Uliveto, Zegna, De Cecco o Rana e altre 2.800 aziende di qualunque settore, dalle acciaierie ai salumifici. Pagheranno complessivamente 1,7 miliardi in meno, e pertanto – secondo il Ministero dello Sviluppo – diventeranno più competitive. Una motivazione legittima se non fosse che a pagare sono i clienti più piccoli, su cui si è spostato il carico degli oneri di sistema, un’ulteriore voce che si aggiunge in bolletta.

Fra gli oneri di sistema troviamo ancora gli incentivi per gli impianti Cip 6 decisi nell’aprile 1992, ovvero quasi 26 anni fa, alcuni dei quali sono alimentati con rifiuti non biodegradabili: si tratta di elettricità prodotta con «schifezze» — come ad esempio scarti agricoli, vegetali e industriali — ma incentivata in bolletta, che la Commissione europea ha bocciato già nel 2003, e che noi continuiamo a pagare.

Ad incidere sul prezzo sono anche i certificati bianchi, titoli che servono a incentivare interventi di efficienza energetica e che vengono finanziati sempre in bolletta attraverso gli oneri di sistema. Sono entrati nel vortice delle speculazioni e in diciotto mesi le quotazioni sono aumentate del 260%. Mentre l’Autorità sta a guardare, e il Ministero dello Sviluppo prende tempo, a guadagnarci sono le Energy Service Company e le società di distribuzione elettrica. Un «giochino» che costa ai cittadini 7 milioni di euro al giorno.

Il colpo di grazia arriverà a gennaio del 2019, quando entreranno in vigore le nuove tariffe progressive. Se finora chi consumava di più pagava di più, dall’anno prossimo le tariffe saranno indifferenziate per tutti per favorire i consumi di energia elettrica. Il risultato sarà questo: chi consuma di più risparmierà, chi consuma poco (praticamente tutte le famiglie italiane) si troverà in bolletta un aumento fino al 46% in più. Lo conferma la stessa Autorità, che nel testo della delibera 867/2017/R/EEL del 14 dicembre scrive:

«L’attuazione del terzo step della riforma tariffaria per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione».

In sostanza «i piccoli» pagano lo sconto ai «grandi», e per incentivare il consumo di energia elettrica il conto lo paga la «larga fascia di popolazione».

Intanto dall’Osservatorio Ue sulla povertà energetica apprendiamo che l’Italia è fra i Paesi europei in cui i cittadini hanno maggiore difficoltà a pagare le bollette di luce e gas. Sia i prezzi dell’elettricità che quelli del gas sono i terzi più alti dell’Unione europea: nel primo caso dietro a Danimarca e Germania, nel secondo caso a Svezia e Portogallo. Anche per questo, il 9,1% delle famiglie negli ultimi 12 mesi ha avuto ritardi nei pagamenti delle bollette.

Fonte: Adico

Un trait d’union - Still life Venezia

17 FEB, TEATRO GOLDONI: UN TRAIT D’UNION – STILL LIFE

La terza edizione della rassegna Evoluzioni del Teatro Stabile del Veneto porta sul palco Un trait d’union – Still life: uno spettacolo della compagnia Ballet Preljocaj, con le coreografie di Angelin Preljočaj.

Sabato 17 febbraio 2018 il maestro della scena contemporanea Angelin Preljočaj, con la sua straordinaria compagnia di danzatori Ballet Preljocaj, proporrà a Teatro Goldoni a Venezia un dittico composto da “Un trait d’union” e “Still life”, nuova creazione che ha debuttato nell’ottobre 2017.

Coreografo di punta della scena europea, Angelin Preljocaj si è imposto grazie a uno stile narrativo di grande efficacia teatrale, con l’impegno su temi forti, trattati con un linguaggio gestuale scarno ma poderoso, dinamico e di grande fisicità.

A testimoniare questo approccio alla danza, il primo titolo in programma, Un trait d’union, parla della costante ricerca dell’altro che accompagna l’esistenza di ognuno di noi, nel tentativo di colmare la solitudine che ci attanaglia. Il secondo brano è invece una nuovissima creazione che ha debuttato in Francia a settembre 2017 con le musiche di Philip Glass.

Un trait d’union

Incontrarsi sembra essere sempre un qualche cosa di fortuito. Complice il caso, il momento dell’incontro sembra aprirci sublimi ed enigmatiche possibilità. E, intanto, ognuno di noi cerca l’altro come nel “banchetto” di Platone che ci parla di quegli esseri perfetti che un giorno vennero divisi in due dagli dei e che stanno ancora cercando la loro “metà perduta”, il loro vero e assolutamente necessario complemento.

Ma non stiamo piuttosto cercando un punto di incontro negli altri, qualcosa nel carattere che bandirà con un sol colpo la nostra solitudine essenziale? Come per provare che esistiamo davvero e che esiste solo ciò che è in relazione con noi.

Un trait d’union cerca di toccare tali domande, tale ricerca instancabile tra due esseri cleptomani che cercano vicendevolmente nelle tasche dell’incoscienza dell’altro qualcosa che possa metterli in relazione, che possa ridurre la loro solitudine e che li renda coscienti l’uno dell’altro.” (Angelin Preljocaj)

Still Life

In ambito pittorico, le nature morte (Still Life in inglese) rappresentano talvolta una allegoria della morte, del tempo e della vacuità delle passioni.

A partire dal XVII secolo, la nozione di finitudine e l’aspetto derisorio della vita costituiscono un genere a parte: definito «le Vanità». Gli oggetti rappresentati nella tela simboleggiano attività umane insieme ad elementi che evocano il passare del tempo: la fragilità, la distruzione, la guerra e il trionfo della morte.

Questi stessi temi entrano in gioco nella nuova creazione di Angelin Preljocaj. I corpi dei danzatori si fanno portatori di una composizione coreografia specifica, una riflessione su ciò che questi simboli ancestrali ci comunicano al giorno d’oggi.” (Angelin Preljocaj)

Durata: 1h 30’ con intervallo

Per maggiori informazioni: Teatro Stabile del Veneto

vaccinazioni veneto

VENETO: ANCORA 50MILA I MINORI NON VACCINATI

In Veneto le vaccinazioni imposte dalla legge Lorenzin per i minori tra 0 e 16 anni, ad un mese dal termine ultimo del 10 marzo, risultano ancora insufficienti: solo un bambino su tre le ha fatte. Sono previste multe e allontanamento dagli asili.

Manca ormai solo un mese al termine del 10 marzo imposto dalla legge Lorenzin ai genitori dei minori tra 0 e 16 anni per presentare la certificazione relativa alle dieci vaccinazioni obbligatorie. Ad oggi in Veneto risultano ancora 50mila gli studenti di quella fascia d’età non vaccinati, su un totale di 571.463. Tra questi 21mila non hanno assunto nessuno dei vaccini indicati.

Quando si tratta poi dei bambini tra gli 0 e 6 anni privi di tale certificaizone (8800 circa) la situazione diventa più critica: se non in regola oltre a dover pagare una sanzione fino a 500 euro, come gli studenti di elementari, medie e biennio delle superiori, saranno costretti a interrompere a metà anno scolastico la frequenza al Nido o alla materna.

Le Usl, per far fronte a questa situazione, hanno assunto nuovo personale, hanno aggiunto alle vaccinazioni ordinarie i recuperi e lavoro extra allo sportello per rilasciare le documentazioni e per fissare colloqui con i genitori dei minori inadempienti. Nonostante questo, dalla prima ricognizione regionale del 19 settembre (77mila i ragazzi ancora non vaccinati), non si sono compiuti i passi in avanti sperati. Solo un terzo del totale è stato messo in regola (27mila), mentre l’8% risulta ancora scoperto.

«E’ una percentuale alta — avverte il segretario padovano della Fimp (pediatri) Giuseppe Giancola — perché va sommata al 4%-5% dei bambini che pur immunizzati non rispondono al vaccino, quindi è come se fossero scoperti. Per garantire l’effetto gregge, cioè la tutela loro e dei piccoli che a causa di gravi motivi di salute non possono essere vaccinati, bisogna arrivare a una copertura del 92%-95%, in ogni classe e in generale. Ora, stando agli ultimi dati e aggiungendoci i bimbi che non rispondono ai sieri, nella fascia d’età 0-6 anni siamo a quota 85%-86% (in generale invece il Veneto è al 92%, ndr). E i sindaci chiedono di prorogare questa situazione di pericolo? Ma allora ha ragione il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, quando dice che giocano sulla salute dei bambini. Quando i politici parlano di Medicina fanno grossi danni, forse perché la confondono con la sanità. La prima è scienza, di cui non sanno nulla, la seconda è l’organizzazione della Medicina».

Sono centinaia poi le famiglie contrarie ai vaccini che rimandano e usano scuse: «La stanno tirando in lungo apposta — conferma Antonio Ferro, igienista e responsabile del sito regionale VaccinarSì — prendono appuntamento all’Usl ma il giorno prima telefonano per disdire con le scuse più varie, tipo il bambino ha la febbre, o mandano una nota scritta per chiedere chiarimenti già ricevuti. Di colloqui le aziende sanitarie ne hanno concessi a migliaia, ora partono le raccomandate di richiamo alle famiglie che non si sono mai presentate. In più le Usl stanno aspettando dai ministeri di Salute e Istruzione l’autorizzazione a trasmettere direttamente in via informatica alle scuole lo stato vaccinale degli iscritti. Per superare i problemi di privacy scriveranno solo: a posto, oppure non a posto. Così si eviteranno le file dei genitori agli sportelli».

Ci si chiede poi: a chi toccherà allontanare dall’asilo i bambini non vaccinati? «Alle scuole — spiega Stefano Cecchin, presidente della Fism — o ai sindaci per le poche materne comunali del Veneto. La nostra associazione riunisce 1043 asili per un totale di 93mila iscritti: ovvero il 65% nella fascia 3-6 anni e il 50% tra zero e 3 anni. All’inizio di marzo faremo una ricognizione per capire quanti iscritti non siano in regola. A quel punto esamineremo a fondo caso per caso, ma tolte situazioni particolari dovremo rispettare la legge e quindi dall’11 marzo non potremo più accettare in classe i bimbi non a posto con le vaccinazioni».

Fonte:Corriere del Veneto