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oud etnoborder venezia

ETNOBORDER: IL FASCINO DELLA MUSICA ETNICA CONTEMPORANEA

Domenica 21 gennaio si terrà nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice il primo appuntamento di Etnoborder, la nuova rassegna firmata Veneto Jazz che si propone di raccontare ed esplorare le diverse declinazioni della musica etnica contemporanea.

“’Etnoborder’, termine che vuole sottolineare la fusione dei due concetti di ‘etno’ e ‘no-border’, aspira a dare spazio alla musica etnica e popolare, senza confini geografici e di genere” spiega il direttore artistico Giuseppe Mormile Un progetto che avevo nel cassetto da tempo e che ora si materializza grazie all’incontro con musicisti straordinari, alcuni veri maestri dello strumento, che stanno solcando le nuove strade di una world music fatta di suggestive ed intelligenti contaminazioni”.

Grazie a questa rassegna, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, il Museo di Palazzo Grimani e il T Fondaco dei Tedeschi saranno teatro di concerti di sonorità mediorientali, indiane e persiane, per fondersi con la musica classica occidentale, le sfumature del jazz e del flamenco, i ritmi dell’Africa. Oud, kanoun, tabla, gadulka, zarb gli strumenti che il pubblico potrà apprezzare, insoliti e affascinanti, soprattutto se in dialogo con gli strumenti della tradizione occidentale e nelle mani di musicisti esperti ed aperti alle culture del mondo.

Amine e Hamza 5tet

In scena domenica 21 gennaio 2018 alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice il quintetto guidato dai due giovani fratelli tunisini Amine M’raihi (oud) e Hamza M’raihi (kanoun), con il violinista indiano Baiju Bhatt, il sassofonista svizzero Valentin Conus e il suonatore di tabla indiano Prabhu Edouard.

Accomunati dalla passione per gli strumenti a corda della tradizione musicale araba, grazie al loro virtuosismo hanno sviluppato uno stile autonomo che incrocia in maniera dinamica e personale la musica tradizionale del loro Paese con sfumature di musica classica occidentale, jazz, flamenco, musica tradizionale indiana, persiana e di molte altre tradizioni.
Amine e Hamza, diplomati in musica orientale, hanno ottenuto il premio nazionale di oud, il liuto arabo, e kanoun, strumento a corde pizzicate come il salterio.

A dispetto della loro giovane età (sono nati rispettivamente nel 1986 e 1987), sono apparsi nei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui il Kennedy Center di Washington, il Cairo Opera House, il Teatro della Medina Beirut Festival di Cartagine, Fierra Mediteranea in Spagna, il Festival di musica orientale in Danimarca, il World Festival araba di Montreal, Cully Jazz e Jazz di Montreux in Svizzera. Suonano sia composizioni classiche che originali, riferendosi alla musica arabo-andalusa che nelle diverse aeree del Maghreb acquisisce particolarità espressive e nomi differenti. In Tunisia e Libia si chiama maluf e le origini di questo stile vanno ricercate nell’occupazione araba della penisola iberica. I due fratelli stanno sviluppando una nuova tecnica per oud e kanoun che unisce le diverse influenze della musica orientale, rispettandone gli aspetti di meditazione e improvvisazione. L’ultimo album “Fertile Paradoxes” è in vetta alle classifiche internazionali di world music.

Fonte: Venezia Today

plastica riciclaggio ue

UE: PLASTICA TUTTA RICICLABILE ENTRO IL 2030

L’Europa dichiara guerra alla plastica, con una mossa anti-inquinamento per “proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro”.

Bruxelles lancia il suo piano per proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro. Saranno uniformati i contentitori e il packaging per favorire il riciclo, bandite o quasi le microplastiche, imposte etichette per certificare i prodotti verdi.

Dopo Gran Bretagna e Cina, anche l’Europa lancia un piano di interventi articolato e coordinato per “proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro”. Obbligo di usare solo plastica riciclabile e riutilizzabile entro il 2030, stop (dove possibile) all’uso di microplastiche e una serie di direttive per standardizzare le confezioni e renderle più facilmente riciclabili: queste le linee guida della Public Waste strategy comunitaria.

Gli obblighi per i produttori e gli stati membri devono ancora essere definiti. I contenuti e i piani di massima però sono chiari: Bruxelles metterà a punto nuove regole per uniformare il packaging e rendere i contenitori più utilizzati (dalle bottiglie a quelli per i detersivi) molto più facilmente riciclabili. L’obiettivo è risparmiare circa cento euro per ogni tonnellata raccolta e rendere così molto più competitivo l’utilizzo del materiale di “seconda mano”, oggi spesso meno conveniente grazie ai prezzi bassi del petrolio.Dopo il blitz sui sacchetti (la Ue impone già regole draconiane per ridurre l’uso di quelli non degradabili) saranno applicate leggi simili sulle reti da pesca e gli altri prodotti che usano la plastica. La Commissione imporrà norme rigide sull’uso delle micro plastiche e pretenderà etichette visibili e chiare per dichiarare la biodegradabilità di ogni prodotto. In arrivo regole severe e punizioni per chi scarica rifiuti in mare dalle navi. Tutta la spazzatura dovrà essere trasportata a terra con agevolazioni alle autorità portuali per avviarne il riciclo. Via anche a nuovi investimenti (per ora 100 milioni) per finanziare la ricerca sulle plastiche verdi.

L’Europa produce oggi 25 milioni di tonnellate di plastica e solo il 30% (il 41% in Italia) finisce nel circuito del riciclaggio e questo rifiuto rappresenta l’85% della spazzatura che finisce in spiaggia e nel 2050, se le cose proseguono a questo ritmo, ci sarà più plastica che pesce (in peso) negli oceani. I consumi, tra l’altro, non accennano a fermarsi: la produzione si è moltiplicata per 20 nell’ultimo mezzo secolo e i 311 milioni di tonnellate di oggi diventeranno 630 nel 2036. Solo il 14% viene riciclato, del 32% si perdono le tracce e ogni minuto ne finisce in mare – due tonnellate su tre nel Far East – una quantità pari a un camion della spazzatura. “Dobbiamo intervenire per creare un’economia per la plastica circolare – ha detto il vicepresidente della Ue Frans Timmerman ed evitare di mettere sul mercato prodotti che si confezionano in cinque secondi, si usano per cinque minuti e poi ci mettono 500 anni per smaltirsi nell’ambiente”. L’altro vice-presidente Jirky Katainen ha detto invece di aver dubbi sull’imposizione di una tassa europea sulla plastica non riciclabile come ventilato nelle scorse settimane.

Fonte: La Repubblica

21 calcolo iva sulla tia

VENERDÌ 19: 21^ APPUNTAMENTO PER IL RIMBORSO DELL’IVA SULLA TIA

Domani nella sede dell’Adico si terrà il ventiduesimo appuntamento per il calcolo del rimborso dell’Iva sulla Tia che Veritas ha fatto pagare indebitamente ai veneziani fino al 2010.

Venerdì prossimo torna nella sede dell’Adico l’esperto che calcola i rimborsi per l’Iva sulla tia indebitamente pagata dagli utenti veneziani a Veritas fra il 2002 e il 2010. Il servizio, giunto al suo ventiduesimo appuntamento, serve anche per bloccare la prescrizione del credito che si completerà nel 2020.

(Per fissare l’appuntamento è necessario contattare la segreteria dell’associazione allo 041-5349637 da lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-19).

– Chi abita nel Comune di Venezia è sufficiente che porti una fattura di qualsiasi della tassa dei rifiuti (se non ha più di un codice cliente).

– Chi invece abita in un altro Comune, ma sempre servito da Veritas, dovrà portare, se ancora in possesso, tutte le fatture del servizio rifiuti di Veritas anteriori al 2010 (e, sempre se possedute ancora, le relative ricevute di pagamento.

Il servizio comprende:

– l’assistenza nelle operazioni di registrazione al sito di Veritas S.p.A. per l’accesso alle fatture della tassa rifiuti degli anni 2007-2010 del singolo socio Adico;

– l’effettuazione delle operazioni di conteggio degli importi da richiedere in restituzione, di cui sarà comunicato direttamente l’ammontare ad Adico e al socio Adico;

– la redazione della richiesta di restituzione degli importi a Veritas in favore del singolo socio Adico e la fornitura della stessa ad Adico.

Fonte: Adico

museo del vetro

IL MONDO IN UNA PERLA – MUSEO DEL VETRO DI MURANO

La Collezione di Perle del Museo del Vetro 1820-1890, in esposizione negli spazi delle ex conterie del museo lagunare, raccoglie le piccole e preziose perle di vetro che hanno caratterizzato la storia vetraria veneziana.

Straordinario concentrato di tecnica e inventiva, le perle di vetro veneziano, piccoli e preziosi manufatti di rara bellezza nelle loro molteplici tipologie, accompagnano la storia vetraria veneziana rappresentando anche oggi una produzione viva e importante.

Il lavoro di catalogazione e di studio delle collezioni di perle del Museo del Vetro di Murano, condotto per la Fondazione Musei Civici di Venezia da Augusto Panini, tra i massimi esperti sull’argomento, ha portato alcuni mesi fa alla pubblicazione del primo dettagliato catalogo riservato a questi oggetti artistici ed è ora alla base della mostra allestita negli spazi delle ex conterie del Museo lagunare, dall’8 dicembre 2017 al 15 aprile 2018.

Le perle di vetro costituiscono un mondo unico: oggetti decorativi, ma anche preziosa merce di scambio esportata in grande quantità nel XIX secolo verso le colonie dell’Africa Occidentale, dell’India e delle Americhe; monili tanto ricercati e ambiti, che in cambio di perle di vetro i nativi d’America accettarono di cedere il territorio che oggi conosciamo come Manhattan.

Venezia inizia la sua produzione verso il XIV secolo e una delle prime tecniche impiegate fu quella a speo: utilizzando una piccola quantità di vetro fuso e un ago di ferro (speo o spiedo) che si faceva girare al fuoco di un lume, si realizzava una perla forata. Ma la tecnica che divenne prevalente nei secoli successivi fu la fabbricazione delle perle a partire da bacchette o canne di vetro forate o massicce. Nella seconda metà del XV secolo viene messa a punto la molatura di perle da canna forata a più strati, con sezione a stella (perla rosetta), e solo verso il XVI secolo si riscopre e si affina la tecnica delle perle alla lucerna o a lume, che prevedeva l’uso di canne massicce.

La collezione del Museo del Vetro di Murano è costituita da 85 cartelle campionarie contenenti 14.182 perle, da tre pannelli di stoffa del 1863, dono della Società delle Fabbriche Unite contenenti 2015 perle e 266 mazzi di conterie, da 91 mazzi di perle a lume, di cui alcuni incompleti, da 8957 perle integre e 274 frammentate e 492 mazzi di conterie.

Scomparso sin dal 1912 l’inventario redatto dall’abate Zanetti, solo ora si è riusciti a ricondurre molte di queste perle, mazzi e cartelle alle vetrerie attive a Venezia e Murano tra il 1820 e il 1890 e dunque ai maestri vetrai, giganti dell’arte e imprenditori illuminati come Giovanni Battista Franchini, Domenico Bussolin, Benedetto Giorgio Barbaria, Antonio Salviati, Pietro Bigaglia e Giovanni Giacomuzzi, che con generosità e senso civico avevano donato al museo cittadino il meglio della propria produzione nascente.

Per ulteriori infromazioni: Il mondo in una perla

tutankhamon

MOSTRA “EGITTO. DEI, FARAONI, UOMINI” – JESOLO

Spazio Aquileia 123 a Jesolo ospiterà fino al 30 giugno 2018 la grande mostra “Egitto. Dei, faraoni, uomini”: reperti da musei internazionali, fedeli riproduzioni e postazioni multimediali permetteranno un’esperienza unica di scoperta dell’antico Egitto.

La mostra ‘Egitto. Dei, faraoni, uomini’ si estende sui 2500 mq del centro espositivo Spazio Aquileia 123 al Lido di Jesolo, già sede di esposizioni di successo.

L’esposizione presenta al pubblico reperti unici e suggestive ricostruzioni delle piramidi in un format innovativo, coinvolgente e interattivo dedicato espressamente alle scolaresche di ogni ordine e grado, alle famiglie, ma anche agli appassionati di egittologia, soddisfacendo per spessore scientifico anche i cultori e gli studiosi dell’antico Egitto e delle sue pratiche funerarie.

La mostra archeologica offre l’opportunità di esplorare di persona due camere sepolcrali egizie: la tomba dell’artigiano Pashed e la leggendaria tomba di Tutankhamon, “il faraone fanciullo” dodicesimo re della XVIII dinastia egizia, scoperta da Howard Carter nel 1922, entrambe ricostruite in scala 1:1. All’unicità della visita alle camere funerarie si unisce l’emozione dell’osservare da vicino reperti originali antichissimi provenienti dalle più importanti collezioni egizie dei musei italiani e stranieri, per la prima volta riuniti nella medesima esposizione e valorizzati da descrizioni testuali interessanti e avvincenti.

La Città di Jesolo con questa mostra viene proiettata idealmente sulle rive dell’antico fiume Nilo ai piedi delle grandiose piramidi. Il percorso espositivo combina il fascino di reperti unici provenienti dai più importanti musei italiani ed internazionali con fedeli riproduzioni, scenografie e sofisticate installazioni tecnologiche, in un ricco itinerario che narrerà la storia, le dinastie, la religione, i culti, le abilità tecniche e artistiche dell’antica terra dei faraoni, partendo dal passato e arrivando fino ai giorni nostri. Ma non solo: ‘Egitto. Dei, faraoni e uomini’ vuole offrire ai suoi visitatori una vera e propria esperienza, e per questo non mancheranno postazioni multimediali, dove per i più piccoli la conoscenza si combinerà con l’attività ludica, la scoperta, la meraviglia, tramite animazioni video, proiezioni interattive, ologrammi e schermi touch.

Curatrici e produttrici della mostra sono: Venice Exhibition Srl, società promoter di mostre internazionali, e Cultour Active Srl, società di Treviso pioniera del binomio cultura e digitale dal 2011, che è supportata per questo progetto da un comitato scientifico di esperti egittologi. Preziosa anche la collaborazione del dirimpettaio Tropicarium Park che permetterà di offrire al pubblico il biglietto combinato fra le due esposizioni.

Faraonico è persino l’impegno economico per questo evento culturale che ci ha fatto raggiungere gli 800 mila euro di investimento – commenta il promoter e amministratore unico di Venice Exhibition srl, Mauro Rigoni – di cui, oltre 300 mila euro solo per la promozione della mostra su tutto il Nord Italia. Vogliamo che sia l’evento più importante del Nordest, che arrivi a superare i numeri della prima Bodies Revealed allestita a Jesolo, rivitalizzando l’importante indotto economico a cui la città turistica e gli operatori si erano abituati nelle ultime stagioni invernali grazie al successo delle mostre allestite allo Spazio Aquileia 123”.

Maggiori informazioni su Mostra Egitto

slot machine azzardo

LEGGI E LIMITAZIONI NON FERMANO LA FEBBRE DEL GIOCO

Nonostante ordinanze, limitazioni, leggi e trattative il gioco d’azzardo non diminuisce: è vietato giocare, eppure tutti continuano a farlo come prima, se non più di prima.

Lo Stato si dimostra ambiguo, inserendo per la prima volta la cura e la prevenzione dell’azzardo patologico tra le prestazioni sanitarie minime, ma al tempo stesso ostacolando chi vuole imporre limiti drastici.

Poco meno di 19 miliardi: tanto hanno perso gli italiani, nel 2017, tra slot, videolottery, bingo, ippica, scommesse, lotto e affini, poker e casinò. La stima è di Agipronews, l’agenzia che si occupa di scommesse e azzardo: si basa sui dati del ministero delle Finanze nella prima metà dell’anno e su una proiezione nei sei mesi successivi. Considera la spesa e non il volume delle giocate che è circa cinque volte tanto, quasi 100 miliardi, legati in buona parte alle somme vinte e reimpiegate.

È la dimostrazione che regolamenti, limitazioni e una nuova (seppur altalenante) consapevolezza nelle istituzioni non hanno arginato la febbre del gioco. E nemmeno intaccato le casse dello Stato biscazziere, che anche quest’anno ha intascato quasi 10 miliardi di euro, l’1,9% in meno rispetto allo scorso anno ma pur sempre due miliardi in più degli anni precedenti.

Come una muta scatenata sindaci e presidenti di regione le hanno tentate tutte: limitazioni agli orari, fasce proibite, ordinanze e distanziometro (bandendo gli apparecchi intorno a scuole, ospedali, chiese). Risultato: le slot machine incappano in una leggera flessione interamente compensata dalla crescita delle scommesse e dalle videolottery, ossia le macchinette mangiasoldi più performanti. Sono infatti aumentate di 33 milioni di euro le somme spese negli apparecchi multigioco che accettano anche carte prepagate con puntate fino a 10 euro (mentre alle slot si possono scommettere al massimo 2 euro alla volta).

È l’ennesimo segnale del fatto che divieti e limitazioni non hanno fornito particolari risultati, un po’ perché l’Italia si è mossa alla rinfusa, come spesso accade, un po’ perché i controlli sono scarsi, senza contare che certe volte l’applicazione delle norme è difficile e contestata.

Torino, ad esempio, ha dovuto sospendere per quattro mesi l’ordinanza che limitava a otto ore al giorno il funzionamento delle slot, prima di avere il via libera del Tar. Bergamo, che ha fatto da apripista, ha dovuto incassare lo stop del Tar ed escludere dai divieti orari la vendita di 10eLotto e Gratta e Vinci. La Lombardia ha deciso di vietare la nuova installazione degli apparecchi in locali a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. A Genova i metri sono 300. A Roma sono 350 all’interno del perimetro dell’anello ferroviario e 500 metri all’esterno. A Napoli si è deciso per 500 metri e non se ne parli più. Il 20 novembre il Piemonte ha deciso di vietare nei Comuni con più di 5 mila abitanti l’installazione di slot e videolottery nei locali a meno di 500 metri dai luoghi sensibili ma c’è tempo per adeguarsi: da 18 mesi a cinque anni, a seconda dei casi. Il presidente della Regione Chiamparino ha tirato dritto nonostante i malumori del governo e le proteste dei gestori. Il suo collega ligure Toti, invece, ha preferito sospendere l’entrata in vigore della legge: se ne riparla (forse) ad aprile.

In questo caos si è inserita l’estenuante trattativa tra governo ed enti locali sul riordino del settore. L’esito è un decreto del ministero dell’Economia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo settembre, che prevede di ridurre del 34,9% le slot machine (da 407.323 a 264.674) entro il 30 aprile 2018 e dimezzare nel giro di tre anni i punti di offerta, oggi circa 100 mila. Il guaio è che per diventare operativa l’intesa avrebbe bisogno dei decreti attuativi da parte del governo. Chissà se vedranno la luce a due mesi dalle elezioni, anche perché nel frattempo sono emerse divergenze tra alcune regioni e governo. Vedi il caso del Piemonte, la cui legge, secondo il sottosegretario Baretta, creerebbe un «effetto espulsivo»: il 98-99% delle slot oggi esistenti in bar e tabaccherie si trova nel raggio di 500 metri dai luoghi sensibili e dunque andrebbe spenta.

Ma i forzati delle macchinette non si arrendono. Nonostante le leggi restrittive, un modo per scommettere lo trovano comunque. Per aggirare i divieti, quasi sempre, basta cambiare abitudini: luoghi, orari e magari tipologia di gioco. Perché se è vero che ridurre l’offerta è l’unica strada per provare ad arginare la piaga della ludopatia, lo è altrettanto che le vie dell’azzardo sono infinite.

Fonte: Adico

antitrust multa poste italiane

POSTE ITALIANE: DALL’ANTITRUST MULTA DA 23 MILIONI

Ammonta a 23 milioni di euro la sanzione dell’Antitrust alle Poste Italiane per abuso di posizione dominante nel mercato del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria. Poste Italiane farà ricorso al Tar del Lazio.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 23 milioni di euro Poste Italiane per un abuso di posizione dominante nel mercato del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, ossia quegli invii che i grandi clienti business come le banche, le assicurazioni e le compagnie telefoniche mandano ai propri clienti (es. estratti conto, avvisi di scadenza, bollette).

In particolare, spiega l’Authority, «la strategia escludente, attuata sin dal 2014 da Poste Italiane a danno dei concorrenti – entrati in questo mercato a seguito della liberalizzazione dei servizi postali – è consistita nell’offrire ai propri clienti finali condizioni economiche e tecniche non replicabili dai concorrenti almeno altrettanto efficienti, i quali necessariamente devono ricorrere ai servizi di Poste Italiane per il recapito nelle zone rurali e meno densamente abitate del Paese (aree extra urbane), dove è presente solo Poste Italiane». Inoltre, aggiunge l’Antitrust, «Poste Italiane ha implementato una strategia di recupero dei volumi di posta affidati alla concorrenza, ricorrendo a sconti e condizioni selettivi e fidelizzanti, tra l’altro, condizionando gli sconti praticati ai clienti finali all’affidamento esclusivo di tutti gli invii o di una parte sostanziale degli stessi».

«L’istruttoria ha altresì accertato che la strategia anti concorrenziale di Poste Italiane – ex monopolista che ancora oggi detiene una consolidata posizione dominante sul mercato in questione – ha prodotto concreti effetti sulle dinamiche concorrenziali; infatti, Poste Italiane è riuscita a recuperare numerosi clienti e ad aumentare ulteriormente la propria quota di mercato, a danno degli altri operatori postali attivi sul mercato», conclude l’Antitrust.

Ma secondo fonti vicine al dossier, l’azienda ritiene di aver sempre condotto un comportamento rispondente agli indirizzi normativi e alle logiche di mercato, in un contesto altamente competitivo a tutela della qualità del servizio. Per questo motivo, ha intenzione di presentare ricorso al Tar del Lazio ritenendo inadeguata, e in contrasto con la normativa di riferimento, la sanzione comminata in un procedimento peraltro iniziato nel giugno 2016 e protrattosi per quasi 2 anni di istruttoria.

Fonte: Adico

pagamento con carta direttiva europea

PAGAMENTI CON LE CARTE: NUOVA DIRETTIVA EUROPEA

È entrata in vigore la nuova direttiva europea che limita i costi extra nei pagamenti con le carte e aumenta la difesa dei diritti dei consumatori.

L’Europa prova a farci fare pace con le carte di credito, levando di torno le sorprese legate all’utilizzo delle card negli acquisti online e mettendo la parola fine alla voce «commissioni extra» anche quando si paga piccoli o piccolissimi importi tramite il pos. Entra in vigore la nuova direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD 2), grazie a cui – si calcola – i consumatori europei potranno risparmiare fino a 500 milioni di euro all’anno, secondo le stime della Commissione.

Anche i consumatori avranno più armi per difendere i loro diritti: in caso di furto o frodi con carte o bancomat, il cliente fino ad oggi era tenuto a pagare 150 euro per operazioni che non riconosceva, effettuate prima della sua denuncia. Ora tale franchigia scende a 50 euro. Aumenterà anche la trasparenza dei costi di commissione quando si acquista in una valuta europea diversa dall’euro. Fino ad oggi, alla transazione veniva applicato un tasso di cambio poco chiaro. Aumenta poi la protezione della privacy di chi utilizza il Fintech – la tecnologia applicata ai servizi finanziari – e che creano un legame tra il conto del cliente e quello del venditore: da ora anche questi dovranno rispettare standard molto rigidi di protezione dei dati finanziari, e dovranno dotarsi di una sicurezza ulteriore per assicurare le transazioni. Quella che entra in vigore oggi è l’evoluzione di una serie di interventi legislativi europei. La prima direttiva del genere risale al 2007, e favoriva l’ingresso nel mercato di altri attori e non lasciare il terreno dei pagamenti soltanto alle banche e alle carte di credito. Negli ultimi anni, con l’esplosione del fenomeno Fintech ci si è resi conto che l’impianto attuale non bastava. Dovrebbe poi finire l’era dei balzelli inutili.

Fonte: Adico

stop maxi-conguagli

STOP AI MAXI CONGUAGLI NELLE BOLLETTE DI LUCE, GAS E ACQUA

Le bollette di conguaglio rappresentano un incubo per gli utenti e possono mettere in seria difficoltà il bilancio di una famiglia. A partire da marzo dovrebbe arrivare nella legge di Bilancio la norma che vieta i maxi-conguagli nelle bollette di luce, gas e acqua, oltre i due anni di tempo.

«Abbiamo scritto una bella pagina parlamentare» commentava soddisfatto Simone Baldelli, Forza Italia, vice presidente della Camera, il “padre” della nuova legge, dopo l’operazione portata a termine ieri. Con il parere favorevole del governo è riuscito a inserire nella Legge di Bilancio le norme contro i maxi-conguagli, che nonostante l’unanimità di Montecitorio, senza il via libera del Senato e l’imminente scioglimento delle Camere, rischiavano di rimanere lettera morta.

Le nuove norme mettono fine alle super bollette che ogni tanto i consumatori ricevono per il conguaglio dei costi fatturati sulla base di stime, e che a volte riguardano periodi lunghissimi. «Ci sono conguagli che abbracciano un arco di tempo di quattro o cinque anni, anche di più, ed è una pratica diffusissima. Parliamo di un paio di milioni di bollette l’anno» dice Baldelli. Da marzo, dopo che l’Autorità per l’energia avrà stabilito i criteri, scatterà il divieto di effettuare conguagli oltre due anni di tempo. Si comincia con le bollette della luce, dal primo marzo 2018, poi del gas, dal gennaio 2019 e, dal 2020, dell’acqua. Sono le bollette che pesano di meno ma dove si registrano i conguagli proporzionalmente maggiori, visto che i contatori meccanici sono nelle case, e non di immediata lettura.

La norma è piuttosto semplice. Prevede che nei contratti di fornitura di luce, gas e acqua agli utenti domestici, alle microimprese e agli studi professionali «il diritto al corrispettivo si prescriva in due anni».

L’impresa ha galvanizzato Baldelli, che ora medita di portare a compimento un altro colpo. Ha già messo tutti d’accordo sull’utilizzo dei risparmi del 2017 della Camera, 80 milioni di euro, da destinare ai terremotati del Centro Italia. Ha presentato un ordine del giorno anche questo accolto all’unanimità dall’Aula di Montecitorio, che impegna il governo. E ora punta a chiudere la partita con una norma ad hoc nel nuovo bilancio 2018.

Fonte: Adico

ryanair bagagli a mano

BAGAGLIO A MANO RYANAIR: NUOVE REGOLE 2018

Niente più trolley come bagaglio a mano sui voli Ryanaira meno di non mettere mano al portafoglio. Il cambiamento della regola è dovuto al fatto che troppi passeggeri portavano con sé due bagagli, riempiendo troppo le cappelliere dell’aereo nei voli molto affollati.

La più popolare compagnia aerea low cost d’Europa decide di cambiare le regole per i bagagli a mano: possono portare due bagagli a mano in cabina soltanto i passeggeri che hanno acquistato l’imbarco prioritario. A tutti gli altri verrà caricato gratuitamente in stiva il proprio trolley, direttamente all’ingresso dell’aereo.

Da lunedì 15 gennaio 2018 sarà possibile portare a bordo due bagagli a mano se si acquista il pacchetto Premium, altrimenti sarà sempre possibile portare un piccolo bagaglio, come una borsetta o uno zaino, ma non il trolley che verrà registrato e sistemato nella stiva gratuitamente. Il tutto direttamente al gate e senza comunque dovere imbarcare il bagaglio al check-in. Di fatto, quello che prima accadeva solo per alcuni passeggeri, l’imbarco in stiva del bagaglio quando le cappelliere dell’aereo rischiavano di non avere abbastanza spazio per tutti, da lunedì avverrà per tutti i bagagli (non borse e zaini) di chi non avrà pagato il suppplemento. Causando così peraltro anche un lavoro extra per il personale aeroportuale.

Inoltre la borsa piccola dovrà rientrare nelle dimensioni di 35 x 20 x 20 cm e dovrà poter essere sistemata sotto il sedile davanti al passeggero. Ai passeggeri che, invece, hanno acquistato i pacchetti Premium e i due bagagli a mano, Flexi Plus, Plus o Family Plus sarà consentito portare a bordo i due propri bagagli a mano, il trolley e la borsa con le misure consentite: il primo andrà nella cappelliera, il secondo sotto la poltrona davanti al passeggero.
Previste anche sanzioni: la mancata osservanza di queste nuove regole comporterà il pagamento di una penale pari a 50 euro per articolo al gate di partenza “e – spiega la compagnia – potrebbe causare ritardi per tutti i passeggeri a bordo”.

Fonte: Adico